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Mamme e autosabotaggio: i tipici modi in cui ti stai rendendo la vita più difficile

di Laura Losito - 09.03.2016 Scrivici

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Situazioni tipiche di mamme che si rendono la vita difficile. L'arte di sabotarsi da sole, convinte che la vita di una madre sia una strada impervia e in salita

Mamme che si rendono la vita difficile

Anche voi vivete con la sensazione di essere sempre in difetto di qualcosa? È come se partissimo tutte dal presupposto che la vita di una mamma sia una strada impervia e in salita; se ti ritrovi ad avere 10 minuti e usarli per leggerti un libro in pace e serenità, inizi a chiederti: "Com’è che non ho niente di cui preoccuparmi?" Ecco i tipici modi con cui noi mamme ci rendiamo inutilmente la vita più difficile!

  • Mentire alle persone care

Rispondere alle persone che ci chiedono come stiamo e come sta andando con un gran sorriso “È tutto perfetto!” Pensiamo infatti che ammettere che non dormiamo da mesi, che non capiamo MAI (a differenza di tutto ciò che abbiamo letto) il motivo per cui il piccolo sta piangendo, che l’allattamento è un inferno, ci renda dei mostri. E così le persone intorno a noi non hanno la possibilità di aiutarci!

  • Fare ai bambini domande con risposte aperte

Vietatissimo chiedere ai bambini “Cosa volete per cena?” Al limite, bisogna dare loro due opzioni, di cui una leggermente meno sana e che è quella che sceglieranno, nonchè l’unica che avete preparato. Siete adulte e quindi più furbe: sfruttatelo e non per darvi la zappa sui piedi.

  • Essere ossessione dalla vita sociale dei figli

Il terrore che il bambino non si inserisca, non abbia amici, non venga più invitato a feste e playdate è uno degli incubi della neomamma, ma bisogna dare alla cosa il giusto peso. Impegnarsi per organizzare una merenda con i suoi amichetti (in fondo, non ci vuole poi tanto) va bene; ridursi a lavorare al pc fino alle 2 di notte per accompagnarlo ad una festicciola infrasettimanale, no.

  • Essere ossessionate dal tempo che passi con i figli

“Oggi avrò giocato abbastanza con lui?” “Per quanto tempo si può dire che sono stata con lui veramente?” Il fatto che questo tempo sia poco perché hai dovuto lavare i SUOI vestiti, cucinare per LUI un pasto sano o LAVORARE non fa di te una cattiva persona. Forse non c’eri, ma comunque, c’eri. Finché in casa c’è un’atmosfera serena, è tutto ok.

  • Dare troppo peso alle apparenze

Il fatto che il bambino abbia il muco incrostato sul naso, i vestiti sporchi e puzzi leggermente di vomito non sono validi motivi per trattenervi dall’uscire a prendere una boccata d’aria se ne avete bisogno e c’è il sole fuori. E se gli altri giudicano, sono problemi loro.

  • Lasciare il bagno con la porta aperta

Se il bambino di tre o quattro anni fa i capricci perché vuole seguirti mentre vai a fare la pipì, ecco, questo è il classico caso dei famigerati NO che aiutano a crescere. Sei un essere umano: hai diritto ad andare in bagno DA SOLA!

  • Improvvisarsi event-planner per i playdate

Invitare gli amichetti a casa non significa programmare un’apposito giro al supermercato e dedicare la nottata a sformare torte e cupcakes come se non ci fosse un domani. Per i bambini la cosa bella è stare insieme agli amici, e se renderete il playdate un non-impegno easy e che non richiede praticamente preparazione, vedrete che inizierete a farlo più spesso. (Ah, la crostata la potete pure comprare dal panettiere e dire che l’avete fatta voi.)

  • Non delegare

In generale, noi mamme tendiamo a rendere la vita dei neopapà un po’ troppo facile: il pregiudizio atavico che sia la donna a dover provvedere alla prole è duro a morire. Ma è semplicemente assurdo che una poveretta non possa nemmeno uscire un’ora senza lasciare il bambino al padre. Non sa cambiare un pannolino? Beh, può imparare, non ci vuole uno scienziato. Non sa dove sono i cambi? Lasciateglieli accanto al telecomando, li troverà di certo. Non capisce perché sta piangendo? Beh, neanche tu.

E ora esci da quella porta :-)

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