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Maternità e lavoro: come si organizzano le donne?

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Come si organizzano le mamme lavoratrici? Noi di Pianetamamma abbiamo raccolto le testimonianze di mamme che fanno lavori diversi tra loro sia fuori che dentro casa.

Noi di Pianetamamma abbiamo raccolto le testimonianze di mamme che fanno lavori diversi tra loro sia fuori che dentro casa. Come si organizzano le mamme lavoratrici? Spesso ci si lamenta o si esprimono preoccupazioni, ma alle soglie del 2010 la situazione in Italia è ancora critica.
Inizia la nostra carrellata di testimonianze, Luna, 36 anni, avvocato e professoressa universitaria

"Ebbene....sono fortunata ad avere un lavoro che mi impegna mezza giornata fuori casa, e qualche ora in casa (a studiare, preparare lezioni o scrivere).
Quando sono fuori Leo è con la nonna e, tra poco, sarà alla scuola dell'infanzia. Questo mi consente di passare molto tempo con Leonardo, seguendolo e godendo di ogni momento della sua crescita. Ma mi aiuta anche a prendere la giusta misura nella mia vita di mamma, a non assolutizzare nel bene e nel male quello che vivo come mamma. Mi rendo conto che anche per mio figlio la presenza di persone diverse dalla mamma, ognuna con i suoi metodi, la sua personalità, la sua dolcezza e le sue regole, è fonte di stimolo in tutti i sensi".

La sua esperienza è quindi molto positiva e conclude così: "L'essere mamma mi aiuta tantissimo nel lavoro: sono più decisa, più sintetica, più paziente, più empatica. E anche molto meno incline al compromesso, quando sono in gioco i bambini e le loro esigenze. E questo, come avvocato e prof. è un bel passo avanti"

Quando dire a lavoro che sei incinta

Di tutt'altro tipo l'esperienza di vita e di lavoro di Barbara, 31 anni, un figlio di 2, che ha smesso di lavorare dopo esser diventata mamma, ma non le pesa:

"E' stata una scelta obbligata all'inizio dal momento che la mia situazione lavorativa era precaria (lavoravo con un contratto "a ore" senza un minimo settimanale...per cui ogni giorno potevano spedirmi a casa in anticipo (non pagata) senza preavviso solo perchè non c'era lavoro. Quindi alla mia richiesta di un part-time mi hanno licenziata 
Non sono una casalinga perfetta, ma cerco piuttosto di stimolarlo tanto portandolo in giro il piu' possibile. Inoltre ho la possibilità di vederlo crescere minuto per minuto, coccolarlo e seguirlo.
Ora pero' vorrei trovare un lavoro, perchè penso che Luca avrebbe la possibiltà di entrare in contatto con persone diverse e ricevere altri stimoli oltre a quelli che posso dargli io. La realtà pero' è che, agli occhi di un qualsiasi datore di lavoro, sono la candidata meno ideale: 30enne, con un bimbo...e magari la possibilità che in futuro ne abbia un altro.  Se unisco a questi fattori anche il fatto che le strutture dove portare Luca, nell'eventualità trovassi un lavoro, sono inesistenti
(o carissime...tanto da lasciarci uno stipendio intero)...il restare a casa con lui è quasi indispensabile. Per me non è un problema, vorrei solo dare il massimo a Luca....

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Ancora un'esperienza diversa, da Ilda, toscana 32enne con un impiego a tempo indeterminato e un figlio:

"Prima di rimanere incinta lavoravo dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30 ma vivendo lontanissima mangiavo in ufficio e facevo qualche straordinario.Lavoravo in contabilità registrando fatture e facendo la segretaria tuttofare. Mi avevano fatto fare un corso di lingue e andavo anche a qualche fiera.
Poi sono rimasta incinta. Al mio ritorno ho dovuto chiedere una riduzione di orario a 7 ore (di più non potevo permettermi) e adesso lavoro dall 11.15 alle 18.15.
Mi piace il mio lavoro anche se mi hanno cambiato mansione e preferivo quello di prima ma la lontananza mi pesa.
In più non mi permettono di uscire prima e per stare con mio figlio almeno 1 ora la mattina sono stata costretta a metterlo ad un nido privato. E' pesante ma so di essere fortunata e meno male che ho i nonni vicino altrimenti avrei dovuto lasciare il lavoro per questioni di orari, malattie del bambino, giorni di chiusura del nido...."

