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Settimana Mondiale della Tiroide

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La Settimana Mondiale della Tiroide si celebra dal 23 al 27 maggio 2016. Scopo della manifestazione è sensibilizzare l'opinione pubblica e il mondo scientifico sui problemi legati alle malattie della tiroide

Settimana mondiale della Tiroide

Dal 23 al 27 maggio 2016 si celebra la Settimana Mondiale della Tiroide che quest'anno ha come tema: “La tiroide dal bambino all’anziano", che sta a significare quanto, in ogni fase della vita, una corretta funzionalità tiroidea sia essenziale per quasi tutti i processi dell’organismo. La Settimana Mondiale della Tiroide è promossa in Italia dall’Associazione Italiana della Tiroide (AIT), dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME), dalla Società Italiana di Endocrinologia (SIE), dalla European Thyroid Association (ETA), dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP), insieme al Comitato della Associazioni dei Pazienti Endocrini (CAPE).

Scopo dell’iniziativa è sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi legati alle malattie della tiroide, con particolare riguardo all’azione preventiva della iodoprofilassi. Sono circa sei milioni di italiani a soffrire di una malattia della tiroide e negli ultimi 20 anni i casi di tumore sono aumentati di oltre il 200 per cento. Sono le donne a soffrire di più di disturbi tiroidei, e spesso anche le bambine, intorno alla seconda infanzia, verso i 12 anni, presentano sintomi che vengono male interpretati e attribuiti alla crescita, all'adolescenza o a stress scolastico. Ma cerchiamo di capire meglio cos'è la tiroide, come funziona e quali sono i sintomi che devono allarmarci.

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Dove si trova la tiroide?

La tiroide è una ghiandola endocrina con una forma che ricorda quella di una farfalla. È situata nella parte anteriore del collo, più o meno all’altezza della quinta vertebra cervicale; si appoggia anteriormente a trachea e laringe, posteriormente all’esofago.

Come funziona la tiroide

La tiroide produce degli ormoni, conosciuti come T3 e T4, svolgono importanti funzioni di controllo e regolazione del metabolismo cellulare e agiscono su quasi tutte le cellule dell’organismo, purché queste siano dotate di un sistema che ne consenta l’attività (i cosiddetti recettori per gli ormoni tiroidei). La tiroide controlla il metabolismo e le sue principali funzioni: il battito cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, l'accrescimento corporeo, la pressione arteriosa, il livello di colesterolo, il peso, la forza muscolare, l'acutezza mentale, la parola, la vista, le condizioni della pelle e dei capelli e tante altre ancora. Quando ci sono delle disfunzioni (funziona troppo o troppo poco) tutto l'organismo va in sofferenza.

Semplificando si può dire che la funzione principale della tiroide è quella di produrre ormoni contenenti iodio che, tramite il sangue, raggiungono tutti gli organi influenzandone l’attività: se la quantità in circolo è sufficiente la tiroide smette di produrli, per poi ricominciare quando il livello scende.

Importanza dello iodio per la tiroide

Lo iodio risulta l’elemento fondamentale per un corretto funzionamento della tiroide: senza iodio le sostanze prodotte dalla ghiandola perderebbero ogni efficacia; da ciò deriva lo sviluppo di numerose patologie secondarie alla carenza e, in taluni casi, all’eccesso di Iodio.

Lo iodio è, infatti, il costituente principale degli ormoni tiroidei che regolano lo sviluppo, la crescita e l’utilizzazione dell’energia, cioè tutte le funzioni vitali

La carenza di iodio è la causa principale del gozzo, cioè di un aumento delle dimensioni della tiroide, della formazioni dei noduli e di molti altri effetti dannosi sulla salute, indicati nel loro insieme come “disturbi da carenza iodica” tra cui un aumentato rischio di aborto, difficoltà nella procreazione, mortalità perinatale, malformazioni congenite e cretinismo endemico.

