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I casi in cui una mamma odia i social e le chat di gruppo

di Laura Losito - 22.05.2015 Scrivici

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Ci sono dei casi in cui una mamma prova sentimenti di odio profondo e sincero verso i social e le chat di gruppo

Mamme social

Non si può dire “odio Facebook” o “detesto WhatsApp”: è come dire “spregio il futuro” “sono contro il progresso”, il che fa ti te un’anziana inside ottusa e brontolona, dato che il mondo li ama. Eppure, ci sono dei casi effettivi in cui una mamma prova sentimenti di sincero odio verso i social e le chat di gruppo, quella cosa grazie a cui possiamo essere in contatto con amiche, pseudo amiche e conoscenti ogni giorno, ogni minuto, anche senza averne alcun bisogno o desiderio.

  • Gestire la Whatsapp-etiquette

WhatsApp è geniale, se risulti sempre invisibile. Poi c’è la volta che ti colleghi solo per parlare con la madre dell’amichetta con cui ti vedi domani pomeriggio, e ti ritrovi a dover mandare ad altre 100 persone un messaggio con scritto “scusa, ora non posso parlare, sono occupata” seguito una una profusione di faccine gialle sorridenti per non rischiare che qualcuno si offenda.

  • La Liker passivo-aggressiva

E’ la mamma che mette like su qualsiasi cosa qualcuno pubblichi, ma la volta in cui ti dimentichi di ricambiare o fai un commento che non le piace, ecco che iniziano le ritorsioni. Niente più pollici in su per te e per le tue foto, ma occhioni a cuoricino e commenti lunghi quanto un canto dantesco sui post delle altre mamme. Tiè!

  • I nonni in rete

Gente a casa, in pensione, con poco o nulla da fare se non darsi alla persecuzione digitale di figli, nuore e persino dei genitori degli amichetti dei nipoti: in un mondo giusto, ai nonni sarebbe proibita l'iscrizione a Facebook. Come minimo si mettono a pubblicare le foto dei nipoti in primo piano anche se i legittimi genitori non solo non sono informati, ma sono esplicitamente contrari. Alcuni si trasformano in stalker: metti un “mi piace” su un post di una tua amica e tua suocera in tempo zero ti scrive sulla bacheca: “Ho visto che scrivi su Facebook ma a me non telefoni mai.”

  • Le mamme “guardatemi”

Per loro il social riveste un'importanza capitale: la loro vita deve trasudare perfezione. Casa in ordine impeccabile, american cake fatte in casa che riproducono la villa al mare di Barbie nei minimi dettagli, tavole imbandite con servizi principeschi ed elaborate composizioni floreali sono alcuni dei temi preferiti delle loro foto, attraverso le quali vogliono sbattere in faccia al mondo la propria esistenza sfavillante. All'opposto, ma altrettanto orticanti, le mamme "true story" quelle che invece postano immagine di stanze che sembrano uscite dal programma Sepolti in casa, dove il disordine e lo sporco regnano sovrani. Sembra di scegliere tra la peste e il colera, ma c’è un’altra, inquietante via di mezzo:

  • La mamma “vorreimanonposso”

Invidia e vorrebbe emulare la mamma “Brie Van de Kamp” di cui sopra, ma non ce la fa, quindi scatta foto di un angolino della sua scrivania dove campeggiano una Yankee Candle su un centrino ricamato, una collana di perle e la lampada di Kartell sulla sfondo.

  • I vip che fanno i normali

Dichiarazioni come quella di William e Kate i quali, ai tempi della nascita di George, hanno raccontato di passare la notte a cambiare i pannolini, o Hilary Duff che dichiarava in un’intervista “mi piace cambiare i pannolini” farebbero, come si suol dire, incavolare un santo. Tra i casi in cui una mamma odia di più i social ci sono i tweet in cui vip e celebrità si atteggiano a genitori normali: loro sono “come noi”, che indossiamo la maglietta con una macchia di rigurgito perché è l’unica rimasta che ha solo una macchia. Ma. Per. Favore.

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