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Mamme lavoratrici: equilibriste senza paracadute

di Valentina Colmi - 14.04.2015 Scrivici

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Essere mamme, soprattutto se lavoratrici, può essere davvero una costante sfida da equilibrista senza paracadute

Mamme che lavorano

Ogni giorno una madre si alza e sa che dovrà correre. Peggio di una gazzella contro il leone, perché la lotta è ancora più insidiosa: bisogna incastrare nell'arco delle 24 ore tutte le attività che andrebbero compiute in una settimana. Perché essere mamme, soprattutto se lavoratrici, può essere davvero una costante sfida da equilibrista senza paracadute. 

Oltre a questo c'è una costante lotta tra “mammifere”: il paragone scatta già quando i bimbi sono nell'utero, figuriamoci una volta che ne sono usciti. In particolar modo la questione è divisa tra donne che accudiscono i figli stando a casa e donne che li accudiscono di meno perché lavorano. Chissà perché non c'è mai solidarietà. Quelle che decidono – per scelta proprio o altrui – di dedicarsi ai figli possono sempre scagliarsi contro coloro che invece ritornano alla propria professione. Non è detto infatti che ci sia una decisione migliore di un'altra: una donna dovrebbe essere libera di capire come vivere al meglio la propria maternità.

Vuole lavorare? Che lavori. Vuole stare a casa? Che stia a casa, ma sospendendo il giudizio. E invece spesso si critica, si sparla, si addita. Le donne che lavorano per esempio devono perennemente lottare con i propri sensi di colpa: di non dedicare molto tempo ai propri bambini, di essere sempre stanche, di avere meno pazienza. Spesso a prendere la prole a scuola ci va la nonna o la tata, quando ce ne si può permettere una; si corre, si corre, si corre, come quella famosa gazzella. E tutto ciò quando si ha la fortuna di mantenerlo un lavoro, con i tempi che corrono. In tante non si sentono realizzate solo come madri: è giusto che i figli non paghino sulla propria pelle la frustrazione di un genitore insoddisfatto.

Lavorare deve essere possibilmente un piacere oltre che un diritto. Nel momento in cui però viene meno questa passione si possono anche rivedere i piani. Nell'epoca della flessibilità è anche fattibile cambiare la propria idea lavorativa: si può creare qualcosa in proprio, dopo anni di competenze accumulate per altri. Certo, è un salto nel buio e non è come avere la sicurezza economica di uno stipendio mensile, ma ci si può provare se si sente che i propri bambini, la propria famiglia in generale, ne stanno risentendo.

Magari si può provare a contrattare con il datore di lavoro una forma diversa di rapporto, svolgendo l'attività da casa una volta alla settimana. Si può insomma rivoluzionare la vita quando si capisce che la pelle di prima non è più adatta a noi. E poi come diceva Goethe:

Qualunque cosa tu voglia fare o sognare di poter fare incominciala: l'audacia ha in sé potere, ingegno e magia. Incomincia adesso

Incominciate adesso, mamme!

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