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Laura Chimenti e la lettera per le sue figlie a Sanremo: "Fare la mamma che lavora è difficile"

di Francesca Demirgian - 06.02.2020 Scrivici

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Fonte: Getty Images
La giornalista del Tg1, tra le donne di Sanremo 2020, ha dedicato una bellissima lettera alle tre figlie. Un testo profondo, sulla difficoltà di essere una mamma che lavora e un augurio emozionante per il futuro delle sue tre "piccole, ma grandissime donne"

Laura Chimenti, lettera per le figlie a Sanremo 2020

Laura Chimenti è tra le donne protagoniste della 70esima edizione del Festival di Sanremo. Insieme a lei, ad accompagnare Amadeus, nel corso delle 4 serate di kermesse, ci sono Antonella Clerici, Diletta Leotta, Mara Venier, Sabrina Salerno, Emma D'Aquino, Francesca Sofia Novello, Georgina Rodriguez, Rula Jebreal, Alketa Vejsiu. Ognuna di loro sta portando la propria femminilità, ma prima ancora i propri valori e la propria vita sul palco dell'Ariston.

Dopo l'intensa, ma anche divertente, dedica alla nonna di Diletta Leotta, è toccato alla giornalista del Tg1 Laura Chimenti emozionare il pubblico, buttando giù la maschera e leggendo pubblicamente una tenera lettera alle sue tre figlie. 

Una lettera in cui la giornalista ha parlato della difficoltà di essere una mamma che lavora, un testo che ha messo in luce le sue mancanze in casa, ma anche le rinunce lavorative che ha dovuto fare e delle quali non si è pentita, poiché le figlie "Sono la sua più grande ricchezza".

Il testo della lettera di Laura Chimenti alle figlie

Ecco il testo completo della lettera di Laura Chimenti alle figlie che ha emozionato l'Ariston:

"Amori miei, se questo fosse un tema da svolgere in classe, il titolo sarebbe 'La nostra famiglia'. Cosa c'è di più rassicurante di quel nido accogliente dove non vediamo l'ora di tornare la sera. Ci penso sempre, ma ve ne parlo troppo poco.

Fare la mamma che lavora è difficile, mi prendete sempre in giro perché dite che non sto un attimo ferma, che sembro Wonder Woman, in effetti mettere al mondo un figlio oggi è una decisione che richiede una grande responsabilità, farne due è coraggioso, tre è proprio da eroi. Fare la mamma che lavora ti costringe a delle scelte, penso a quando l'anno scorso non ho potuto partecipare al suo saggio di fine anno Margherita, o quando tu Gloria, con la voce delicata dei tuoi 5 anni mi chiedi di giocare e la mia risposta è spesso "più tardi, tesoro". Mi dispice, per un figlio una mamma deve esserci sempre. Mi è capitato anche di rifiutare alcune proposte di lavoro come quando aspettavo te Bianca, ma non ho rimpianti, voi non sarete mai un ostacolo, siete la mia più grande ricchezza. 

Sorrido pensando a quando, come un orologio svizzero, arriva puntualissima, pochi attimi prima della messa in onda del telegiornale, la vostra telefonata: corri, corri, sbrigati, su su su, parole sussurrate in fretta, per poi agganciare velocemente ed essere impeccabile all'appuntamento delle 20. Mi viene in mente l'immagine della tavola intorno a cui ci ritroviamo ogni sera, dove ci diciamo 'Ti voglio bene', non con una faccetta che ride, ma con un abbraccio. Dove l'approvazione non è un like, ma una carezza, dov'è il nostro sguardo complice e non una videochiamata a trasmetterci emozioni. Non dimenticate mai questa immagine, che sia di ispirazione per la famiglia che vi costruirete.

Siete tre, ognuna con un carattere ed un aspetto differente, è nell'essere voi stesse che sta la vostra unicità, la vostra grande e meravigliosa bellezza. Io stessa imparo, ogni giorno, qualcosa da voi. Perché diversità è arricchimento. Abbiate stima di voi e rispetto per gli altri e ricordate che l'amore che vi lega sarà la vostra forza. Siete tre sorelle, "piccole, ma grandissime donne". Ecco perché ogni volta che ci abbracciamo, io vi dico 'Non dimentichiamo questo momento, non dimenticate questo momento'. Forse ora non potete capire fino in fondo, ma sono sicura  che se un domani dovrete affrontare momenti bui, quel ricordo vi darà sicurezza.

E la sera, quando posate chi bambole, chi cellulari, che bello vedervi prendere un libro in mano. Lo so, vi fa fatica, a volte, ma state nutrendo la vostra anima e questo - fidatevi di vostra madre - vi renderà capaci un giorno di prendere le giuste decisioni.Vi renderà donne libere, e quando andrete avanti da sole, ricordatevi sempre di guardare indietro, perché è dalle vostre radici, dall'abbraccio del vostro passato, che crescerà quella pianta forte, ricca  e rigogliosa che sarà il vostro futuro. Vi amo, mamma".

Riflessioni sulla lettera di Laura Chimenti alle figlie

Una lettera passionale, bella, ricca, che ha permesso al pubblico del Teatro Ariston e ai telespettatori a casa, di conoscere meglio Laura Chimenti. La professionale giornalista, volto del tg delle 20 su Rai1, si è messa a nudo, parlando di ciò che più le sta a cuore: le figlie appunto. Margherita, Gloria e Bianca: sono state per loro quelle dolci, intense parole, ricche di amore.

"Fare la mamma che lavora è difficile", ha esordito la Chimenti, ma la sua non è stata una giustificazione e questo lo si è percepito subito. Al contrario, infatti, la giornalista si è esposta, sottolineando le sue assenze, le sue stanchezze, quelle che una mamma non dovrebbe avere o manifestare, ma che caratterizzano tutte le mamme, qualunque sia il lavoro che svolgono. 

La sua lettera è stata un inno d'amore ma anche un augurio profondo alle figlie per il futuro che ancora hanno da costruire. Una dedica che ha messo il punto anche sull'importanza di sedersi tutti insieme a tavola, di abbracciarsi, di posare giochi e cellulari, per leggere un libro che, come la stessa giornalista ha affermato "nutre l'anima".

Una lettera profonda, che a noi mamme è piaciuta, nella quale ci siamo riviste. Un bel messaggio passato attraverso un palcoscenico che non trasmette solo musica ...

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