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Figli adolescenti. Accorgersi di essere incinta a 48 anni

di Emmanuella Ameruoso - 17.01.2018 Scrivici

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Fonte: iStock
Quale significato assume per una donna rimanere incinta dopo i 40 anni e con figli adolescenti? Ecco i consigli della psicologa per affrontare incomprensioni e problemi che derivano da un rapporto scontroso

Incinta dopo i 40 anni e con figli adolescenti

"Ho 17 anni e mezzo e vivo un rapporto scontroso e difficile con mia madre. Mi sento stanca di tutto, la scuola fa schifo, ho solo due amiche neanche tanto simpatiche, a casa poi c'è mia madre che oltre a rompere mi sgrida perché dovrei andare meglio a scuola, lei infatti è un'insegnante, è davvero insopportabile. Io non me ne intendo di psicologia o donne isteriche, ma mia madre è davvero troppo stressante. Lo dico perché ne giudico i difetti, che non riesco a sopportare: è saccente, severa, adesso poi c'è il fatto che è incinta di due mesi, lei ha 48 anni e quando l'ho saputo ho iniziato a temere che dovrò impazzire... È fissata con i compiti, vuole che sia sempre tutto in ordine. Io frequento la stessa scuola dove insegna lei e anche i suoi alunni non la sopportano...da quando poi è incinta è come se mi fosse caduto il mondo addosso, perché comanda me e mia sorella a bacchetta dicendo che, essendo incinta, ha ancora più responsabilità. Come superare questo momento difficile?"

Prendendo spunto da questa lettera scritta da una ragazza adolescente e leggendola attentamente si può già comprendere un primo aspetto delle problematiche che possono insorgere allorquando una donna, in periodo premenopausale, si accorge di essere incinta e al contempo ha figli in età adolescenziale che hanno ancora tanti bisogni da soddisfare. Ma che fare? Quali bisogni hanno i figli adolescenti In adolescenza non si è ancora pienamente maturi, anzi gran parte dello sviluppo riguarda proprio tale periodo e nonostante i ragazzi facciano di tutto per divenire autonomi dai propri genitori hanno ancora bisogno di loro.

L’esigenza di apparire, sentendosi adulti e in grado di autogestirsi, è molto forte. Hanno necessità di ritagliarsi i propri spazi, di essere compresi e di vivere ancora la spensieratezza e le problematicità legate alla crescita. Per certi versi hanno l’urgenza di sentirsi liberi da restrizioni o responsabilità poiché ciò comporta un certo peso emotivo soprattutto se i genitori, o uno in particolare, sono esigenti. È giusto comunque, seppur nei limiti, renderli consapevoli della loro maturità permettendogli di partecipare alle questioni familiari rispettando i reciproci ruoli. Quando naturalmente, questi vengono scombinati o interposti, il brutto voto a scuola diventa un campanellino d’allarme e pertanto andrebbe ascoltato poiché potrebbe trasformarsi in qualcosa di più difficile da gestire :

È fissata con i compiti, vuole che sia sempre tutto in ordine. Io frequento la stessa scuola dove insegna lei e anche i suoi alunni non la sopportano…

È quindi giusto considerare le loro richieste facendoli altresì contribuire, in qualità di figli, al rispetto delle esigenze di tutti.

Il significato della gravidanza prima della menopausa 

Il figlio desiderato o “capitato” a ridosso della menopausa ha un significato davvero importante, nello specifico legato alla femminilità. I periodi particolarmente significativi nella vita di una donna sono la comparsa del ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa. Con quest’ultima la possibilità di procreare cessa e molte associano tale avvenimento alla fine della propria femminilità. L’evento è contrassegnato da un vissuto che può indurre sofferenza o comunque un rifiuto della nuova condizione: non si è più giovani, il proprio corpo sta evolvendo verso una nuova fase dell’esistenza, la vecchiaia. Pertanto, una gravidanza in prossimità della menopausa restituisce il potere legato alla capacità procreativa, alla possibilità di generare una vita e di assorbire tutti i benefici che tale condizione comporta, seppur con notevole fatica.

Inversione dei ruoli

L’impegno genitoriale nel periodo adolescenziale dei propri figli comporta una serie di impegni non indifferenti: per quanto grandi, hanno ancora bisogno di essere seguiti sia sul piano pratico sia emotivo. La scuola, le amicizie e le loro possibili crisi hanno necessità di una risposta e di un sostegno da parte degli adulti. In un contesto familiare, l’uomo ha proprio la funzione di aiutare la compagna a rendere autonomi i figli favorendo la loro emancipazione. Ma se questo non avviene o il padre in questione partecipa parzialmente a tale processo, è chiaro che la donna incontra molte difficoltà.

Una gravidanza comporta attenzione alla propria salute e a quella del piccolo che sta crescendo e pertanto se l’ausilio non emerge all’interno della coppia, la donna ha bisogno di appoggiarsi. In tale contesto è facile che chieda supporto ai propri figli non certi entusiasti di fornirlo, soprattutto se all’interno del loro rapporto emergono conflittualità o dinamiche piuttosto complesse da gestire. Per una donna rivivere a distanza di anni la gravidanza con energie e prospettive differenti rispetto al primo figlio, ha molteplici significati.

Sul piano biologico, a 48 anni, dimostra di essere ancora feconda e pertanto la sua femminilità è preservata, dall’altro, secondo le interpretazioni psicoanalitiche, la difficoltà a ‘cedere’ il “testimone” alle figlie adolescenti, ormai in età procreativa, può essere indicativo della propria reticenza a “cedere il passo” al corso naturale della vita. Il significato inconscio non è del resto chiaro ed evidente a chi associa tale eventualità al caso ma sul piano psicodinamico tale passaggio risulta rilevante per comprende tante sfaccettature riguardo alla donna, ai figli ed al loro reciproco rapporto. È quindi indispensabile, non soltanto coinvolgere il partner nel percorso di crescita dei figli adolescenti, ma anche per il sostegno che lui stesso può fornire alla gravidanza. È importante inoltre far in modo di rispettare i propri ruoli all’interno della famiglia sia in riferimento ai genitori come figure di attaccamento sia ai figli che hanno ancora bisogno di soddisfare le loro esigenze e di attribuire il giusto peso all’evento non venendone fagocitati.

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