Home Donna e Mamma

Leggimi tra vent’anni: il libro di Giorgia Lanzilli che parla di tutte noi

di Laura Losito - 12.05.2017 Scrivici

leggimi-tra-vent-anni-il-libro-di-giorgia-lanzilli-che-parla-di-tutte-noi
"Leggimi tra vent'anni", un diario virtuale seguitissimo che Giorgia Lanzilli ha trasformato in un libro. Una riflessione speciale sulla maternità come occasione straordinaria per conoscersi meglio e superare i propri limiti, sensi di colpa e inadeguatezza

"Leggimi tra vent'anni" di Giorgia Lanzilli

Maternità è (…) Ognuna di noi potrebbe riempire questi puntini di sospensione con almeno un milione di frasi che raccontano la gioia e la disperazione, l’energia e lo sfinimento, l’amore e l’amarezza. Ed è di tutto questo, e di molto altro ancora, che parla il nuovo libro di Giorgia Lanzilli, "Leggimi tra vent’anni". Il messaggio è che la nascita è molte cose diverse insieme, ma soprattutto è un’occasione. Conoscendo giorno dopo giorno il nostro bambino, conosciamo anche noi stesse, e la maternità che da molti viene vista come un ostacolo alla realizzazione personale, diventa l’esatto contrario. Così Giorgia racconta tutte le traversie, gli ostacoli e le gioie, di questa meravigliosa avventura, che ha come fil rouge un amore incondizionato e travolgente.

Come mamma, in un certo senso hai l’impressione di vincere sempre, di vincere facile, soprattutto quando alzi la voce per stanchezza, la tua bambina si mette a piangere e subito dopo ti corre tra le braccia.

Hai l’impressione che i tuoi bambini amino tutto di te, con un’intensità che nessuno ti aveva mai dimostrato, una dedizione e una lealtà totali. Ti amano quando sei nervosa e irritabile, quando piangi per un nonnulla, quando li minacci di un castigo, quando dici “smettetela di chiamarmi!”. Eppure una parte di noi sa bene che un giorno, quel “mamma” ripetuto incessantemente e che a volte ci sfinisce, ci mancherà come l’aria. E quella felicità totale e paralizzante che ti regala una bambina di 7 anni che all’improvviso, senza che tu abbia fatto nulla di speciale, ti dice “mamma, tu profumi di amore”… chi ce la regalerà? Quegli occhi che ci guardano come se fossimo le creature più meravigliose e infallibili dell’universo, diventeranno occhi da adulti che inevitabilmente noteranno i nostri difetti, le debolezze, le piccole meschinità. Ci giudicheranno.

Non so se le mie bambine vorranno mai diventare mamme, o se ci riusciranno. Da mamma, non posso che augurarmi che qualunque sia il loro desiderio venga esaudito, se in esso risiede la loro felicità. Nei miei sogni più belli le immagino gioiose, indipendenti e soprattutto libere. E se la libertà passa attraverso la consapevolezza, anche a me piacerebbe che tra vent’anni capissero fino a che punto la loro nascita è stata un regalo. Mi rendo conto che oggi non è di moda parlare di certi argomenti. Guai a dire qualsiasi cosa possa ricondurre al concetto che la donna trova la sua realizzazione nella maternità. Come se questo escludesse che, per altre donne, la felicità risiede altrove.

"Ognuno è fatto a modo suo", ripete spesso la mia saggia bimba grande, e spero con tutto il cuore che questa certezza la accompagni per la vita. Che abbia sempre il coraggio di amare la diversità, ma soprattutto di accettare sé stessa. Non voglio che, leggendomi tra vent’anni, le mie bambine pensino che il messaggio sia: “fate figli o non vivrete mai davvero”.

