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Fenomenologia della mamma nella prima settimana di vacanza estiva dei figli

di Francesca Capriati - 07.06.2018 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le mamme nella prima settimana di vacanza estiva dei loro figli: il mio racconto, dalla gioia allo sgomento

La mamma nella prima settimana di vacanza estiva dei figli

Certo: i bambini sono stanchi e dopo tanti mesi di scuola hanno diritto al loro riposo.

Certo: i piccoli sono stati impegnati tra compiti a casa e in classe e meritano di giocare e non avere impegni.

Certo: dopo tante mattine di sveglia all'alba ora è giusto che possano riposare di più.

Sacrosante verità che si sentono ripetere nel cortile della scuola in questi ultimi giorni di lezione. Tutte siamo convinte che arrivati a questo punto una vacanza sia necessaria, i bimbi sono stanchi e si vede: si tira avanti fino all'ultimo giorno costringendoli a scendere di casa al mattino come zombie.

L'ultimo giorno di scuola è, quindi, un momento di gioia per tutti. In effetti anche io sono contenta per i miei bambini che raccolgono i loro bei voti, le soddisfazioni dopo un anno scolastico davvero gratificante e ricco di impegni e che oggi finalmente vivono l'emozione di andare in vacanza. In fondo quella dell'ultimo giorno di scuola è un'emozione che abbiamo provato tutti e che ricordiamo bene sulla nostra pelle.

MA....loro vanno in vacanza e noi no. Per noi le vacanze sono ancora molto lontane e anche per le mamme a tempo pieno ritrovarsi i bambini in casa tutto il giorno è abbastanza faticoso.

Ed ecco che l'entusiasmo iniziale cede il passo, lentamente e gradualmente, ad una certa fatica, allo stress e al malumore. Vi racconto qui la mia prima settimana di vacanza da scuola dei miei bambini.

  • #1 giorno: è il momento di festeggiare. Vanno a scuola contenti la mattina perché sanno che saluteranno gli amici e praticamente non si farà niente in classe. Il pomeriggio vado a prenderli a scuola ed è tradizione che i loro due migliori amici vengano a casa dove trovano un grande festone che ho disegnato per augurare loro BUONE VACANZE e merenda con gelati e succhi di frutta.
  • #2 giorno: mi organizzo per lavorare alle 6 quindi anticipo l'orario della sveglia di un'ora rispetto al solito. In questo modo potrò scrivere in silenzio per un paio d'ore mentre loro ancora dormono. Mi alzo che albeggia, faccio un caffè cercando di fare meno rumore possibile, loro russano. Mi lavo il viso e accendo il computer che ancora sbadiglio. Raccolgo le idee e comincio a battere sulla tastiera quando sento la porta della cameretta che si apre e il primo esce per andare in bagno “Mamma torno a dormire”. Tiro un sospiro di sollievo. Torna a letto, ma dopo 5 minuti esce anche l'altro. Va in bagno e si rimette a letto. Passa nemmeno un quarto d'ora (e io ho scritto si e no 20 righe) ed entrambi vagano per la casa chiedendo la colazione. Ore 6.45: la giornata ha inizio
  • #3 giorno: devo lavorare quindi decido con grande entusiasmo di organizzare la giornata in modo razionale. La mattina stiamo in casa, loro giocano tranquilli e io scrivo qualche ora. Poi dopo pranzo si esce, andremo al parco o alla piscina. Mamma non ti preoccupare, tu lavora che noi ci organizziamo, sorridiamo tutti fiduciosi e pieni di buoni propositi. Preparo la colazione e loro si sistemano sul letto a vedere un film, scrivo mezz'ora e li sento litigare. Il piccolo si è scocciato e vuole cambiare canale, ma non vuole che il grande vada nell'altra stanza: il tiranno ordina al fratello di guardare alla TV quello che vuole lui. Sedo la prima rissa e torno a scrivere. Il piccolo si alza e vuole una merenda. Sbrigo la pratica e torno a scrivere. Spengono la TV e decidono di giocare a pallone, si sistemano con una pallina morbida e una porta gonfiabile in soggiorno. “Bravi” gli dico con un misto di ottimismo e terrore. La partitella dura si e no 10 minuti: poi scatta un'altra rissa...

