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Mamme suicide, dal Congresso di Ginecologia e Ostetricia arriva un dato preoccupante

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Dal Congresso di Ginecologia ed Ostetricia arriva l'allarme per le mamme suicide, che rappresentano il 9% delle morti materne ad un anno dalla gravidanza: come sostenere il benessere psicologico e fisico delle donne?

Mamme suicide

La maternità può portare molti cambiamenti nella vita di una donna. E, anche se è stata desiderata, a volte capita che le donne non siano pronte o preparate ad affrontare tutti questi cambiamenti. Soffrire di depressione post parto è un problema molto diffuso. Un problema che però deve essere affrontato, senza vergogna. Per evitare che peggiori e che la donna arrivi ad un punto in cui non sa più cosa fare. E che possa arrivare a compiere un gesto estremo.

Per questo le donne non dovrebbero avere paura di chiedere aiuto. E dovrebbero trovare il sostegno delle persone che le circondano. Perché il disagio psicologico spesso spaventa e molte persone tendono a sminuirlo, come se non fosse un vero problema. Ma davanti ad una donna che, magari diventata mamma da poco, è depressa e piange in continuazione, non bisogna sminuire il suo problema dicendole che sta esagerando e che tante, prima di lei, ce l'hanno fatta. Ma bisogna trovare il modo per aiutarla, anche facendola aiutare da persone e medici qualificati.

La depressione nelle donne: cosa succede nel rapporto di coppia e sui figli

E' di questi giorni la notizia di una ragazza di 18 anni che si è suicidata dopo che la famiglia la aveva allontanata perché non approvava l'uomo con cui la giovane aveva una relazione ed il fatto che fosse incinta. E, sempre in questi giorni, si sta svolgendo il Congresso di Ginecologia ed Ostetrica a Roma, da cui arriva l'allarme per le "mamme suicide", che sono il 9% di tutte le morti materne ad un anno dalla gravidanza. Un dato preoccupante perché il suicidio tra le mamme è al secondo posto tra le cause tardive di mortalità.

Secondo i dati presentati al Congresso, "si registrano oltre 2 casi di suicidio ogni 100.000 nati vivi, con un’incidenza maggiore nel Nord-Est (4,5 casi ogni 100.000 nati vivi), rispetto al Nord-Ovest (1,8 casi), al Centro (2,3 casi) e al Sud e Isole (1,9 casi)". Una differenza notevole è legata anche all'età: la maggior parte dei suicidi dopo il parto avviene tra le donne over 40. Secondo i medici riuniti al congresso è fondamentale quindi "prendersi cura della salute della donna", mettendo al centro il "benessere psicofisico e sociale".

La gravidanza over 40

Al giorno d'oggi il 10% delle gravidanze si registra tra le donne over 40, che magari hanno ritardato il momento della maternità per motivi economici o lavorativi. O perché si sono sottoposte a tecniche di procreazione medicalmente assistita, non riuscendo ad avere figli. Ed il fatto di avere un bambino in età avanzata aumenta il rischio per le donne di sviluppare patologie durante i 9 mesi, come diabete gestazionale, ipertensione arteriosa o gestosi. Ma aumenterebbe anche i rischi di parto prematuro o di morte materna e perinatale. Ovviamente non si vuole spaventare, visto che al giorno d'oggi sono molte le donne con più di 40 anni che decidono di avere un bambino e per gran parte di loro la gravidanza ed il parto procedono senza problemi. Ma comunque i rischi di complicazioni ci sono e bisogna conoscerli, in modo da cercare di prevenirli, sottoponendosi anche a maggiori controlli.

Valera Dubini, Direttore Unità Funzionale Complessa Attività Territoriali, Azienda Sanitaria di Firenze e co-presidente del Congresso, sottolinea però che:

All’aumento del desiderio di avere un figlio dopo i quarant’anni, fa eco un incremento del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) da parte delle donne più giovani, in particolare nella fascia d’età 18-25 anni. Dai dati raccolti dalla regione Toscana, riferiti all’anno 2017, emerge che le donne under-25 che scelgono di interrompere la gravidanza rappresentano un quarto di tutti i casi. Questo ci deve far riflettere sulla necessità di lavorare di più e in maniera sinergica per la promozione di una maggiore cultura all’autoprotezione della salute sessuale e generale, che passa anche dall’educazione alla corretta contraccezione, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e alla tutela della salute riproduttiva, soprattutto all’interno del percorso scolastico.

Per questo, i medici presenti al congresso sottolineano la necessità anche di un cambiamento del rapporto tra medico e paziente, che deve essere sempre più un rapporto di fiducia. Il medico deve essere un punto di riferimento per la donna, non solo durante la gravidanza. Come sottolinea Maria Giovanna Salerno, Primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’A.O. San Camillo Forlanini di Roma e co-presidente del Congresso:

Da questo congresso è emerso come stia cambiando il modo di fare medicina, sempre più basato sul dialogo e lo scambio di informazioni tra il ginecologo e la donna. Ciò consente ai medici di comprendere appieno non soltanto gli aspetti clinici ma anche quelli psicologici e sociali, e quindi di personalizzare le terapie sulla base delle specifiche esigenze delle pazienti. Va inoltre ricordato che il nostro intervento non si limita alle condizioni di malattia, ma abbiamo anche la funzione di informare le donne alla prevenzione e all’adozione di corretti stili di vita contro l’insorgenza di numerose malattie, consapevoli che dall’educazione e dalla sensibilizzazione delle donne passa il benessere della famiglia e dell’intera collettività.

E come sottolinea anche Pier Luigi Benedetti Panici, Direttore della scuola di specializzazione di Ginecologia ed Ostetricia del Policlinico Umberto I di Roma, e co-presidente del Congresso:

La salute femminile rappresenta uno degli elementi cardine del buon funzionamento di una società. Come ‘medici delle donne’ abbiamo in questo una grande responsabilità: le accompagniamo infatti nei vari passaggi della vita, assistendo ai cambiamenti che l’età comporta, sia in termini di salute riproduttiva, sia in termini di benessere complessivo.

Voi che rapporto avete con il vostro ginecologo o il vostro medico di fiducia?

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