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"Mothers. L'Amore che cambia il mondo", la Recensione del film

di Monica De Chirico - 02.10.2016 Scrivici

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PianetaMamma è stata invitata alla presentazione del film "Mothers. L'Amore che cambia il mondo" del regista e fotografo di fama internazionale Fabio Lovino. Un bellissimo viaggio nel Sud del Mondo per mettere in luce la condizione delle mamme e dei bambini

"Mothers. L'Amore che cambia il mondo"

PianetaMamma è stata invitata alla presentazione del film "Mothers, L'Amore che cambia il mondo" del regista e fotografo di fama internazionale Fabio Lovino, presentato giovedì 29 settembre alla Camera dei Deputati. A introdurre il film Valeria Fedeli, Vice Presidente Senato, Pietro Sebastiani, Direttore Generale Cooperazione italiana allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Marco Chiesara, Presidente WeWorld Onlus insieme al regista Fabio Lovino.

La Vice Presidente del Senato ha affrontato il tema della disparità di genere, sottolineando le discriminazioni di cui le donne sono spesso vittime e ha quindi accennato alle politiche sociali attive per migliorare la condizione della donna e dell'infanzia in Europa e nel resto del mondo.

Film come "Mothers" sono davvero importanti perché mettono insieme storie diverse tra loro, che vivono in contesti difficili, e che si uniscono in una sola voce. Una voce che accende i riflettori sui diritti delle madri in Italia e nel sud del mondo” - ha commentato Valeria Fedeli – “Purtroppo, in molti - troppi - contesti la maternità è percepita ancora come un problema ed è per questo fondamentale parlare di parità di genere a partire dalle scuole, nelle istituzioni, nello sport e anche al cinema. Le nostre società saranno migliori solo quando essere mamma sarà riconosciuto da tutte e tutti come un'opportunità e non un limite. C'è una responsabilità pubblica e privata che deve essere condivisa tra donne e uomini nella maternità, così come è importante dare dignità alla paternità

Infine il Presidente Marco Chiesara dopo aver presentato il ruolo di WeWorld nel mondo e l'impegno dell'organizzazione a fianco delle donne e dei bambini, ci ha raccontato come è nata l'idea di questo film.

Mothers nasce dalla necessità di puntare i riflettori su un tema importante e "naturale" come la maternità, i cui diritti sono spesso negati. 

Le donne sono portatrici di vita, sono simbolo del futuro e della speranza, ma spesso chi dovrebbe premiarle e sostenerle si dimentica del ruolo che hanno, discriminandole.

Per dare voce alle donne e raccontare le loro storie Fabio Lovino ha viaggiato per un anno intero nei Paesi dove la Ong interviene con progetti destinati a sostenerle. Da Palermo a Torino, passando per Napoli, dal Benin al Nepal, dalla Cambogia al Brasile le immagini del film– foto e video – raccontano una storia comune fatta di coraggio, conquiste e amore quotidiani. 

Le ragazze, le donne, che incontriamo nei nostri progetti – spiega Anna Maria Fellegara, Vicepresidente di WeWorld – sono sempre il perno sul quale poggiano le famiglie e le comunità: si occupano soprattutto dei figli, ma anche della gestione della casa e del lavoro. Troppo spesso, però, esse non sono consapevoli della loro fondamentale rilevanza e le condizioni di disagio, povertà e abbandono in cui si trovano a vivere le rendono vittime di regole sociali emarginanti, nel Sud del Mondo e – con le dovute differenze – anche in Italia. Siamo convinti che l’inserimento attivo nella comunità di riferimento e la consapevolezza sociale delle madri sortiscano effetti positivi anche sui bambini. La nostra esperienza ci dice che è così! Gli effetti – costantemente monitorati e misurati nei nostri progetti di cooperazione – lo dimostrano. WeWorld lavora ogni giorno a fianco di queste donne, supportandole nelle sfide quotidiane, aiutandole a riscattarsi e a iniziare il percorso per diventare consapevoli dei loro diritti.

