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La solitudine delle mamme

di Laura Losito - 05.09.2016 Scrivici

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Una mamma ci spiega perché la maternità è anche solitudine, ma resterà il periodo più bello, intenso e appagante della nostra vita

Maternità e solitudine

Eravamo preparate al parto, sapevamo tutto sull’allattamento, le creme pannolino non avevano segreti per noi; ma dato che amavamo leggere, a partire dai vecchi testi sulla maternità trovati in cantina fino ai blog divertenti spulciati fino a tarda ora, sapevamo anche che no, non ci sarebbe venuto tutto naturale, che oltre alle tette felici delle pubblicità ci sono capezzoli che sanguinano e neonati che non si attaccano spontaneamente, che le notti insonni ci avrebbero devastato e che lacrime di gioia e di dolore si sarebbero succedute spesso nell’arco della giornata e anche di una stessa ora.

Eravamo spaventate, ma da un certo punto di vista anche ansiose di dire la nostra, di conoscere il nostro bambino certo, ma anche di conoscere noi stesse come mamme. E quando quel momento è arrivato, è stato veramente come salire sulle montagne russe, un vortice di emozioni acute e ravvicinate: il primo abbraccio, un odore nuovo di cui senti di non poter mai più fare a meno, gli occhi umidi di tuo padre appena diventato nonno, le minuscole calzine bianche e un pezzo di cordone secco trovato nella culla una mattina.

Non lasciarsi travolgere da tutto questo è impossibile, anche quando l’eco di quelle immagini e di quelle sensazioni travolgenti si accompagna alla fatica e alla necessità di essere sempre sul pezzo, qui e ora, in un ritmo incalzante di incombenze a cui fare fronte e che spesso lascia spazio a poco altro. Vi è mai capitato di passare con il passeggino di fronte ad un bar, vedere due amiche della vostra età ridere tra loro davanti a una birra e sentire il naso che pizzica? E no, non per il famigerato me-time, o almeno non solo: più perché in quel momento realizzi quanto ti manca avere un’amica, una persona adulta e donna con cui parlare e ridere ore, in quella complicità femminile che non si può ritrovare nella coppia.

Per quanto infatti ci si affanni a coltivare le amicizie di prima, quanto tempo di qualità ci si riesce effettivamente a ritagliare, nel rispetto della routine del bambino, e di quando è malato, quando salta il sonnellino, quando l’hai già lasciato alla mattina ai nonni per andare dal ginecologo, quando non è malato ma è noioso, eccetera? Sei sola. E ogni volta che apri Facebook senti un groppo allo stomaco nel vedere le foto delle tue amiche che scherzano su qualcosa e tu non hai nemmeno idea di cosa stanno parlando: è gelosia.

Sì, la maternità è anche solitudine, e tendenza innata a mandare messaggi a raffica su Whattsapp alle tre di notte dicendo la tua su una conversazione che si è svolta 8 ore prima: nessuno ti risponderà. La maternità è spingere il passeggino al parco, da sola, girando al largo dai gruppetti di amiche mamme nella certezza che ti stanno giudicando. Ma magari la tua prossima "BFF" è seduta su una panchina poco lontano, se si sente sola esattamente come te. Probabilmente questo non è il periodo che ricorderemo per le amicizie, ma non ricorderemo nemmeno la solitudine; più probabilmente, ci penseremo come al più bello, intenso e appagante della nostra vita. Non è il momento delle birre ghiacciate e delle chiacchiere senza guardare l’orologio, ma è quello in cui qualcuno ti si attacca alle gambe se solo provi a lasciare la stanza. Qualcuno che quando esci dal bagno ti corre incontro come se non ti vedesse da una vita; come se tu fossi la cosa più importante, la più meravigliosa e e che più ama al mondo… perché la sei.

Tra tanti anni, arriveranno giorni in cui daremmo qualsiasi cosa pur di poter tenere ancora una volta in braccio il nostro bambino piccolo, quando ancora non avevamo dovuto consegnarlo al mondo. Non lasciamo che sensazioni negative temporanee ci rubino un solo attimo di tutto questo: i nostri anni d’oro, probabilmente sono quelli che stiamo vivendo adesso.

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