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Smettere di fumare con le sigarette elettroniche

Su questi congegni, né farmaci né dispositivi medici, non c’è alcuna certezza. Non è documentato che aiutino a smettere di fumare, non è garantito che siano sicuri per la salute
di A. Ferrando

Nei giorni scorsi il Consiglio Superiore di Sanità (Css) ha inviato al Ministero della Salute un documento nel quale si esprimeva in merito all'utilizzo delle sigarette elettroniche, sempre più diffuse tra i fumatori.
Nel documento gli esperti sconsigliano l'uso della sigaretta elettronica alle donne incinte e fuori dalle scuole.


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Ma le sigarette elettroniche possono davvero essere utili per smettere di fumare (LEGGI)?
Una nostra pianetina (come affettuosamente si chiamano tra loro le utenti della community di Pianetammma) ha posto un quesito sull’efficacia delle cosiddette sigarette elettroniche o e-cigarette. Su questi congegni, né farmaci né dispositivi medici, non c’è alcuna certezza. Non è documentato che aiutino a smettere di fumare, non è garantito che siano sicuri per la salute.
In realtà, da fumatrice che vorrebbe smettere ma non ce la fa, questo congegno ha incuriosito anche me. Gli slogan che la descrivono sono invitanti: “liberi di fumare anche in ambienti chiusi rispettando se stessi e gli altri”, “crea un’esperienza che valga la pena di condividere: scegli…..”, “può aiutare a smettere di fumare ed è anche una sigaretta senza nicotina”. I prezzi variano da € 15,00 sino anche a € 150,00 per kit completi.


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Mi sono un po’ informata e i risultati non sono particolarmente confortanti.

Innanzitutto spieghiamo di che cosa si tratta: sono finte sigarette a batteria, che vaporizzano una soluzione acquosa contenente sostanze chimiche, aromi e, in alcuni casi, anche nicotina.
Più precisamente la sigaretta elettronica è così composta:

Una cartuccia che contiene la soluzione che viene vaporizzata e inalata
Una camera di atomizzazione dove viene vaporizzato il contenuto del filtro per permettere l’inalazione
Un chip di controllo che attiva l’atomizzatore quando il fumatore aspira
Una batteria al litio che fornisce l’energia necessaria al funzionamento di tutti i componenti
Un guscio in acciaio inossidabile che riveste i componenti elettronici
Un indicatore di modo operativo ch si illumina quando si aspira , mimando la brace della sigaretta.


Pubblicizzate come nuovo e rivoluzionario rimedio per dire addio alle bionde di carta e tabacco, senza rinunciare al piacere del fumo. L’ingrediente principale, il glicole propilenico, è usato nell’industria dei cosmetici come solvente, senza restrizioni d’uso, ma fino ad oggi non era stata mai presa in considerazione la possibilità che fosse riscaldato e aspirato. Non si sa nulla quindi sulla sua sicurezza. Inoltre, un’analisi della Fda ha sollevato alcuni problemi riguardanti la sicurezza dei filtri, rilevando in alcuni la presenza di piccole quantità di sostanze tossiche e cancerogene, nonché tracce di nicotina anche in filtri che non avrebbero dovuto contenerne. Dati alla mano la sigaretta elettronica sembra non dare nessun beneficio rispetto alla normale sigaretta (LEGGI) e per di più alcuni esperti pensano possa aumentare la dipendenza da nicotina.

Per quanto riguarda invece l’efficacia antifumo, mancano al momento gli studi. Tutte le sigarette elettroniche che vantano di essere d’ausilio alla disassuefazione dal fumo e dalla nicotina vantano una proprietà che non risulta confermata. Anzi, il parere degli esperti sembra suggerire il contrario.

sigaretta-elettronica

D’altro canto le dichiarazioni di Andreas Floursi e Dimitris Oikonomou dell’Institute of Human Performance and Rehabilitation, sono tuttl’altro che tranquillizzanti quando affermano che “I consumatori dovrebbero smettere di usare l’e-cigarette finchè non si concluderanno gli studi di sicurezza in corso”. Una preoccupazione condivisa dall’Organizzazione mondiale della sanità, che si inserisce nella schiera di quanti guardano con sospetto a questo prodotto. Il dubbio di un sospetto di tossicità di queste nuove sigarette è alimentato dal fatto di non sapere quanta nicotina di fatto deterrebbero tali nuovi sistemi e il tipo di sostanze che si repertano nelle nuove sigarette, sostanze che ad un primo esame sono sembrate come già detto cancerogene.

Un’ultima riflessione: come è possibile che la sigaretta elettronica sia reperibile oltre che su internet o in alcuni negozi anche in farmacia, non trattandosi né di un farmaco, né di un dispositivo medico?
Meditate gente….meditate….

Fonti: Altroconsumo e Tantasalute

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