Un'esperienza del tutto fuori dall'ordinario è invece quella di Marica, 29 anni, che da pochi mesi si è trasferita con marito e figlia duenne nientepopodimenoche in Giappone

"Quando sono rimasta incinta avevo un lavoro a tempo indeterminato (visual merchandiser e vetrinista), 40 ore a settimana, totale indipendenza e pochi straordinari richiesti..il lavoro della mia vita in un’azienda incredibile.. insomma ero proprio felice! Ho dovuto prendere la maternità anticipata perché il lavoro era troppo pesante,a livello fisico: sollevavo manichini, facevo mille volte le scale e così sono rimasta a casa dal 5° mesi di gravidanza fino a che Matilde ha avuto 7 mesi di vita. A quel punto, d’accordo con mio marito che mi vedeva soffrire
senza il mio lavoro, sono rientrata con un orario di 6 ore, grazie alle 2 ore per l’allattamento (finchè Matilde ha avuto un anno di vita). Sono stata fortunata perché mio marito,lavorando da casa,ha sacrificato parte del suo tempo lavorativo durante il giorno per stare conMatilde,che a quel tempo non andava al nido.Sacrificando le ore durante la giornata,ovviamente guadagnava di meno e si è trovato dei lavori notturni;così io arrivavo di corsa dal lavoro e lui se ne andava al suo lavoro, spesso mi portava la bimba alla fermata del tram e noi 2 ci vedevamo solo per 5 minuti alla banchina!!! 
È stato un periodo davvero duro! Poi Matilde è andata al nido io ho ripreso a fare le mie 8 ore al giorno e i ritmi si sono regolarizzati. A settembre 2008 viene chiuso il negozio in cui lavoravo per aprirne uno grosso 3 volte tanto. Lavoro duro e sono felice di contribuire a questa cosa..solo che il nuovo direttore (uomo) mi inizia a mettere i bastoni tra le ruote: io ero l’unica con una figlia su 55 dipendenti!! Così a dicembre abbiamo maturato l’idea di cercare qualcosa di buono altrove! Da lì a 6 mesi,avendo risparmiato e ingoiato rospi che nemmeno vi potete immaginare,siamo approdati a Tokyo con la speranza di offrire a noi stessi e a Matilde,un’esperienza unica! Siamo qui da 2 mesi e mezzo ,non è facile ,i giapponesi sono un popolo chiuso, non è facile trovare un lavoro e nemmeno un visto per poter lavorare regolarmente però grazie alla nostra scelta ora Matilde va ad un nido internazionale, passa molto tempo con me e col papà perché il nido finisce alle 15, non ci sono nonni a cui lasciarla (neanche a Milano erano vicini da poterli sfruttare sempre!!) e io posso vedere tutti i suoi progressi.

La situazione ora è che io ho un lavoro per time che mi tiene fuori casa 1-2 giorni a settimana per 8/10 ore e mio marito ne ha un altro che lo tiene fuori casa 3 gioni alla settimana per 3 ore in + lui continua a lavorare da casa,anche se questo non porta soldi..non quanti ne varrebbe.
Matilde è una bimba molto vivace,testarda ed è serena..il che mi riepe il cuore di gioia e mi fa pensare che la scelta che abbiamo fatto non è poi così sbagliata! 

Nove mesi di gravidanza: cosa cambia per mamma e bambino

Stefania, 36 anni, milanese, un bimbo di due anni e un altro in arrivo ci racconta il passaggio da un lavoro da film in un'azienda pazzesca ad un lavoro decisamente più low profile ma che le permette di vivere serena:

