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Il Natale di una mamma comune e "imperfetta"

di Monica De Chirico - 17.12.2014 Scrivici

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Alzi la mano chi arriva a Natale senza sfinimento! L’atmosfera gioiosa della festa svanisce appena si inizia ad affrontare la lista dei preparativi: regali da comprare, cene da organizzare, decorazioni da preparare e auguri da spedire. Cosa rende tanto complesso godersi l’attesa del Natale?

Natale di una mamma imperfetta

Alzi la mano chi arriva a Natale senza sfinimento! L’atmosfera gioiosa della festa svanisce appena si inizia ad affrontare la lista dei preparativi: regali da comprare, cene da organizzare, decorazioni da preparare e auguri da spedire.

Cosa rende tanto complesso godersi l’attesa del Natale?

In questi giorni siamo circondati da immagini della casa perfetta: splendidi addobbi, decorazioni curate in ogni dettaglio, rigorosamente coordinate nei colori classici del rosso e del verde.

Se vogliamo una casa come questa dobbiamo seguire il modello della mamma bravissima in cucina che prepara manicaretti con il sorriso, mentre i bambini intonano i canti natalizi e giocano sereni e sorridenti con vecchi giochi di legno. Sembra un quadretto diverso dalla nostra realtà e ci chiediamo come facciano.

Il dubbio che tutte le altre mamme siano assolutamente bravissime ci viene. Passi il fatto che la pubblicità spesso enfatizza un po’ troppo sugli stereotipi della famiglia perfetta, passi il fatto che forse qualche amica ha diffuso tramite i social network foto di manicheretti prese in rete e non dalla sua cucina, ma qualcuno nella vita reale che ci faccia sentire inadeguate lo troviamo sempre. Magari può capitare che mentre aspettiamo i bambini fuori da scuola ci sia la classica mamma che racconta alle altre come lei riesca ogni Natale a cucinare la cena della Vigilia e il pranzo di Natale per una ventina di persone senza alcun timore.

Ovviamente lei cucinerà solo portate all’altezza di un ristorante stellato, che richiedono precisione e ore in cucina. Tutte le mamme a questi racconti annuiscono e si dimostrano concordi che il pranzo di Natale deve essere proprio così. L’inadeguatezza ai fornelli è altamente mortificante se si aspira a essere una mamma perfetta. Finché spunta dal gruppo di ascoltatrici una mamma che ammette di non saper cucinare e di aver rinunciato da anni alle ricette della tradizione. Magicamente tutte le altre che prima annuivano iniziano a confessare com’è il vero Natale in casa di una mamma che ha bambini piccoli: si sceglie qualcosa che tutti mangino senza sforzo, ricette veloci per stare più tempo con gli invitati, magari commissionando a suocere e cognate una delle portate.

Il Natale della mamma comune non è quello di Mary Poppins che riordina casa con lo schioccare delle dita, ma quello di Lara Croft che affronta i vari livelli di difficoltà come in un videogioco, tra capriole e salti.

Livello uno di difficoltà: i regali

Bisogna trovare un pensierino per tutti affrontando il grosso problema dei prezzi, dei gusti da accontentare e della famosa letterina a Babbo Natale che sembra la lista dei regali introvabili.

Livello due di difficoltà: organizzare un pranzo

Un pranzo che abbia almeno un piatto ricercato, sfidando le ricette più complesse e il relativo acquisto di ingredienti dal costo non sempre economico.

Livello tre di difficoltà: pulire casa e decorarla

Facendo sembrare nuovi gli addobbi vecchi, gestendo i bambini che per natura tutto fanno fuorché mettere in ordine e creare una vaga atmosfera natalizia tra frenesia e stanchezza.

Come ci si salva dal Natale?

Mentre aspettiamo che tutte le mamme perfette ammettano le loro reali fatiche, pretendiamo di meno da noi stesse: è meglio una mamma serena che scarta i regali con i suoi bambini la mattina di Natale, piuttosto di una che saprebbe rifare il letto con il bambino dentro pur di avere la camera in ordine prima delle dieci. La rete ci può suggerire qualche idea per rendere speciale il pranzo senza lunghe ore di lavoro ai fornelli. Possiamo sorprendere i nostri figli trasformando una melanzana in pinguino, disegnando una renna nel piatto o presentando una semplice polenta a forma di castello, purchè il pranzo sia davvero un momento di serenità e allegria.

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