Lo iodio durante la gravidanza e allattamento

Come leggiamo sul sito dedicato alla Settimana Mondiale della Tiroide:

Durante la gravidanza il fabbisogno di iodio aumenta ed è pari a 250-300 µg al giorno. Questo è dovuto ad un aumento della perdita renale di iodio indotta dagli estrogeni ma anche all’esigenza di aumentare la sintesi ormonale da parte della tiroide materna, indispensabile per il corretto sviluppo della placenta e del feto. Una quota di iodio assunto dalla madre viene utilizzata dal feto per la propria produzione di ormoni tiroidei. Se l’apporto di iodio con la dieta non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno della madre e del feto, si può instaurare una condizione di ipotiroidismo (materno o materno-fetale), le cui conseguenze sono tanto più gravi quanto più marcato e protratto è il deficit ormonale. In particolare, poiché durante la vita intra-uterina gli ormoni tiroidei concorrono al corretto sviluppo del sistema nervoso centrale del feto, un apporto nutrizionale di iodio insufficiente in questa fase della vita può compromettere lo sviluppo intellettivo e cognitivo del nascituro.

Anche durante l’allattamento è necessario che la madre fornisca un’adeguata quantità di iodio al proprio neonato in modo da assicurargli una normale funzione tiroidea durante questa fase della vita. Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le donne di età fertile residenti in aree geografiche dove l’apporto di iodio con gli alimenti non è sufficiente a soddisfare le necessità della gravidanza e dell’allattamento, oltre ad utilizzare con costanza e regolarità il sale iodato, dovrebbero assumere una quantità supplementare di iodio ricorrendo a specifiche integrazioni, sia prima che durante la gestazione.

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Sintomi di disturbi tiroidei

I sintomi delle malattie tiroidee sono comuni a molte patologie, per questo spesso è difficile identificare un problema come dovuto a un mal funzionamento di questa ghiandola. Tuttavia i campanelli d'allarme vanno ascoltati e analizzati con l'aiuto di un medico che se riterrà necessario ci prescriverà analisi e dosaggi ormonali per valutare il corretto rilascio degli ormoni tiroidei. Infine l'endocrinologo dovrà analizzare e valutare nel caso ci siano risultati poco chiari.

I sintomi di una disfunzione tiroidea possono essere i seguenti:

  • Stanchezza
  • Sonnolenza
  • Voce roca
  • Crampi e dolori muscolari
  • Fragilità dei capelli
  • Alterazioni dell'umore (soprattutto in senso depressivo)
  • Tachicardia e ansia.
  • Inoltre nei casi di ipotiroidismo si verifica un aumento di peso nel 57% dei casi, dovuto a una riduzione dell'attività metabolica e alla ritenzione di liquidi. Nell'ipertiroidismo, invece, il 52-85% dei soggetti vanno incontro a un aumento del metabolismo e a un dimagrimento.

Gli ormoni tiroidei influenzano il metabolismo di grassi e carboidrati e il corretto funzionamento dell’apparato digerente.

Eventi in programma per la Settimana dedicata alla Tiroide

In occasione della Settimana Mondiale dedicata alla Tiroide, dal 23 al 27 maggio  2016 sono previsti incontri, screening gratuiti, e diverse attività di sensibilizzazione e conoscenza della malattia.

  • Incontri informativi sulla tiroide in tutta Italia: seminari o convegni con accesso libero per la popolazione, in strutture ospedaliere e/o universitarie o altre strutture pubbliche (sale comunali, parrocchiali, scuole).
  • Apertura degli ambulatori per visite gratuite in determinate fasce orarie, in uno o più giorni della settimana dedicata all’evento (compatibilmente con le disposizioni della Tua Azienda Ospedaliera in merito a prestazioni mediche gratuite).
  • Consulenze nutrizionali personalizzate e gratuite per pazienti tiroidei e loro familiari.
  • Colloqui di supporto psicologico indiividuali a sostegno, informazione, orientamento e prevenzione del disagio dei pazienti tiroidei e loro familiari

Informazioni

 

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