"Facevo la consulente di strategia per un'azienda americana: stipendio da sogno + bonus + telefono ultima versione + auto + assicurazioni che coprivano tutto. Viaggiavo molto per lavoro e alloggiavo nei migliori alberghi di Londra, Parigi, Madrid, Ginevra, Zurigo, Roma... ma lavoravo fino alle 11, a volte anche fino all'1 per settimane, spesso nel fine settimana... Ma non mi pesava... Un po' mio marito cominciava a farmelo pesare anche perché io dicevo che avrei desiderato un bimbo e lui non vedeva come avrei potuto conciliare la crescita di un bambino con quella vita folle..Nostro figlio è arrivato subito, appena mio marito si è immolato per la causa, maternità 1+4 poi ferie non godute per 2 mesi. Pensavo che per 6 mesi potevo contare sull'allattamento per ridimensionare gli orari e sull'avvicinamento per evitare di viaggiare, lo avrebbero tenuto i miei... Poi il nido, qualche sacrificio... ma l'obiettivo era un altro figlio, maternità obbligatoria, ferie non godute, maternità facoltativa e mi sarei licenziata.
Dovevo rientrare il 13 marzo, ma il 12 convocano una riunione straordinaria: domani chiudiamo l'ufficio italiano e siete tutti licenziati!!! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO 

Prima di tutto via lo stipendio e poi pian piano tutti i benefit: dopo un mese l'auto, con l'anno nuovo le assicurazioni, qualche mese dopo il diritto a frequentare i corsi di formazione gratuiti.. e il TFR si consuma velocemente con un mutuo enorme e il contributo alla cassa famigliare... Ma non importa perché io ho tempo di stare con mio figlio, instaurare con lui un rapporto speciale e scoprire quanto è bello e gratificante. Capita qualche occasione di lavoro come libera professionista, lavoro poco ma guadagno bene, non abbastanza per mantenermi, ma per rallentare l'erosione di capitale e continuare a godermi il mio bimbo si...

Dopo un anno così decido di dare un senso alla mia vita professionale e non riuscendo a trovare lavoro e volendo un altro figlio decido di andare a lavorare per lui. Ora sono VP Business Development di un'azienda di 6 persone che produce un software. porto mio figlio al nido alle 8:30, alle 9:15 sono in ufficio e ci sto fino alle 7-8, lo vado a prendere e me lo spupazzo finchè non si addormenta. Del suo vizio di metterci un'ora ad addormentarsi tra favole e giochi sul lettone me ne frego, per me è la gratificazione migliore dopo una giornata di lavoro. Viviamo in un bilocale arredato molto bene, abbiamo aiuto per le pulizie, ma siamo sempre dietro alla casa e alla cucina non si sa perché. Non abbiamo l'auto e ci spostiamo con tutti i mezzi possibili, tant'è che R considera il treno alla stregua di un'utilitaria. Mi alzo, mi muovo, lavoro e mi addormento con mio marito e insieme sogniamo di portare la sua azienda oltreoceano, sulla West Coast nella Bay area dove a mio figlio passi la tosse cronica che si è preso in queste città invivibile e odiosa, dove le opportunità per noi e per lui siano maggiori e migliori che in questo paese che resta sempre un po' indietro... E insieme a questo sogno sta crescendo dentro di me Bollicina, il fratello / sorella di RM...

Ecco poi Giorgia, 28 anni, vive a Mantova, anche lei una figlia e in attesa di un altro

"Prima di Matilde vivevamo entrambi a Londra con un lavoro full time e poche sere a casa, mille stimoli e cose da fare, amici di ogni tipo, stipendio medio/alto (medio il mio, alto il suo) ma con voglia di mettere su famiglia e lasciare la metropoli. Appena ho saputo di essere incinta, abbiamo entrambi deciso di mettere in pratica quello che sognavamo, cioe' ricominciare la nostra vita in Italia. E cosi' in 5 mesi abbiamo organizzato tutto (trasloco internazionale, casa qui, ecc ecc) e siamo tornati. Ci eravamo prefissati di riposarci e concentrarci sulla nostra nuova famiglia per un po', e cosi' abbiamo fatto.. Per un periodo siamo stati a casa tutti e due con la piccina godendoci ogni minimo istante della sua crescita... e mi ritengo fortunata per non essere rimasta da sola a casa dopo il parto! Poi mio marito visto che la situazione lavorativa in Italia non si smuoveva ha accettato degli incarichi a Londra, prima ci siamo trasferiti tutti e 3 e poi soltanto lui per permettere a Matilde di iniziare il nido e a me di lavorare.

Lavoro: continuare a svolgerlo in gravidanza?

