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Progetto Infinito8marzo: volti e voci per raccontare le donne e le loro storie

di Niccolò De Rosa - 06.03.2019 Scrivici

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Il progetto Infinito8marzo di Marina Gellona e Irene Mastrocicco raccoglie interviste e foto alle donne per strada per raccontare il loro mondo tra figli, famiglia, maternità e matrimonio

Progetto Infinito8marzo

Cosa vuol dire essere donna? È questo il focus di un progetto affascinante lanciato da una scrittice e una fotografa in occasione della festa della donna. Marina Gellona e Irene Mastrocicco hanno girato per le strade di Torino in cerca di storie, hanno raccolto interviste e foto alle donne per strada per raccontare il loro mondo tra figli, famiglia, maternità e matrimonio. Un progetto in divenire che da voce ai pensieri e ai sogni delle donne. Un ritratto bellissimo, colorato, spontaneo, emozionante e stimolante del mondo femminile.

Un fiore come microfono per ascoltare la voce delle donne e scrivere di loro. Un obiettivo per cogliere la luce diversa e i tanti colori che ciascuna ha in sé.

Il nostro progetto artistico, dicono le fondatrici del progetto, affianca il linguaggio fotografico e la parola scritta, è nato con le donne e per le donne e sta diventando un progetto per tutte e per tutti.

Dal 2014 collezionano ritratti di voci di donne di ogni età, con storie e geografie differenti che, ascoltate tutte insieme, guardate in successione, creano significati, energia, società e dialogo. Questo lavoro ha coinvolto, finora, circa 350 donne incontrate per le strade. Con i due linguaggi, parola e fotografia, capovolgiamo l'8 marzo per renderlo infinito, come l'arte sa fare. Una festa che viene celebrata ogni giorno per dare spazio e voce alle donne.

Il progetto Infinito8marzo

Ma torniamo alle donne di infinit∞marzo: per incontrarle abbiamo camminato per le vie della città - raccontano Marina Gellona e Irene Mastrocicco -  siamo entrate nelle scuole e nei negozi, abbiamo girato per i mercati e per le piazze e ovunque abbiamo chiesto alle donne di farsi fotografare, di raccontarci in una parola che cosa fosse per loro essere donne e di rispondere a una domanda: "quando hai sentito forte la solidarietà di un'altra donna?", "Di che cosa hai paura?", "Per cosa hai lottato tanto?" per citarne solo alcune.

Le trovate tutte qui.

Le parole delle donne, generose nel narrarsi e nel condividere il loro punto di vista, restituiscono il peso e la bellezza di una sfida umana e culturale attuale, permettono di riflettere sui modelli di genere, sulle conquiste di consapevolezza collettive e individuali delle donne e su quelle ancora da realizzare.

Finalità

La finalità di questo progetto è di far provare, a chi le guarda e le ascolta, la stessa emozione che hano provato loro nel realizzarlo: la sensazione della molteplicità coraggiosa, contraddittoria e in continuo cambiamento che le donne mettono nel vivere, costruire e amare ogni giorno.

La sensazione che ci siano tanti modi di essere e che possano convivere pacificamente e creativamente.

L’emozione della differenza e della risonanza con vite molto diverse l’una dall’altra ma capaci di raccontarsi, di ispirare e coinvolgere.

Vogliamo continuare a vedere, anno per anno, giorno per giorno la voce delle donne a colori. E scritta nero su bianco.

Il nostro progetto è nato con le donne e per le donne, ma da un anno ha aperto le sue vie agli uomini, perché al di là della coscienza di genere, che per noi resta importante e delicata, ci interessano le persone e gli incontri con tutto ciò che è umano.

Inoltre la scrittrice e la fotografa, di questo interessante progetto, hanno scoperto che il loro formato (ritratto+intervista) può essere efficace per raccontare diverse situazioni, eventi, luoghi e realtà in cui le persone si incontrano.

Il progetto contribuisce a raccontare gli individui oltre gli stereotipi. Può valorizzare volti e voci di momenti collettivi di un gruppo, di una società, di una città, di un evento, di un’associazione.

Con una foto e una frase si può raccontare molto. E con tante foto e tante frasi possiamo contribuire allo sviluppo di una società in cui le persone si conoscono meglio. E quindi hanno la possibilità di capirsi un po’ di più.

E, forse, di volersi anche più bene.

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