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Cosa invidiamo alle mamme vintage

di Laura Losito - 07.05.2015 Scrivici

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Le mamme di oggi sono eccezionali, ma soprattutto esauste. Difficile non invidiare la semplicità delle mamme vintage, degli anni Cinquanta o dei primi anni Sessanta

Le mamme negli anni 60

I nostri tempi vedono il trionfo delle mamme cyborg: arrivi in sala parto con la testa già imbottita di informazioni su cosa dovrai fare e soprattutto NON fare, ma ancor più come dovrai essere o non essere. Lavoratrici dentro e fuori casa, madri, mogli, figlie e amiche in contemporanea, capaci di stare alzate fino alle due per produrre una perfetta american-cake di compleanno ma anche di guidare nel traffico dell’ora di punta: le mamme di oggi sono eccezionali. Ed esauste. Difficile non invidiare almeno un po’ la semplicità “naif” delle mamme anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta - o almeno l’immagine che di loro ci restituiscono i telefilm come Mad Man.

  • I bambini di quattro anni tornavano da scuola da soli e magari si fermavano a fare anche un paio di commissioni

Probabilmente le strade erano più sicure e i bambini erano un po’ “di tutti”: tra vicini, conoscenti e amici c’era sempre qualcuno che dava un'occhiata. La parte migliore? Quando le mamme dei telefilm dicono al bimbo di tre anni “vai a giocare fuori” e lui sparisce fino al tramonto. (E se ha sete può bere direttamente dalla canna usata per innaffiare le piante.)

  • Non è mai “troppa tv”

Almeno nei telefilm ambientati in quegli anni, i bambini sono spesso incollati alla televisione (O stanno giocando fuori da soli. In ogni caso non sono mai tra i piedi durante le conversazioni tra adulti). Beh, forse allora non trovavi articoli sui danni della troppa tv ogni volta che aprivi il giornale.

  • Potevi essere mamma a tempo pieno e non lavoratrice e colf tutt’uno

All’epoca era normale che una donna stesse a casa a curare i figli, e questo in assoluto può essere considerato uno svantaggio, il risultato di una mentalità retrograda e maschilista eccetera, ma non si può negare che abbia anche i suoi lati buoni.

  1. Primo: la mamma full time generalmente ha anche la domestica o perlomeno un considerevole aiuto costituito da stuoli di vice-mamme come l'anziana vicina, da cui ogni tanto piomba dicendo: "Devo uscire, puoi occuparti dei bambini un'ora?" (Se lo facessimo noi, al nostro ritorno troveremo ad attenderci polizia e servizi sociali).
  2. Secondo: la mamma full time fa la mamma full time, con in più la tv-babysitter e il giocare fuori eccetera. Non è che va a lavorare 8 ore per poi tornare a casa e ritrovarsi tutto il carico della mamma full time, ma da svolgere dalle 22 alle 24 di sera.
  3. Terzo: nessuno le chiede “cosa fai tutto il giorno?” - domanda standard oggi rivolta alla mamma full-time alias, nell’immaginario comune, mantenuta/fannullona.

  • Potevi sbronzarti impunemente tutto il giorno

Oggi la neomamma che si fa un bicchiere di Prosecco alle sei di sera, dopo una giornata trascorsa tra pappe e pannolini, viene guardata con orrore misto a compassione. “Ma non stai allattando ancora?” “Attenta: la depressione post-partum va curata.” “Almeno mangia qualcosa”. La mamma anni Cinquanta-Sessanta vive col bicchiere di Martini in mano - e generalmente una sigaretta accesa nell’altra.

  • Avevi tempo di farti i boccoli e truccarti ogni giorno

Per forza, coi bambini fuori, o davanti alla tv, o in giro per commissioni, c’era anche il tempo di mettersi i bigodini e fissarli con un ettolitro di lacca spray, nonchè sfoggiare sempre unghie perfettamente smaltate di quel rosso acceso che si sbecca al primo starnuto.

  • Le bibite zuccherate erano ok

Ricche di vitamine, giusto? Esattamente come la gelatina alimentare, considerata sana come la frutta vera.

  • Non dovevi indebitarti per ogni festa di compleanno

I giochi dei bambini d'un tempo? Qualche bambola, i cubi le macchinine. Non avevano bisogno di resort di lusso per Barbie o console per videogiochi splatter. E le feste di compleanno erano anch'esse abbastanza easy: grande protagonista la crostata di pastafrolla, probabilmente recata dalla vicina anziana di cui sopra, e comunque dai tempi di preparazione decisamente più contenuti rispetto al castello di ghiaccio di Frozen riprodotto con pasta di zucchero.

  • Le curve erano sexy
  • Non c’erano milioni di stili genitoriali tra cui scegliere…

...e per cui essere giudicati. I concetti chiave erano pochi e semplici: “Perché sono tua madre.” “Zitto e mangia.” “Non rispondere.” “Devo chiederlo a tuo padre.”

  • Le vicine andavano e venivano

La tipica mamma anni Cinquanta/Sessanta dei telefilm non è quasi mai da sola con il suo Martini. E non certo perché ha intorno i bambini attaccati alle gonne - loro sono andati a comprare il latte che è finito. C’è sempre la vicina di turno con cui spettegolare per ore. Altro che Sex and the City!

  • Niente o quasi era una tua responsabilità

Se un bambino si rompeva una gamba, era una peste. Se veniva bocciato, era un somaro. Nessuno lo mandava dallo psicologo e soprattutto a sua madre non passava nemmeno per la testa di esserne responsabile: oggi invece, gira e rigira, è sempre colpa nostra.

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