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Gli oggetti che chi è nato negli anni Ottanta ricorda con tenerezza

di Valentina Colmi - 10.07.2015 Scrivici

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10 oggetti "magici" che tutti noi nati negli anni Ottanta e cresciuti negli anni Novanta ricordiamo con tenerezza

Oggetti d'infanzia negli anni '80

Realizzo di avere ormai raggiunto una certa età quando mi convinco che gli anni Novanta siano passati da 10 anni. E invece no. Ne sono già passati 20, anche se non so come. Non ho ricordi dei Roy Rogers come jeans, oppure del “motorino sempre in due” come cantava Max Pezzali, ma sicuramente ci sono degli oggetti che io e i miei coetanei ricordiamo con nostalgia e che danno origine ad una serie di momenti alla Carlo Conti con “noi che...”.

Sì, perché erano momenti di spensieratezza e apertura al mondo, in cui non si era ancora adulti ma neanche più ragazzi. Quando tutto era possibile e il futuro non era ancora così incerto.

Ecco allora i 10 “magic objects” che tutti noi nati negli anni Ottanta e cresciuti negli anni Novanta ricordiamo con tenerezza.

  • Il rumore del modem 56k

I più fortunati tra noi che cominciavano ad utilizzare internet sul finire del vecchio millennio dovevano armarsi di pazienza e aspettare quelle 4/5 ore prima di potersi connettere. Eppure si viveva un brivido quando dalla propria stanza, oppure dal computer di casa, si cliccava l'icona di internet explorer. Sapevi che da quel momento potevi entrare in contatto con tutto il mondo: un'esperienza unica che ormai adesso appare per scontata.

  • Il Nokia 3210

Di per sé non aveva nulla di speciale, visto che aveva un display in bianco e nero, nessuna connessione e nessuna fotocamera (in più le suonerie erano 4 in croce). Ma è stato il primo ad usare il T9 per la scrittura degli sms: un nuovo mondo si spalancò davanti ai nostri occhi.

  • Gli squilli

Non si tratta di un oggetto, ma erano un modo – quando i cellulari erano appunto meno smart e più telefoni – per far capire ad una persona che la stavi pensando. Una sorta di Whatsapp dell'anteguerra.

  • I Paciocchini

Si trattava di alcuni giocattoli in plastica, simili a dei Mastro Lindo in versione bebé. Li vendevano nelle edicole o in cartoleria e ce n'erano per tutti i gusti: dal paciocchino col ciuccio, a quello con l'orsacchiotto, da quello che faceva il passo di danza, al timidone. il bello era appunto collezionarli e scambiarsi i doppioni con le amiche durante l'intervallo.

  • I ciuccini

Un'altro esempio di collezionismo degli anni Novanta erano i ciuccini, che altro non erano dei ciucci di plastica a dimensioni ridotte di svariati colori. Si appendevano ovunque: alla cartella, all'astuccio, al diario, alle chiavi di casa.

Sigle cartoni anni 80 - 90: L'incantevole Creamy

  • Sega Mega Drive

La console uscì all'inizio degli anni Novanta ed è diventata un vero e proprio oggetto di culto tra gli appassionati di retrogaming. Chi non si ricorda il mitico Sonic, il “riccio” del famoso videogioco?

  • Le macchine fotografiche usa e getta

Quando ancora non esisteva il digitale e le macchine fotografiche non erano compatte, spesso si preferiva usare quelle “pronte e via”. Si esauriva il rullino da 24 o da 36 e poi appunto finivano nella spazzatura. Si trattava di un modo più economico per avere una macchina tutta propria.

  • Lo sviluppo delle foto in un'ora

Vi ricordate quando gli scatti che si facevano erano contati e perciò si stava attenti a non sprecarli? Non appena si finiva il rullino si andava dal fotografo che ti garantiva lo sviluppo in 60 minuti. Ancora oggi ricordo l'emozione di vedere il risultato dei miei servizi fotografici, che spesso consistevano in testa tagliate e soggetti fuori fuoco.

  • Il lettore cd

Dopo il walkman e prima dell'iPod, il lettore cd era il modo – piuttosto ingombrante – di portare con sé la propria musica. Spesso lo si metteva nella tasca dello zaino e lo si tirava fuori quando magari si prendeva l'autobus per andare a scuola. Di certo non ci si faceva dello spor, visto l'ingombro. In più non si poteva comporre un cd personalizzato, ma portarsi quelli che si avevano già.

  • Le Buffalo

Le tipiche scarpe con la suola alta erano il sogno di qualsiasi adolescente un po' “tamarro”, assieme al giubotto dell'Essenza. Mi ricordo gruppi di ragazzi con lo stesso giubotto e le stesse scarpe aggirarsi per la scuola con fare tronfio, al pari dei macachi del Borneo.

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