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La mia infanzia negli Anni Ottanta

di Francesca Capriati - 20.06.2018 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La mia infanzia negli Anni Ottanta: come giocavamo, che musica ascoltavamo e quali cartoni guardavamo. Viaggio revival per genitori over 40

La mia infanzia negli Anni Ottanta

Avvertenza: questo è un articolo revival. Uno di quei pezzi dal mood nostalgico in cui il flusso dei ricordi si sussegue senza interruzioni, una fotografia di canzoni, oggetti, memorie della mia infanzia anni Ottanta. Lo spunto viene dal sessantesimo compleanno del Chupa Chups, la famosissima caramella col bastoncino. Leggevo che il Chupa Chups nasceva nel 1958, allora si chiamava Gol ed era una caramella che non sporcava le mani e non le lasciava tutte appiccicaticce. Negli anni Settanta cambiò il logo che venne disegnato nientedimeno che da Salvador Dalì e oggi viene venduto in più di 100 Paesi del mondo ed è ancora il leccalecca più amato dai bambini, proprio come lo era per noi nei primissimi anni Ottanta. Ma se ripenso alla mia infanzia, che come ogni quarantenne di oggi ricordo con nitidezza, mi vengono alla mente anche i primi cartoni animati, i giocattoli, le canzoni e le atmosfere. Proviamo a tornare indietro.

I cartoni animati

Anche io, come tutti i quarantenni, faccio parte a pieno titolo della cosiddetta “generazione Goldrake”. Atlas ufo robot, che tutti conosciamo come Goldrake fu la prima serie robotica giapponese a cartoni animati ad approdare in Italia e venne trasmessa su Rai Due nell'aprile del 1978. Ancora oggi se sento la sigla-tormentone mi emoziono e ricordo di me piccolina che insieme a mia sorella non perdevamo una puntata ed eravamo innamorate di Actarus.

Ma la mia infanzia televisiva è stata segnata anche da una marea di lutti: Heidi, Candy Candy, Lovely Sara, Anna dai capelli Rossi, Dolce Remy...tutti poveri bambini orfani che combattevano sfide più grandi di loro.

Una menzione speciale, però, va a Lady Oscar che era il mio cartone preferito. Arrivato in Italia nel 1976 e riproposto negli anni successivi, le storie di Oscar François de Jarjayes hanno segnato i miei primi turbamenti con i suoi protagonisti (dalla bella regina Maria Antonietta al fedele Andrè fino al Conte di Fersen, idolo sexy di tutte noi ragazzine, al pari solo di Terence!).

Le canzoni

Cosa resterà di questi anni 80?” cantava Raf in un celebre pezzo. Ebbene, cosa è rimasto della musica di quegli anni? Moltissimo! Da Michael Jackson all'eterna rivalità tra Spandau Ballet e Duran Duran, da Madonna ai pezzi dance e pop, la colonna sonora anni Ottanta è ricchissima di canzoni super famose che ciascuno di noi associa ad un periodo, ad un ricordo, ad un cambiamento nella propria formazione. Se, come dice la psicologa Robyn Fivush della Emory University, della nostra infanzia ricordiamo poco o nulla ma ciò che resta è soprattutto il ricordo legato ad un coinvolgimento emotivo, la musica ha fatto molto per consolidare le memorie di quando eravamo piccoli.

Una piccola classifica delle canzoni dei miei anni Ottanta?

  • Save a prayer – Duran Duran - 1982: questa poesia dei Duran Duran è in assoluto al primo posto della classifica musicale della mia infanzia. Uscì nel 1982, una poesia in musica che ancora oggi mi emoziona.  A quell'epoca il mondo si divideva in fan degli Spanday Ballet e fan dei Duran Duran. Ecco, io ero una duraniana sfegatata e adoravo John Taylor: il suo poster era attaccato alla parete sul mio letto, scrivevo brevi romanzi dove io e lui ci amavamo e provai una certa invidia quando una certa Clizia pubblicò un libretto che si intitolava “Sposerò Simon le Bon” (dal quale hanno pure tratto un film).