  • #3 giorno: mi sono svegliata anche oggi alle 6 e loro alle 7 erano già in piedi a vagare per la casa. Il sole è caldo e ho un bel terrazzo quindi gonfio una piscinetta e la riempio d'acqua. Sono certa che si divertiranno e io potrò lavorare per un paio d'ore in serenità, poi quando finito li porto al parco. Mi smazzo per riempire la piscinetta e loro insistono per darmi una mano facendo cadere acqua ovunque nel tragitto tra bagno e terrazzo. Asciugo una prima volta. Si spogliano, prendono un mare di oggetti e supereroi pronti per giocare in acqua. Io mi siedo con un sorriso soddisfatto al computer. Li sento ridere, a volte litigare, ma va bene così. Dopo venti minuti mi affaccio per vedere che succede: il corridoio è un pantano, loro giocano con le pistole ad acqua. Faccio un profondo respiro e mi dico che non fa niente: sono bambini, giocano, sporcano e io non sono una fissata della pulizia.. Sistemo delle pezze ed asciugamani sul pavimento per non farli scivolare. Torno al computer e dopo nemmeno dieci minuti mi trovo il piccolo davanti, completamente zuppo e grondante acqua, che dice che lui non entrerà più in piscina “Ci è caduta una mosca”. Provo a convincerlo che la toglierò, che non è niente di grave, che l'acqua è ancora pulita e può giocare. Niente da fare, si impunta. Vuole uscire e il fratello lo segue. Sono solo le 9.50.
  • #4 giorno: mi alzo all'alba come al solito. Lavoro un po' in silenzio. Ma ormai ho capito l'antifona e sono già pronta con latte e biscotti sul tavolo. Si alzano e li spedisco immediatamente a fare colazione. Cartoni e coccole nel letto e poi appendo un “cartellone della bravura” sul frigo: una stellina ogni volta che faranno qualcosa di nuovo e soddisfacente in categorie come Autonomia (lavatevi e vestitevi che mamma sta lavorando, mettete i piatti della colazione in cucina e sciacquate le tazze etc....), Fratellanza (giocate insieme e aiutatevi tra voi), Rispetto (se costruite un fortino in soggiorno usando tutti i cuscini presenti in casa, lenzuola e sedie poi tutto deve tornare al loro posto etc...). Sono entusiasti dell'idea: “bene ora fatemi lavorare che nel pomeriggio andiamo al parco dei gonfiabili”.
  • #5 giorno: “mi annoio”, mi annoio, mi annoio. Parola d'ordine: mi annoio. Il grande vaga per casa come un'anima in pena. Sembra un pensionato settantenne che dopo 40 anni di lavoro alle Poste si ritrova improvvisamente a casa senza sapere come impiegare il suo tempo. “Leggi, scrivi un libro, sistema i tuoi giochi, guarda un film, gioca ai videogames, disegna, gioca con tuo fratello....” tutte inutili proposte che potrebbero arricchire questo suo ozio creativo che invece sembra essere soltanto noia. Mi tampina con una brochure di un campo estivo: chiamo e prenoto per una settimana. Sembra si tranquillizzi...
  • #6 giorno: E' sabato. Solitamente in inverno è un giorno di riposo, ci svegliamo con calma, non dobbiamo precipitarci fuori casa e pensiamo a cosa fare nella giornata (Museo? Parco? Piscina? Passeggiata e gelato?). Oggi l'entusiasmo non è quello solito: è vacanza già da 5 giorni...la sola nota positiva è che non devo lavorare quindi magari mi stresserò di meno.
  • #7 giorno:Mamma andiamo al mare”, certo amore sarebbe bello ma per non restare imbottigliati nel traffico per mezza giornata dobbiamo svegliarci molto presto e tornare verso ora di pranzo, così andiamo controcorrente e ci godiamo le ore più belle. Ottimo programma se non fosse che proprio di domenica loro, che per tutta la settimana di vacanza si sono alzati alle sette mandando all'aria tutti i miei piani di lavorare la mattina presto in tranquillità perché “erano stanchi e avrebbero dormito di più”, russano ancora alle 9... Non fa niente bambini, al mare ci andiamo un'altra volta. In fondo domani è lunedì ma è vacanza...per voi!

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