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Maternità e longevità: avere figli ci fa vivere di più o di meno?

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Maternità e longevità: la gravidanza allunga la vita oppure fa invecchiare prima? Ecco cosa dice la scienza

Maternità e longevità

La maternità accorcia la vita oppure la allunga? Che effetti hanno la gravidanza e la crescita di un figlio sulla durata della vita delle donne? Numerose ricerche hanno indagato negli ultimi anni sul legame tra maternità e longevità e non sempre le conclusioni raggiunte sono state univoche.

Di certo le gravidanze hanno un significativo impatto sull'organismo femminile e crescere dei figli può essere senz'altro fonte di gioie e dolori, di grande soddisfazione e gratificazione, ma comporta anche un certo livello di stress sia fisico che emotivo. Ho avuto il mio secondo figlio a 40 anni e personalmente, tra il serio e il faceto, dico sempre che "mio figlio è a + tre mentre io sono a - dieci" e intendo proprio dire che mentre a volte ho la netta sensazione che lui cresca a discapito dei miei anni di vita! Ma vediamo cosa ci dice la scienza su questo argomento.

Avere figli in tarda età sarebbe il segreto della longevità

Alcuni scienziati sono certi che le donne che hanno figli più tardi avrebbero un'aspettativa di vita più lunga e quindi morirebbero più tardi. Secondo gli esperti già studi condotti sugli animali hanno dimostrato che la produzione di estrogeni e degli ormoni femminili legati alla fertilità e alla gravidanza, nonché una vita sessuale attiva nella tarda età, sono strettamente connessi ad una certa longevità.

Una ricerca condotta dalla Boston University School of Medicine pubblicata sulla rivista scientifica Menopause che ha esaminato circa tremila donne ha scoperto che la capacità di avere figli in età avanzata sarebbe connessa con una vita più lunga. In particolare esisterebbe uno stretto collegamento tra la durata della vita e l'età a cui si è concepito l'ultimo figlio. In conclusione, spiegano i ricercatori, le donne che hanno una capacità riproduttiva forte dopo i 33 anni avrebbero il doppio delle probabilità di raggiungere i 95 anni.

In pratica, gli esperti sottolineano che l'età del concepimento dell'ultimo figlio rappresenterebbe una sorta di marker di longevità, anche se naturalmente non possiamo non tenere presente che una lunga vita è correlata anche da molti altri fattori, come sane abitudini, alimentazione, stile di vita, elementi ereditari etc...Quel che appare certo è che un apparato riproduttivo in buona salute dopo i 35 anni sarebbe collegato ad un buono stato di salute e ad un lento invecchiamento dell'intero organismo.

Naturalmente non bisogna dimenticare, però, che una gravidanza in età avanzata comporta inevitabilmente maggior rischi sia per l'andamento della gravidanza stessa che per la salute del nascituro, con un aumento delle probabilità di malformazioni congenite e anomalie cromosomiche associate, ad esempio, alla sindrome di Down.

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La maternità accelera il processo di invecchiamento

All'opposto di queste ricerche, ce ne sono altre però che indicherebbero che la maternità accorcia la vita delle donne e darebbe una sferzata al processo di invecchiamento. Il dottor Samuli Helle dell'Università di Turku, in Finlandia, è dell'idea che le donne che hanno figli in età avanzata vivrebbero o di più perché i loro bambini le aiuterebbero a rimanere più in forma, a mangiare meglio, a condurre uno stile di vita più sano e sarebbero da contraltare allo stress di tutti i giorni.

Ma si potrebbe dire anche l'opposto: avere figli, soprattutto in un contesto lavorativo e personale non proprio facile, sarebbe un'ulteriore fonte di stress, priverebbe le mamme di tempo prezioso da dedicare allo sport e alla cura di sé stesse e causerebbe stress aggiuntivo.

Non solo, uno studio condotto su duemila donne e pubblicato su autorevoli riviste scientifiche come Human Reproduction e New Scientist sarebbe giunto alla conclusione che le donne che hanno avuto figli conservano nel loro organismo dei marker genetici alterati. Le conclusioni di questo studio sono impietose: avere figli produrrebbe dei veri e propri cambiamenti nel DNA cellulare facendolo invecchiare di ben undici anni.

Anna Pollack, della George Mason University, ha spiegato che i risultati dello studio hanno sorpreso gli stessi autori: sono tati esaminati i dati relativi a migliaia di donne e al loro stato di benessere tra il 1999 e il 2002 e sono stati analizzati anche i telomeri, cioè piccole porzioni di DNA localizzate alla fine di ogni cromosoma e che sono in qualche modo una chiave di lettura per l'invecchiamento.

I telomeri, infatti, non contengono informazioni genetiche importanti, ma sono un chiaro indice di invecchiamento: più sono lunghi e più siamo in buona salute e in qualche modo giovani. Se sono corti, invece, possono indicare un aumento di fattori di rischio come declino cognitivo, cancro e patologie cardiache, nonché di invecchiamento cellulare.

Ebbene, analizzando i telomeri delle donne che hanno avuto figli è emerso che questi risultavano essere più corti del 4,2% rispetto alle donne che non avevano avuto figli. Un dato tutt'altro che irrilevante che secondo gli scienziati si traduce in 11 anni di invecchiamento cellulare in più (fumare produrrebbe un invecchiamento dei telomeri di 4 anni e l'obesità di 8 anni). Inoltre i telomeri risultavano essere più corti nelle donne che avevano avuto cinque o più figli rispetto a quelle che avevano avuti uno, due, tre o quattro o non ne avevano avuti affatto.

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