Vorrei solo raccontare cosa è stato per me, e in che modo mi ha reso una persona migliore e più felice. Il senso di responsabilità è enorme quando capisci che stai contribuendo in modo determinante all’educazione delle future donne di domani. I tuoi valori e il tuo comportamento le influenzeranno, in qualche modo, per tutta la vita. È esattamente questo che ti spinge, giorno dopo giorno, a diventare una versione migliore di te stessa. Forse succede comunque, ad una certa età. Io so che per me, ciò che mi ha spinto ad oltrepassare i miei limiti, cercando giorno dopo giorno di diventare la donna che, in fondo, avrei sempre voluto essere, sono state le mie bambine.

Tra vent’anni vorrei che sapessero che pazienza e autostima sono solo due delle qualità di cui praticamente ignoravo l’esistenza finché non sono diventata mamma. Nel momento in cui ho capito che avrei trasmesso inevitabilmente anche a loro quel senso di continua inadeguatezza, di inferiorità verso gli altri, ho iniziato a lavorare su me stessa fino a diventare una persona incomparabilmente più serena e sicura di sè. Capire che i tuoi errori si riflettono sulle persone per cui daresti la vita, è la più forte delle motivazioni. All’inizio è un peso enorme, poi capisci che è un regalo, una chance che ti viene offerta in un momento della tua vita in cui credevi di aver capito tutto di te stessa. E invece.

Tra vent’anni vorrei che le mie bambine sapessero che la maternità per me non è stata una passeggiata. Ci sono state notti in cui pensavo che sarei morta se non fossi riuscita a dormire almeno un’ora. Giorni in cui il senso di colpa mi ha schiacciato come un macigno, nella certezza che stavo sbagliando tutto, che non meritavano una mamma negata come me. Mille volte in cui ho pensato “non ce la farò mai”, e che le avrei condannate ad una vita di infelicità.

  • La maternità ti fa capire quante volte puoi cadere e rialzarti all’interno della stessa giornata. Ad un certo punto impari a fare tabula rasa ogni volta, ad alzarti ogni mattina come davanti ad un foglio bianco, sapendo che certe volte andrà bene, altre meno, ma darai il massimo. È l’unica cosa che puoi fare.
  • Mi piacerebbe dire loro che ogni giorno è stato un regalo. Anche nelle giornate più nere, c’è sempre stato almeno un momento di felicità pura che ha dato un senso a tutto il resto.
  • E che fare la mamma è un mestiere che si impara, e giorno dopo giorno lo padroneggi sempre di più.
  • Diventare genitore ti fa capire che veramente ognuno è fatto a modo suo, e impari ad essere più umile, a non pensare di avere la verità in tasca, perché non ci sono certezze.
  • Capisci che leggere i libri e osservare gli altri è importante, ma solo come punto di partenza per guardare la propria, di famiglia, e sforzarsi di capire cos’è meglio nella propria specifica soluzione. E che molto raramente quel "meglio" è la soluzione più facile.

"Leggimi tra vent'anni" di Giorgia Lanzilli

Adoro ascoltare i racconti di altre mamme su come hanno vissuto questo viaggio ricco di poesia e di avventure. Per questo non vedo l’ora di leggere “Leggimi tra vent’anni” di Giorgia Lanzilli. Perché è un libro che parla di lei, e parla anche un po’ di tutte noi. Se seguite già il suo diario virtuale, sapete di cosa parlo: Giorgia sa entrare nelle pieghe dei nostri sentimenti raccontando le emozioni anche più difficili di noi mamme. Quelle che non ci perdoniamo. E naturalmente, anche quelle che ci fanno andare avanti con forza, entusiasmo e la gioia nel cuore.

Dalila mi chiama MAMMA talmente tante volte al giorno che a volte non ricordo più neanche quale sia il mio nome. Andrea mi guarda come nessuno al mondo mi ha mai guardata. Penso spesso a come saranno tra 20 anni, a come mi guarderanno, a cosa penseranno di me. E spesso mi son detta di dover scrivere loro ciò che provo adesso, perchè rileggendomi da grandi, possano capire quanto la loro vita ha reso preziosa, travolgente e indimenticabile la mia.

gpt inread-altre-0

articoli correlati