  • Like a Virgin – Madonna - 1984: questo pezzo evergreen di Madonna uscì nel 1984, avevo dieci anni e non è che capivo bene cosa significasse ma si ballava e si cantava
  • Thriller - Michael Jackson  - 1987: ecco, questo sesto album di Michael Jackson uscito nel 1987 me lo feci comprare da papà, e lo ricorderò per sempre con la sua copertina passata alla storia. Erano pochi gli LP che chiedevo di comprare perché la maggior parte della musica ce la registravamo con la musicassetta: aspettavamo che in radio passassero i nostri brani preferiti e premevamo rec. E ricordo ancora oggi nitidamente la fregatura di quando il DJ parlava sopra la musica (grrrr)
  • Walk like an Egyptian - The Bangles – 1986: ricordo bene mio padre, cultore della musica classica, che faceva il verso a questa canzoncina super ballabile e secondo lui parecchio stupidina
  • Relax - Frankie Goes to Hollywood -1983: non potevo di certo comprendere la scabrosità del testo, ma la ballavamo e cantavamo a squarciagola e avevamo solo 9 anni!
  • The Final Countdown – Europe - 1986: non mi piacevano particolarmente questi capelloni nordici che facevano musica heavy metal, ma la mia sorellina li adorava e nella nostra stanza campeggiava un gigantesco poster di Joey Tempest
  • Through The Barricades – Spandau ballet - 1986: resto duraniana nel cuore ma sono anche una persona intellettualmente onesta e non posso non inserire in classifica questa poesia in musica degli Spandau ballet, in inno contro la guerra
  • Wake me up before you go-go - Wham! –  1984: ah gli Wham! Ah George Michael, un altro degli idoli della musica pop della nostra infanzia.

I nostri giochi

Non vi annoierò con la solita solfa stile pensionato di quando eravamo piccoli e giocavamo con poco, non avevamo i videogiochi o i tablet ed eravamo più felici. Come giocavamo me lo ricordo bene: in primavera e in estate scendevamo nel cortile e giocavamo alla Settimana, Palla Avvelenata, Color Color, Nascondino, ma poi diventati più grandicelli organizzammo una specie di set cinematografico per mettere in scena degli spettacoli. Naturalmente io scrivevo le storie, gli altri mettevano in scena esercitavano e ci divertivamo come matti.

In inverno si giocava a casa con gli amichetti del palazzo: passavamo giornate intere a giocare con i Playmobil, a Subbuteo e di certo non esistevano edicole straboccanti di giochini più o meno inutili e ricordo molto bene quando, dopo lunghissime insistenze, mia madre mi comprò la famosa “palla rimbalzina” che ci riproponevano in continuazione in televisione.

E anche noi avevamo i videogiochi! Negli anni '80, la rivoluzione  arrivò in casa nostra sotto forma di Commodore 74 con il quale giocavamo a Frogger (una ranocchia doveva attraversare la strada senza finire sotto le macchine, una specie di antenato del moderno Crossy Road), Hyper Olimpics (con tutte le discipline olimpiche e una grafica davvero orribile), Hercules: Slayer of the Damned e quello che amavo di più, Friday the 13th (una specie di horror ammazza zombie!).

Memorie sparse

Vorrei provare a concludere questo viaggio già piuttosto lungo, ma poi mi sembra irrispettoso non menzionare:

  • la Girella: la merendina che ancora oggi i miei figli amano pazzamente e che allora non mancava mai;
  • le sorprese che uscivano dal Nesquik o dai pacchi di merendine Mulino Bianco (nelle indimenticabili scatole di fiammiferi) o dalle patatine;
  • le Crystal Ball: dai bei colori e dall'odore nauseabondo...;
  • i giochi da tavolo: il mitico Brivido, ma anche Forza Quattro, Indovina Chi, Monopoli...

Ora passo e chiudo, ma aspetto i vostri ricordi anni Ottanta!

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