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La maternità migliora il cervello delle donne

di Francesca Capriati - 28.01.2011 Scrivici

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Dagli Stati Uniti arriva una teoria rivoluzionaria : il parto rende più intelligenti e migliora le abilità delle donne. In barba ai luoghi comuni duri a morire

Maternità migliora cervello

Le mamme in fondo lo sapevano già. Sin dalle prime volte in cui sono state costrette a stirare con un bambino appeso alle gambe, la pentola sul fuoco, il trillo del telefono in sottofondo e si sono sentite all’altezza della situazione. Questione di abilità tutta femminile di poter fare mille cose senza sentirsi sopraffatte (negli States lo chiamano multi-tasking), ma anche questione di cervello.

Sul Cervello delle Mamme esce in questi giorni un libro a firma di Katherine Ellison, affermata giornalista e madre di due figli, che ha indagato parecchio sulla straordinaria capacità che hanno le madri di tirar fuori il meglio di sé stesse dopo il parto. Alla fine dei suoi studi, la Ellison è giunta a una conclusione che fa tanto bene al nostro ego: il parto modifica, anzi migliora, il cervello delle donne. Bando a tutte le teorie e ai luoghi comuni che ci hanno rifilato fino ad oggi secondo cui le donne con la maternità diventano meno efficienti, più distratte, più melense.


Niente affatto! Il cervello delle mamme diventa più plastico, più flessibile e soprattutto più efficiente. Di un’efficienza che non si misura solo con la quantità di lavoro che si riesce a evadere, ma soprattutto con un incremento straordinario di capacità motivazionali, sociali, emotive, pratiche. Il merito è del parto, della straordinaria esperienza della maternità e dell’ossitocina, l’ormone che favorisce l’apprendimento, la memoria e l’instaurarsi di un legame con il bambino.

Se guardiamo noi stesse o le nostre amiche mamme questa teoria così suggestiva trova una sua applicazione pratica tutti i giorni. Le mamme sono più efficienti, pratiche, capaci di pensare a più cose nello stesso tempo e sono flessibili, motivate dalla loro maternità, capaci di rivedere le priorità e di essere organizzate. Tutto ciò non deve tradursi nel tentativo di aderire al modello della super-mamma che non sbaglia mai, che non ha mai bisogno di un momento per sé stessa, che è sempre disponibile, sorridente, efficiente. Nulla di tutto ciò. Dobbiamo essere noi stesse, le stesse donne che eravamo prima della maternità, solo possiamo cogliere le grandi opportunità che la maternità ha dato alla nostra vita: possiamo accogliere i cambiamenti psicologici e cerebrali provocati dall’essere diventate madri e trasformarli in energia positiva per noi stesse e per chi ci circonda. 
 

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