Io sono rientrata nel mercato quando lei aveva circa 15 mesi, lavorando solo la mattina e 1 pomeriggio mentre lei era al nido e con l'aiuto di mia mamma. Abbiamo passato mesi difficili perche' per tutto l'inverno mio marito era via...
Adesso abbiamo comprato casa qui, e siamo intenzionati a perseverare anche se essendo entrambi free-lance ci sono tante delusioni, pagamenti mancati e soprattutto poche garanzie. Viviamo intensamente e da vicino la crescita di Matilde a costo di lavorare di sera, o di domenica, o in vacanza. Ammetto che le cose vanno a rilento e ci sara' la possibilita' di tornare all'estero per qualche tempo perche' la' la situazione e' piu' rosea... Sono felice della mia scelta e so che con un lavoro a tempo pieno non avrei potuto godermi la mia bambina cosi' da vicino - ma allo stesso tempo avremmo avuto meno preoccupazioni, soprattutto economiche.

Adesso e' in arrivo il fratellino e stavolta continuero' a lavorare - per quanto possibile, certamente!
Devo ammettere che non vivrei bene senza lavorare... nei 15 mesi che sono stata con lei ho vissuto molti momenti di frustrazione che con l'inizio del nido sono svaniti... in questo modo ho imparato a conoscermi meglio, e a capire fin dove riesco ad arrivare!

Eccoci arrivati ad un'altra bis mamma da nemmeno un mese di due maschietti, il primo ha poco più di due anni, il secondo nemmeno un mese, lei è Tiziana e ha 31 anni:

"Una laurea sudatissima in lingua giapponese, possibilità di trasferirsi in Giappone per dottorato e ricerca... ma avevo già conosciuto mio marito...andiamo a vivere insieme a Napoli, nn c'è verso di trasferirsi nemmeno a Roma... accetto un lavoro nel settore commerciale di una media azienda napoletana, finisce male dopo pochi mesi, mobbing spietato e proprietario - o dovrei dire padrone? - cocainomane e impertinente... costretta a fare causa per ottenere le dovute spettanze...
dopo soli 2 mesi vengo assunta a tempo indeterminato da una società immobiliare che gestisce b&b e appartamenti varii... il lavoro è semplice, divertente, l'atmosfera serena e l'amministratrice una persona stupenda!
dopo meno di un anno, lei si ammala - tumore purtroppo, morirà un anno dopo - e prende tutto in gestione il figlio ingrato e viziatissimo... veniamo fatti fuori uno ad uno... io dopo 15 giorni dal rientro dalle ferie matrimoniali...
fortuna o sfortuna sono già incinta, a quel punto impugno il licenziamento e mi faccio anticipata, obbligatoria e facoltativa e poi dò le dimissioni da lavoratrice madre... sono ancora in causa per ottenere tfr, tredicesima etc...

a qs punto gabriele ha circa 10 mesi, ottengo l'assegno di disoccupazione e mi prendo un po' di tempo per pensare...
io e paolo ci facciamo un po' i conti in tasca, lui guadagna bene ma siamo in affitto, sarebbe opportuno che io rientri al lavoro, mi guardo intorno, ma al max mi offrono per un full time 800 euro  e se devo togliernene circa 600 tra nido e baby-sitter, per 200 euro preferisco rimanere a casa e fare la spesa sfruttando le offerte, tagliando sull'abbigliamento e sui we fuori... dopo 6 mesi sono di nuovo incinta  forse nn era il periodo migliore, ma siamo al settimo cielo 
entro in contatto con Helen Doron, la scuola di inglese per bambini e a maggio faccio il corso di formazione con loro, sperando di avere fortuna nell'iniziare qs nuova attività, da libera professionista!!! lo so, sarà più dura, ma per lo meno sarò libera di gestire i miei tempi (spero) e i miei bambini e soprattutto di lavorare con i bambini che amo tanto!! Non mi è costato molto lasciare il mondo del lavoro, forse perchè non avevo realizzato nessuno dei miei sogni, mentre ho scoperto il mondo meraviglioso dei bambini, pappe e pannolini inclusi, della casa e della cucina, del ricamo e del rammendo, folle no? 

