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La libertà di decidere come impiegare il me-time

di Laura Losito - 12.09.2016 Scrivici

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Ogni mamma ha il diritto di scegliere come impiegare il proprio tempo libero senza dover essere giudicata dagli altri. Cosa rende il me-time veramente prezioso è una cosa personale

La giornata di una mamma inizia con una ambiziosa to-do-list e finisce con un impietoso riepilogo mentale di tutto ciò che non è riuscita a fare; certo, conta molto anche il carattere, la motivazione, l’attitudine personale all’organizzazione e al restare sul pezzo, ma capita spesso di avere l’impressione che non ci siano abbastanza ore nella giornata per far fronte non solo alla lista di cui sopra, ma anche alle varie incombenze in più che spuntano come funghi nell’arco delle 24 ore.

Come se non bastasse, ovunque guardiamo ci sono persone - nota bene, in molti casi non mamme, o che magari hanno avuto i figli 40 anni fa - pronte a sottolineare che dovremmo riprendere a fare un po’ di sport, andare dal parrucchiere, iscriverci a Facebook, provare a fare il pane in casa eccetera eccetera. “Niente scuse” è il mantra collettivo, in fondo se la persona che abbiamo davanti lavora full time, ha tre figli, fa volontariato nel weekend e lezioni di zumba due volte alla settimana, perché non dovremmo essere in grado anche noi? 24 ore al giorno ce le ha anche Angelina Jolie, no? Un discorso che fila, e che ci porta ad ammettere che sì, forse, anzi probabilmente, il tempo ce l’abbiamo.

Tutte possiamo svegliarci una mattina e decidere che ogni secondo del nostro tempo debba essere produttivo. Ma sicure che il tempo debba essere impiegato sempre e inesorabilmente per qualcosa che dovremmo fare? Forse c’è una buona ragione per il nostro "accampare scuse": queste cose che dovremmo fare sono difficili, o impegnative, o richiedono una dose di energia che non abbiamo voglia di investire. Magari siamo molto più felici a perdere 10 minuti qua e là nel corso della giornata, per prenderci un caffè, chattare con un’amica o leggere il capitolo di un libro anche se, sommandoli tutti, vengono fuori le quattro ore alla settimana che ci permetterebbero di fare un corso di idrospinning. Ma ora che lo sappiamo, continuiamo a preferire i caffè e i whatsapp.

È interessante notare come le persone che, animate magari da buone intenzioni, s’improvvisano motivatori, risultino così drammaticamente de-motivanti: provocano solo senso di inadeguatezza, ci sbattono in faccia la nostra incapacità di utilizzare meglio le nostre risorse e solleticano le nostre insicurezze. Questo non ci aiuta, no. Il benessere emotivo viene prima di tutto, e c’è chi lo trova facendo i salti mortali pur di riuscire a ritagliarsi la sua ora di Pilates, e chi lo raggiunge concedendosi il lusso di fare con calma alcune cose. Possibilmente senza sentirsi pigra, apatica e inconcludente.

La cosa importante quando le 24 ore iniziano a stare strette, magari perché abbiamo ripreso il lavoro o avuto un secondogenito, è capire cosa può rendere il me-time veramente prezioso, il che è una cosa personale, che ha a che fare con quello che conta davvero per noi (compreso il totale riposo!) e non con quello che dovremmo fare secondo tizia o caia perché lei ci riesce. Smettetela quindi di dirci cosa fare del me-time: ci dispiace, ma non abbiamo tempo per starvi a sentire.

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