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Pianetamamma contro la violenza sulle donne

di Redazione PianetaMamma - 21.11.2008 Scrivici

Pianetamamma sottoscrive l'iniziativa di Donna Moderna per la Giornata Internazione contro la violenza sulle donne: ecco tutte le richieste che verranno presentate al Ministro dell Pari Opportunità in favore delle donne vittime di violenza. Se poi volete scendere in piazza, l'appuntamento è per sabato 22 novembre a Roma

Quante donne subiscono violenza oggi in Italia? Troppe. Le tragedie sono quotidiane, ma sommerse, e i numeri toccano ormai una gravità inaudita. Per questo il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, sancita dall'Onu nel 1999.

Una ricorrenza a suo modo triste ma importante, che richiede partecipazione per la gravità dei problemi vuole attirare l'attenzione. In Italia sette milioni di donne hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita (dati Istat). E le statistiche dell'orrore non finiscono qui: ben 2 milioni di donne italiane sono state vittime di violenza domestica, cento di loro ogni anno vengono ammazzate dal marito o dal convivente, come ultimo atto di un’escalation di prepotenza e aggressività. In tutto ciò il 96 per cento, quindi la quasi totalità delle vittime non riesce a denunciare in alcun modo le violenze subite, perchè nessuno le difende o le aiuta, e sono terrorizzate dal subire le conseguentze della loro denuncia. Questo è lo stato di cose, questa è la drammatica realtà che quotidianamente viene nascosta da ipocrisia, paura e indifferenza.

Per questo, per iniziativa di Donna Moderna, è stato stilato un documento di richieste che verrà consegnato al ministro delle Pari Opportunità , affinchè venga posto all'attenzione anche del Parlamento, del Governo e dei Comuni, perchè prendano provvedimenti concreti, loro che hanno il potere di farlo.

Anche Pianetamamma sottoscrive questa importantissima iniziativa. Ecco quali sono le richieste contenute nel documento.

- che in tutte le città con più di 20 mila abitanti ci sia un centro antiviolenza a cui rivolgersi e case protette per sottrarsi ai persecutori, mariti o sconosciuti che siano. Questi luoghi esistono già, ma sono davvero troppo pochi: i centri sono solo 100 e le case protette 40 in tutta Italia. Non avere un riparo, un sostegno psicologico e legale, vuol dire per molte non poter sottrarsi all'aguzzino e finire sulle pagine di cronaca nera. Uccise a calci e pugni

- Sostegni econonomici e avvio al lavoro per chi scappa dal suo aguzzino. Perchè fuggire dalla violenza vuol dire ricominciare da zero la propria vita, reinserirsi nella società,e da sole è quasi impossibile

- Che venga approvato il piano nazionale antiviolenza, raccomandato dall’Unione europea. Questo piano deve coordinare le forze dell’ordine, i servizi sociali, medici e infermieri dei Pronto soccorsi, insegnare loro a riconoscere i segni della violenza sui corpi di chi ha paura di denunciare: le donne non vanno lasciate sole soprattutto quando sono terrorizzate e deboli

- Che i servizi sociali intervengano immediatamente quando viene fatta una denuncia o fatta una segnalazione: affinchè un uomo che molesta o perseguita una donna venga messo in condizione di non nuocerle oltre

- Che lo stalking diventi reato, e che il persecutore venga subito bloccato. Che il Parlamento approvi d’urgenza il già esistente disegno di legge del Governo contro i molestatori, ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera

- Che si pubblicizzi in ogni forma e modo, tramite mass media e affissioni, il numero verde nazionale anti-violenza, 1522, che mette la donna in contatto con i centri dove può trovare aiuto. Dall’8 marzo 2006 al 27 dicembre 2007, il numero verde, ha già raccolto 22 mila richieste

- Che le scuole adottino, a partire dai banchi delle elementari, un’educazione sessuale che insegni ai ragazzi il rispetto dell’altro, la bellezza dell’amore quando non è sopraffazione

-Che i Comuni realizzino subito provvedimenti concreti come parcheggi protetti, vagoni dei treni e delle metropolitane riservati alle donne, illuminazione delle zone a rischio, taxi rosa etc) che consentano alle donne di uscire senza correre il rischio di essere violentate

E in più, se volete anche voi alzare la voce e scendere in piazza, l'appuntamento è per sabato 22 novembre a Roma, per la manifestazione autorganizzata dalle donne (ma aperta anche agli uomini) contro la violenza sulle donne.


Anastasia Meloni

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