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Non voglio figli e non giudicatemi

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Una giovane donna scrive una lettera per dire che non vuole figli. E ne fa una questione di lotta cotro il sessimo

Non voglio figli

Non voglio avere figli, mai. E’ la dichiarazione con la quale si apre una lunga lettera pubblicata sull’Huffington Post e firmata da Jessica Burnell.

Quella della Burnell è la tipica testimonianza di chi appartiene ad un movimento che sta crescendo parecchio negli ultimi anni: i childfree (letteralmente quelli “liberi dai bambini”).

Una corrente di pensiero che vede mettere al centro dell’individuo la donna stessa e il suo desiderio di non avere figli nella vita, senza per questo doversi sentire meno realizzata o sentire di aver fatto scelte contro-natura.
Il succo del discorso della Burnell è sostanzialmente questo: non mi sento adatta a fare la madre, sono cresciuta come figlia unica,  sono concentrata sui miei obiettivi, non ho esperienza con i bambini, che fondamentalmente restano un mistero e mi mettono a disagio, e non ho alcun desiderio di cambiare.



Jessica dice di amare la sua vita attuale e non immagina proprio un futuro con dei figli. non vuole giudicare chi diventa genitore, ma, lo dice senza mezzi termini, avere figli non è per tutti.
Perché Jessica si è sentita di voler scrivere questa lettera per raccontare propositi e desideri personali? Perché condividere pubblicamente le proprie scelte di vita?

Perché la società continua a guardare con sospetto alle donne che decidono coscientemente di non avere figli.
Viviamo in una società (e in un mondo, direi) dove è dato per scontato che il desiderio "prestabilito" di una donna sia avere un figlio. Mettere al mondo la prole è direttamente collegato all'essere donna e a quello che una donna "dovrebbe" diventare, così tanto che, se non vuole avere figli, si pensa che abbia qualcosa di sbagliato. Non ha seguito le norme sociali che determinano ciò che ci si aspetta da lei, ergo è "difettosa".Vale meno delle donne che hanno deciso di far funzionare a pieno il loro apparato riproduttivo. O peggio, è confusa su suoi stessi desideri, non conosce a pieno sé stessa e con il tempo cambierà idea (oppure con le paternali su come una donna "vera" dovrebbe naturalmente desiderare di essere madre).

scrive Jessica che non nasconde il suo punto di vista: si tratta dell’ennesima manifestazione di stereotipo sulla donna, su come dovrebbe essere. Dovrebbe essere naturale voler diventare madre e se dici che non vuoi figli in qualche modo sei biasimata, per lo meno guardata con sospetto.

Donne senza figli, le loro voci in un documentario

Un atteggiamento culturale che nasconde del puro sessismo e pregiudizio e che spinge le donne childfree a credere di essere sbagliate come persone. ma in realtà prendere una decisione del genere significa soltanto conoscersi pienamente e accettarsi come si è

Non voglio avere figli, va bene così. In fin dei conti, questo non mi rende meno donna Non sono sbagliata. Non sono in errore. Conosco me stessa, ho il mio valore come persona, unica e autonoma, e questo valore non dipende dal fatto che usi il mio corpo per riprodurmi. Non desiderare la maternità non mi rende migliore o peggiore di chi vuole avere figli. È una scelta che ho fatto per me stessa e non è meno valida della scelta di essere madre. Questa questione arriva al cuore del femminismo perché riguarda la libertà di prendere decisioni senza essere giudicata.

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