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La nuova legge sull'aborto in Portogallo

di Monica De Chirico - 24.07.2015 Scrivici

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Una nuova legge sull'aborto in Portogallo prevedrebbe il pagamento di una tassa e l'obbligo di consultare psicologi e assistenti sociali prima di decidere di abortire

Legge sull'aborto in Portogallo

Da uno dei paesi ultra cattolici d'Europa arriva una legge che è destinata a far discutere molto. Il 22 luglio il parlamento avrebbe approvato una norma molto restrittiva sull'aborto, proposta dal Partito Socialdemocratico - partito di centrodestra al governo - e aspramente criticata da tutti i partiti di opposizione. Una donna che richiede un'interruzione volontaria di gravidanza dovrebbe pagare una tassa e sarebbe obbligata a consultare psicologi e assistenti sociali prima di decidere di abortire.

L'aborto è sicuramente tra i temi più discussi in Portogallo, paese che ha reso legale l'interruzione volontaria di gravidanza nel 2007 con un referendum. Un obiettivo importante raggiunto con difficoltà, criticato anche in seguito e osteggiato da molti medici obiettori e dalle frange politiche più estreme che hanno richiesto più volte di rivedere la legge. Prima del 2007 il Portogallo aveva una delle leggi sull'aborto più restrittive in Europa. Era consentito solo in casi di gravidanza avvenuti per stupro, oppure in casi in cui la salute della paziente o del feto erano a rischio.

Chi effettuava un'interruzione di gravidanza in altri casi era punito con un massimo di tre anni di carcere. L'attuale legge che prevede una tassa per chi richiede l'aborto è stata contestata da molte associazioni per i diritti delle donne, che si sentono umiliate. Inoltre in sede di discussione e approvazione della legge molte parlamentari hanno lasciato l'aula urlando "vergogna" ai presenti.

Ancora non si conosce l'ammontare della tassa e c'è chi pensa che diventerà ancora più difficile per le donne poter fare un aborto, perché l'obbligo di consultare uno psicologo e asssitenti sociali renderanno i tempi più lunghi e il processo di accettazione più difficile. Ricordiamo infatti che si può richiedere l'IVG entro le 10 settimane, limite già previsto dalla legge del 2007. In Italia una donna può abortire entro i 90 giorni di gravidanza, e può decidere di consultare sia il proprio medico che un consultorio che l'assistono nella sua scelta, nel caso non siano obiettori. Inoltre si può interrompere una gravidanza oltre i 90 giorni per motivi di salute o malformazioni del feto

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