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Lettera a me stessa tra 10 anni

di Laura Losito - 01.02.2016 Scrivici

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Una mamma si chiede come sarà la sua vita tra 10 anni, quali saranno le nuove sfide da affrontare. Ecco una lettera bellissima, e vera, di una mamma che non ha dimenticato il suo essere anche donna

Lettera di una mamma a se stessa

Tra 10 anni non vivremo più nell’incubo di dover trovare una babysitter alle 7 del mattino perché nostro figlio, che ieri stava benissimo, si è svegliato con 38. E non dovremmo nemmeno mettere a budget anche la babysitter di cui sopra ogni volta che vorremo andare a mangiare una pizza tra adulti. Non dovremo fare la spola in auto tra scuola, sport e case di amici, con un’agenda più fitta di quella di Obama, il cronometro alla mano e l'ansia a mille. Non avremo altre due persone (spesso recalcitranti) da vestire ogni volta che si vuole o bisogna uscire, ne’ preoccuparci di avere sempre in borsa generi di prima sopravvivenza come il pannolino di scorta o le salviette umidificate. A tavola non dovremo imboccare nessuno e probabilmente non sarà necessario spazzare sotto il tavolo ad ogni pasto per evitare che casa nostra sembri una discarica.

In certi momenti certe cose sembrano quasi un miraggio, ma la vera domanda da porsi è: quali saranno le nuove sfide? Ecco cosa mi aspetto da me stessa tra 10 anni.

" Cara me stessa tra 10 anni, come ci si sente a poter dire “io esco” e, semplicemente, uscire? Chissà se ti senti ancora come quella ragazza che 15 o 20 anni fa viveva quella fase felice in cui non devi più rendere conto ai genitori e non devi ancora rendere conto ai figli. O chissà se sei così diversa ormai, che niente può essere più lo stesso. La spensieratezza, prima di tutto, perché i figli sono per sempre, e probabilmente ti preoccuperai per loro fino all’ultimo respiro, magari solo per quella mezza frase che ti fa capire che qualcosa non va, ma non puoi più chiederlo. Non puoi tenerli sotto controllo per carpire qualche indizio. Non puoi far tornare loro il sorriso con una caramella. E soprattutto, quel qualcosa potrebbe essere più grave di un battibecco con un’amica.

Com’è che funziona, cara me stessa tra 10 anni, il senso di impotenza, la dura consapevolezza che ora più che mai non puoi proteggerli da tutto e da tutti? È compensato almeno in parte dalla tua ritrovata libertà? Quando dici “io esco” e semplicemente esci, non è che poi pensi solo a loro? Quella nuova tizia che frequenta non mi piace, non era mai tornata così tardi, non sarà un po’ troppo magra? Dove avremo sbagliato? Ora che sono ancora ben lontana dal cambiare l’ultimo pannolino, dal preparare l’ultimo piatto di pasta burro e parmigiano, dallo svegliarmi alle 10 alla domenica, ovvero quando vorrei, guardo le mie amiche mamme di “bambini grandi” con un pizzico di invidia. Piccolo è bello, ma estenuante, soprattutto se te li cresci da sola riducendo gli aiuti ai minimi termini. Ora sono una mamma e nulla potrà mai cambiare questo. Ma non sono “ solo” una mamma, e mi manca non poter avere più tempo per dedicarmi a quello che mi piace perché figli, casa e lavoro mi assorbono fino all'ultima cellula… e in questa fase della mia vita è giusto così, ma come dicevo, io sono più di questo. E anche se, ogni volta che fanno un passo in più verso l’indipendenza, il mio orgoglio di mamma è velato di tristezza, sono felice che un giorno tornerò a leggere tre libri al mese.

A fare lunghe passeggiate. Ad andare al cinema quando mi pare. Ad andare tutto il giorno per saldi senza comprare niente a ma tornando a casa con la solida certezza che i pantaloni culottes mi stanno da cani. Questa sono io, questa sei tu. Vuoi poter perdere i chili delle feste cucinandoti qualche zuppa senza dover preparare anche la pasta burro e parmigiano che poi ti mangi tu perché ti spiace buttarla via, e ha più calorie di una saint honorè, la maledetta. Vuoi poter telefonare alla tua amica del cuore ogni volta che ne senti il bisogno, senza iniziare a guardare l'orologio dopo 10 minuti . Vuoi poter andare a lavorare senza sentirti in colpa. Perché ti dico questo? Solo per ricordarti che la vita con i bambini piccoli non è tutta rosa e fiori. Di fatto sacrifichi parte di te, anche se lo fai con il sorriso sulle labbra. Riprenditi quella parte di te, riscopriti e re-innamorati di quella che sei, invece che vivere la vita di qualcun altro: sì, si tratta di qualcun altro anche se sono i tuoi figli. Non sono veramente tuoi, e lo sai. Un figlio è comunque un essere “altro da te”, e questo sarà sempre più vero man mano che gli anni passeranno inesorabili.

Starai pensando che è facile per me parlare, ora che le ho ancora entrambe attaccate alle gonne, che mi si buttano in braccio appena mi vedono entrare nella stanza e mi dicono ti voglio bene 100 volte al giorno. Ma è proprio perché ora mi sembra di vedere le cose con chiarezza, che ti scrivo questa lettera. Cerca di stare al passo in questo rapporto così importante che si trasforma ogni giorno verso qualcosa di completamente diverso, ma non necessariamente peggiore per te. Ricorda che è adesso che stai costruendo le basi per la vostra relazione tra adulti, e quindi alla pari: già, un giorno sarete anche questo. "

Avere figli è un’avventura che non finisce mai: io sono appena all’inizio, ma ricorda, lo sei anche tu.

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