Elena è una grafica freelance della provincia di Lecco, ha 32 anni e un bambino:

"ho sempre lavorato come grafica iniziando proprio dal basso quasi senza stipendio. Poi son sempre passata da contratti co.co.co a contratti a progetto. Finalmente due anni fa il mio titolare visto che ormai dopo 8 anni non poteva più rinnovarmi il contratto a progetto decide di assumermi...ma solo part time..
Poi rimango incinta e sono felicissima. Finiti i sei mesi di maternità visto e considerato che qui in zona non ci sono nidi comunali ma solo privati e costosissimi propongo al mio titolare di tenermi solo come freelance. Lui non accetta cosi dopo aver valutato che se andavo a lavorare lo stipendio se ne andava tutto per l'asilo nido, decido di tenere solo il lavoro da freelance con l'altra società e mi sono licenziata.
Può sembrare una scelta azzardata lasciare un lavoro sicuro e assicurato per un lavoro da freelance non sicuro perché non ho garanzie che l'altra società mi tenga a vita.
Ma sono contenta perché finalmente posso fare lavori che mi piacciono ed esprimere di più la mia creatività anche se è dura perché non sempre tutti capiscono il lavoro che c'è dietro e spesso mi commissionano lavori sotto pagati e i guadagni non sono altissimi ma spero di ingranare presto.
L'unico neo è appunto che ora vorrei fare un'altro figlio ma devo aspettare che il lavoro ingrani un po' altrimenti rischio che mi venga tolto il poco lavoro sicuro che ho.


Gisella ha 32 anni e una figlia, vive al nord:

Io e Luca ci siamo conosciuti e messi insieme nel luglio 2001, nel 2004 mi laureo.....ma di andare a fare praticantato in uno studio legale proprio non mi va.......mi iscrivo ad agenzie interinali e rispondo ad annunci.
Nel febbraio 2005 mi chiamano (grazie ad un'amica che ha fatto avere il cv) in un'azienda di Milano per una sostituzionme maternità 6mesi+6mesi.....alla fine di questo periodo mi propongono per una società dello stesso gruppo un indeterminato, accetto.Intanto nel giugno del 2005 io e Luca andiamo a vivere insieme.
Io continuo ad andare avanti e indietro da Milano col treno + due tram...........(che corse!che stress!che vita!)
Il 31 dicembre 2006 io e Luca scopriamo che sta arrivando Emma.......mi faccio tutta la maternità (obbligatoria e facoltativa) e quando rientro (lo so sono fortunata) il mio posto è ancora lì.......peccato che l'azienda sta andando se non a rotoli, quasi... è stato un anno duro..il mio responsabile lavorava anche le notti e i weekend per salvare l'azienda....ora è stato firmato un piano di risanamento e speriamo che il peggio sia passato (  )......anche se la crisi è penetrata in tutti i settori ..........
Intanto ho sostituito il treno con l'auto per avere più tempo per Emma. Emma ancora non va al nido, è amorevolmente curata e coccolata dai nonni ..ma quando la sera ci ritroviamo, non ce n'e' per nessuno...giochiamo ridiamo di facciamo le coccole.......e adesso chissà magari un fratellino.....e poi....ci organizzeremo di conseguenza

Federica ha 33 anni e anche lei, come Giorgia vive a Mantova con marito e figlio: 

"io dal 2000 che sono assunta a tempo indeterminato in una Società formata da enti pubblici. sono geometra e mi occupo di segreteria, appalti e gestione clienti e fornitori. vita pressochè tranquilla e gravidanza splendida mi hanno consentito di lavorare fino all'ottavo mese per guadagnarne uno dopo.colleghi splendidi e capi adorabili. insomma una grande famiglia.
rientro dalla maternità dopo aver preso 2 mesi di facoltativa quindi da aprile 2008 a settembre avendo orario ridotto per allattamento decido di sfruttare 2 ore di permesso tutti i giorni e lavorare 4 ore a stipendio pieno. da ottobre 2008 faccio 6 ore al giorno che proprio in questi giorni mi hanno chiesto la possibilità di aumentare ma ho chiesto di pazientare fino a marzo. è ovvio che se hanno bisogno, come è già successo, io mi organizzo e ci sono sempre.
diciamo che la mia massima aspirazione sarebbe fare la mamma, moglie e casalinga a tempo pieno però....(il mutuo c'è) mi va benissimo anche così.
ora vediamo a marzo come deciderò di aumentare le mie ore...magari propongo 3 pomeriggi a settimana e rientro con un partime al 90% che per me sarebbe l'ideale. l'orario di arrivo in ufficio è abbastanza elastico.
La mia giornata comincia cmq alle 5.30 quando si alza mio marito che fa il geometra di cantiere (arriva a casa poco dopo le 19.00) e faccio quello che posso anche quando sono a casa con Mattia che cmq, essendo bravo, mi concede di fare tante cose.
Faccio quello che posso e mi ritengo soddisfatta non avendo nessuno che mi aiuta nelle faccende, alla sera alle 22 però sono cotta e la maggior parte delle volte mi addormento sul divano.
che dire io è da un pezzo che sarei pronta per il secondo figlio ma mio marito per il momento no quindi aspettiamo che abbia l'illuminazione. devo dire che i nonni sono stati una grande risorsa e un risparmio economico notevole e meno male che ci sono...