E per capire quali sono i problemi, le difficoltà, ma anche le gioie dell'essere mamma e donna, Fabio Lovino è andato ad incontrare le donne del Sud del Mondo, ha vissuto con loro, sempre con estremo rispetto, attenzione e delicatezza.

Ho cercato di approcciarmi a questo progetto, a questo lungo viaggio nel mondo con WeWorld, senza retorica in modo puro quasi con gli occhi di un bambino che per la prima volta vede una cosa nuova, oscurando per un periodo nella mia memoria  tutto ciò che so o che ho già visto su questi 5 paesi: Italia Benin Cambogia Nepal e Brasile - Ha raccontato Fabio Lovino – Un viaggio non turistico, un viaggio antropologico, sociale ed empatico durato un anno. E’ stato un anno intenso doloroso, gioioso, faticoso, per uno straordinario confronto con persone distanti per miglia, ma così vicine a noi, fondendo pensieri e culture. Un viaggio indimenticabile.

Senza troppi sensazionalismi o emozioni forzate, Fabio Lovino, con le sue interviste, è riuscito a dare voce a chi di solito è in disparte e in silenzio, e difficilmente ha il diritto di raccontarsi. E come nella tragedia greca il coro aveva la funzione di esprimere le sensazioni suscitate dal dramma e di darne il giudizio, in "Mothers" le donne, con le loro testimonianze, diventano le portavoci, quelle più vere e sensibili, del malessere e delle problematiche sociali di una città e in senso più ampio di uno Stato. 

Viaggiando il regista ha mostrato donne semplici che però sono straordinarie per quello che fanno e il ruolo che hanno.  Storie e racconti in un susseguirsi di scatti che mostrano le condizioni delle mamme e dei bambini in alcune aree più povere del mondo; uno sguardo d'insieme sull'ambiente e la società per poi focalizzarsi sui volti delle donne e sulle loro voci, prive di qualsiasi filtro. E quello che esce dai loro racconti è la paura, la speranza, il coraggio, l'umiliazione, il dolore, la fantasia, la gentilezza, la sensibilità, ma soprattutto l'amore per i propri figli che in fondo le rende tutte uguali. Donne diverse per cultura, tradizioni, modo di vivere, ma tutte con esperienze simili di diritti negati, di violenze fisiche o psicologiche, e tutte con una grande forza di volontà e ostinazione con cui riescono a superare drammi e avversità, guidate dalla speranza di un futuro migliore per i propri figli.

Donne vittime di abusi, donne che lottano per un riscatto sociale e psicologico e per l'indipendenza da chi un tempo è stato il loro "carnefice", donne che continuano a sorridere ed inventarsi la bellezza delle piccole cose in mezzo allo squallore e la povertà. Donne che raccontano quello che riescono a fare con il microcredito che viene concesso loro dalla ONG per cimentarsi in una attività imprenditoriale come la tessitura o altre attività legate all'agricoltura e all'allevamento. Donne volontarie che riscoprono la loro forza e il loro valore aiutando altre donne. Donne speciali, che hanno tentato in tutti i modi di rifarsi una vita. 

La brasiliana Maria da Penha è un esempio di queste donne straordinarie; porta il suo nome la legge approvata il 7 agosto 2016, la prima nella storia del Brasile che condanna gli abusi di genere sessuali, fisici e psicologici. Ha raggiunto il suo obiettivo presentando alla Commissione Interamericana per i diritti umano il suo caso personale: un marito che sparandole l'ha privata dell'uso delle gambe, e dopo quasi 20 anni di impunità ha avuto una condanna irrisoria. E' lei il simbolo di tutte le donne brasiliane che hanno saputo ribellarsi ai soprusi

e alle violenze degli uomini. Un modello per tutte coloro che lottano per conquistare la propria indipendenza e il rispetto da una società

che spesso si dimentica di loro.

Informazioni sul film

  • Regista: Fabio Lovino per WeWorld
  • Durata: 80 minuti

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