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Gelosia: non sai cos'è finchè non diventi mamma

di Monica De Chirico - 10.09.2014 Scrivici

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Quando si diventa mamma spesso subentra la gelosia per i propri figli. Certi sentimenti sono normali e naturali, ma quando diventa troppo e quando no?

MAMME GELOSE DEI PROPRI FIGLI - Credevamo che la gelosia non facesse parte del nostro carattere finchè non abbiamo avuto a che fare con i nostri figli. Quand’è che diventa “troppo” (e quando no)?

Non avevamo mai avuto problemi di gelosia nei rapporti familiari o sentimentali: è questo il motivo per cui ci coglie completamente di sorpresa un vago istinto omicida nei confronti di chi spinge troppo oltre le smancerie nei confronti del nostro bambino neonato. Scherzi a parte, certi sentimenti sono assolutamente normali, secondo alcuni addirittura sani: esattamente come gli animali che non permettono a nessuno di toccare i loro cuccioli appena nati, anche noi proviamo questo istinto di protezione verso un piccolo essere umano fragile e delicato.

Perché allora tutto il mondo sembra darci addosso se, per esempio, osiamo esternare il nostro disagio e chiedere che nostro figlio di pochi giorni non venga toccato da estranei? In un certo senso, si può dire che è la società ad andare in un’altra direzione. Se pensiamo a quelle celebrities che tornano sotto i riflettori a ridosso del parto, si può ipotizzare che il mondo stia andando da quella parte lì, giusta o sbagliata (naturale o meno) che sia. Sembra che il valore di una persona si misuri con il successo nel lavoro e nient’altro; fatto sta che i sentimenti protettivi naturali che una madre prova per l’esserino che ha portato dentro nove mesi vengono in genere stigmatizzati: si tirano in ballo la gelosia e l’insicurezza, la segreta e irrazionale paura che il piccolo si affezioni di più a qualcun altro, o ancor più volgarmente, la volontà di “stare a casa mantenute” anziché tornare subito al lavoro e affidare il piccolo ai nonni o al nido ­ come se gestire un neonato fosse una passeggiata.

Cosa c’è di vero in tutto questo discorso? Ecco alcuni segnali che dovrebbero farci riflettere sulla natura e fondatezza della nostra cosiddetta “gelosia”.

- Siamo gelosi indiscriminatamente di tutte le persone che hanno un rapporto stretto con il bambino, comprese coloro che hanno un atteggiamento discreto e rispettoso del neonato.

- L’idea di assumere una baby sitter di nostra fiducia ci getta nel panico, perché segretamente temiamo che il piccolo si affezioni più a lei. Per lo stesso motivo non lo affidiamo a nessuno, facendo i salti mortali per sbrigare tutte le nostre faccende con lui appresso.

- Quando il nostro compagno si occupa del bambino per un tempo prolungato invece di esserne felici proviamo gelosia.

- Quando cresce, limitiamo fortemente le sue esperienze, condivise dagli altri bambini della sua età, solo per non alimentare le nostre paure personali. In casi come questi, è giusto farsi un esame di coscienza e capire cosa nasconde davvero l’iper­protettività nei confronti di un bambino che in nessun caso può essere considerato un oggetto di nostra proprietà: è una nuova vita, e un domani dovrà essere messo in condizioni di fare le sue scelte in modo libero e spassionato, non oppresso dai sensi di colpa e dalle aspettative di qualcun altro.

All’opposto, ecco una lista di comportamenti tipici da parte di amici e parenti che farebbero scoppiare di gelosia anche la mamma più democratica.

- Prendere il bambino e andare in un’altra stanza. Che cavolo ci dovranno fare con uno di 3 mesi resta un mistero.

- Pretendere di trascorrere tempo in esclusiva da solo/a con il bambino. Solitamente è prerogativa dei nonni più molesti, e prevede anche l’invito diretto a levarsi dalle scatole “Perché non vai a fare la spesa?” “Cosa ne dite di andare a mangiare fuori da soli?” “Non hai qualche commissione da fare?”; ancora una volta: cosa c’è che la mamma non possa vedere?

- Ridere a crepapelle se il personale dell’ospedale chiede agli ospiti di uscire nel momento della poppata/ di non toccare i neonati/ di non fare foto.

- Tutti i fondi extra dei reparti ginecologia dovrebbero essere destinati ad un servizio di buttafuori.

- Estrarre il bambino dalla carrozzina/dal passeggino/dal seggiolone mentre sta mangiando, con la massima nonchalance. A voi farebbe piacere se un gigante semi­sconosciuto vi rimuovesse di peso dal divano mentre guardate la vostra serie preferita?

- Fare ad alta voce ambiziosi progetti sui figli di qualcun altro. Tipo: “L’anno prossimo vieni in vacanza con noi”, della serie “il parere di tua madre è un optional”.

- Svegliarlo di proposito, strillandogli nelle orecchie con tono accusatorio “Questo bambino dorme sempre!” Certo, noi mamme iperprotettive li sediamo con gas prima di ogni visita.

Voi siete mai state gelose dei vostri figli? Vi è mai successo che comportamenti incivili di amici e parenti alimentassero questi sentimenti?

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