Ecco poi la testimonianza di una mamma lavoratrice che voi utenti di Pm conoscete molto bene, Elena, la pedagogista del forum, 36 anni, un figlio.

Prima di rimanere incinta facevo la pedagogista, (sapeste com'ero brava!!!) lavoratore autonomo senza orari, o forse con orari indeterminati, tipo: dalle 9 del mattino in poi, a sorpresa...
poi sono rimasta incinta ma avevo firmato tutti i contratti con le scuole e il 3 settembre dovevo inaugurare l'apertura di un asilo aziendale di cui mi ero fatta carico durante il periodo della gravidanza (ubicazione, divisione di spazi e arredi, tabella degli inserimenti, decisione dei colori, progetto educativo..). Nonostante la mia gravidanza fosse "a rischio" non ho mai smesso di lavorare, se non quelle due lunghissime settimane in ospedale a 5 mesi di gravidanza....Il 3 settembre ho inaugurato l'asilo, il 4 mi sono messa in maternità e l'11 settembre è nato il mio dolcissimo Matteo...ma Settembre non è un mese rilassante per chi lavora a scuola. Ci sono le riunioni dei genitori da presenziare, i collegi docenti...così, il 23 Settembre finisce il mio periodo di maternità..unica eccezione alla norma: Matteo sempre con me, ovunque.
Ero una pedagogista meravigliosa prima di diventare mamma: inflessibile, dedita alle "regole pedagogiche", preparata, attenta ai bisogni dei bambini...ma la maternità ha cambiato tutto!!! E se prima ero meravigliosa, adesso penso di essere veramente "completa" al 100%.
La maternità ha giovato tanto al mio lavoro, ora sono per inserimenti più lunghi a scuola (anche alla materna) da concordare SINGOLARMENTE con ogni genitore, sono per il totale raccordo tra scuola e famiglia (prima il mio motto era: niente genitori a scuola!!!) sono per la personalizzazione dei percorsi educativi...e da quando Matteo frequenta il nido, tutta la programmazione didattica (studiata per MIO figlio) è totalmente diversa da quella di prima, forse meno ricca di teoria ma, caspita se c'è la pratica!!!
E mi sento appagata e felice. I miei orari restano indeterminati...ma, 2 giorni su 5 riesco a prendere Matteo al nido per le 15... altrimenti alle 18...devo dire tanti "no" tanti "forse", tanti "non ora"...devo compiere scelte difficili lavorativamente parlando, e per non scontentare nessuno (professione, casa, marito e figlio) ovviamente non c'è mai spazio e tempo per me stessa...Meno male che sto in macchina 1 ora al giorno...almeno, nel traffico, riesco a truccarmi!!!

Le quaranta settimane di gravidanza

Giulia ha 36 anni ed è di Cagliari, ha due figlie:

Eccomi qua: mamma avvocato...connubio molto difficile...ancora di più se fai due figli in meno di un ano e mezzo! Per la gravidanza di Laura ho lavorato sino all'ultimo giorno, ma non mi è pesato perchè stavo bene. Dopo la sua nascita sono rimasta a casa sino a Natale (e quindi zero o quasi guadagni), con qualche minima eccezione e il 7 gennaio 2008 ho ripreso a tempo pieno. Mi ritengo fortunata ad aver potuto godere di una maternità così "lunga" e l'ho potuto fare perchè ho lo studio con mio zio, altrimenti...

Laura ce l'hanno tenuta genitori e suoceri in maniera più o meno perfettamente alternata e quindi da questo punto di vista siamo stati tranquillissimi, anche se mi pesava passare poco tempo con lei.
A giugno rimango nuovamente incinta e già mi rendo conto quanto sarà dura con due, ma cerco di non pensarci.
A febbraio 2009 nasce Francesca, anche in questo caso ho lavorato sino all'ultimo e qui cominciano i problemi.
Sino a maggio rimango a casa e quindi Laura la sera è sempre con me, ma a maggio DEVO ritornare, mio zio sta iniziando a pressarmi, nel frattempo tra l'altro litighiamo pesantemente con i suoceri, quindi addio aiuto anche quell'unica volta a settimana Riprendo a lavorare, ma solo al pomeriggio, perchè la mattina proprio non saprei a chi lasciare Francesca, di pomeriggio invece me la porto in studio e sta con la segretaria, così la posso pure allattare e Laura continua a stare coi nonni (materni ovviamente) e qualche volta con Enrico.
Insomma sono super incasinata, ma reggo, con tutte le conseguenze del caso (casa esplosa, cura personale al minimo, rapporti sociali idem)...comunque per avere una famiglia il mio è un lavoraccio.
Mi piange il cuore perchè amo il mio lavoro, ma ho deciso che da ora in poi farò tutti i concorsi che usciranno, per cercare di acchiappare un posto pubblico...

The last but not least, Elisa da Milano, ventinovenne che lavora per l'Università, ha un figlio e ne aspetta un altro:

Eccomi qui anche io....una "precaria di lusso". Precaria perchè da quando mi sono laureata ho avuto solo contratti a progetto o occasionali ...di lusso perchè tutto sommato è stata una mia scelta e perchè i miei contratti a progetto sono veramente a progetto e non si traducono in un tempo pieno.
Sono ricercatrice e lavoro a metà tempo presso un istituto di ricerca e il resto del tempo all'Università Bicocca. Mi sono laureata in statistica nel 2003 e nel 2005 ho iniziato il dottorato.
Nel 2007 arriva Christian due mesi dopo aver finito gli esami. Lavoro fino a 39+5 e a 40+0 partorisco. Ad un mese e mezzo dal parto torno al lavoro a tempo ridottissimo (il mio contratto non ha vincoli ne' di orario ne' di presenza e la vicinanza al posto di lavoro mi permette di fare spola con casa per allattare) mentre il bimbo sta con la tata tre ore il pomeriggio. A dicembre inizio a lavorare alla tesi. Quando Chris ha 11 mesi inizia ad andare al nido e qui iniziano i guai. Iniziano bronchiti ricorrenti, asma, ricoveri e corse al pronto soccorso. Devo finire la tesi e mia mamma si offre di tenere Chris due mesi per evitare il picco influenzale. Dopo due mesi a casa Chris torna al nido e dopo 2 giorni ha la bronchite ma tengo duro, cambio pediatra e complice la stagione che va migliorando la sua frequanza all'asilo migliora e così le mie giornate. Ad aprile prendo il diploma di dottorato e complice la carenza di progetti decidiamo di avere un secondo bimbo che arriva subitissimo. Ora mi preparo ad una seconda maternità da precaria cioè con soli tre mesi facoltativi non pagati e un bimbo asmatico 

Mi ritengo fortunata perchè i miei contratti mi permettono di lavorare da casa e di gestire il tempo al meglio. Ovviamente il problema sono i ritmi schizzofrenici (per cui certe settimane si lavora 12 ore al giorno e alcune non si ha quasi nulla da fare e si sta a casa) e la dipendenza dei lavori da bandi, politica e tagli all'istruzione.
Una ulteriore riflessione sulla distribuzione dei carichi di cura. I problemi di salute di Chris gravano solo su di me e se avessi un tempo indeterminato credo che questo avrebbe influito gravemente sulla mia vita professionale, non su quella di mio marito. Credo sia la norma e la mancanza di tutele un grave problema per la parità uomo-donna nel mondo del lavoro...
Peraltro io sono una pessima casalinga e mi deprimo facilmente. Non potrei mai scegliere di stare a casa e questo mi spinge ad essere un'acrobata della conciliazione casa-lavoro-famiglia.

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