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Il miglior regalo per la Festa della Mamma? Il tempo per sè stessa

di Francesca Capriati - 24.04.2024 Scrivici

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Miglior regalo per la Festa della Mamma: qual è il regalo migliore per la mamma? Del tempo per sè stessa. La psicologa lo chiama il tempo della cura

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Miglior regalo per la Festa della Mamma

Il tempo di cui una mamma ha veramente bisogno è il tempo per se stessa. E forse il miglior regalo per la Festa della Mamma è proprio questo: non cioccolatini, fiori o gioielli, ma tempo. Quello che Giovanna Giacomini, pedagogista, formatrice e ideatrice del paradigma pedagogico Scuole Felici®, chiama "tempo della cura e per spiegare esattamente cosa significa fa ricorso al concetto di self-compassion

Cosa significa self-compassion

"La self-compassion è un'abilità che può essere sviluppata da chiunque ed è un potente strumento per gestire stress, ansia e altre emozioni difficili. La self-compassion implica la capacità di sviluppare un atteggiamento di cura verso se stessi agendo con la medesima gentilezza e cura che utilizzeremmo per le persone a noi care. C'è un crescente numero di evidenze che suggerisce che la self-compassion sia associata a un maggiore benessere psicologico e a una minore ansia e depressione. Questo termine è stato introdotto per la prima volta dalla psicologa statunitense Kristin Neff nel suo libro del 2003, Self-Compassion: The Proven Power of Being Kind to Yourself. Da allora, la self-compassion è stata oggetto di numerosi studi di ricerca (oltre 500), che ne hanno dimostrato i numerosi benefici." 

E allora facciamo un regalo a noi stesse

Ogni regalo, se fatto con il cuore e soprattutto, se fatto dal proprio bimbo o dalla propria famiglia, sarà sempre visto da una mamma come il regalo più bello del mondo; ma cosa desidera lei veramente? Cosa le manca? Il Tempo!

Si sa, anche la famiglia per le donne può diventare un secondo lavoro, soprattutto durante le feste quando, prima di poter realmente festeggiare occorre pulire, mettere in ordine, fare la spesa, preparare il pranzo per tutti i parenti e ancora sistemare, giocare con i figli e chiacchierare amabilmente con tutti. 

E allora per la Festa della Mamma facciamoci un regalo.

Perché se nessuno ci regala il tempo allora dobbiamo prendercelo noi.

"Nella mia esperienza di formatrice lavoro con moltissime donne, molte sono libere professioniste e imprenditrici e per di più nel settore socio-educativo che rappresenta per eccellenza l'ambito della cura. Questo significa che le donne si occupano di bambini e famiglia sia durante il lavoro sai nella propria vita personale. Sono moltissime le donne che nella loro vita si dedicano all'assistenza di familiari anziani o malati. In pratica, come in un'equazione matematica, parliamo di cura dell'altro al quadrato", dice Giovanna Giacomini e "molto spesso sono donne che dichiarano di non avere mai tempo per sé, di essere stanche, di una stanchezza mentale, più che fisica. Il carico mentale è quel fenomeno per cui le donne sentono su di sé tutte le responsabilità quotidiane. Nella gestione del lavoro, della famiglia, della casa si trovano insomma a dover pensare a ogni minimo particolare."

E allora anche il tempo libero, che dovrebbe essere un momento di relax e rigenerazione, diventa anch'esso "programmato" e spesso sfruttato al massimo per cercare di fare tutto.

Prendersi del tempo per rilassarsi, dedicarsi a passioni personali o semplicemente respirare può essere fondamentale per il benessere mentale e fisico. Le mamme, come tutti, meritano di prendersi cura di sé stesse e di ricaricare le proprie energie.

Forse è giunto il momento di rivalutare il concetto di tempo libero e di imparare a coltivarlo come un vero e proprio dono per noi stessi. Solo quando impariamo a prenderci cura di noi stessi possiamo veramente prendere cura degli altri in modo efficace e sostenibile.

Come possiamo riuscire a regalarci tempo?

Innanzitutto imparare a dire di no, chiedere quello che ci serve e imparare a fare pace con il nostro più grande nemico, il senso di colpa.

Serve, poi, essere più flessibili: il carico va distribuito, senza il timore di perdere il controllo accettando che chi ci sta vicino faccia la sua parte e che lo faccia a modo suo, anche se questo non ci piacerà.

"Il problema sono le aspettative che abbiamo. Il desiderio di perfezione fa a pugni con il benessere. Ci limita e ci toglie il piacere. La felicità, infatti, non è uno stato di grazia in cui tutto è meravigliosamente perfetto. La felicità è solo un momento che possiamo assaporare se ci siamo dentro, se siamo nel qui e ora e sappiamo apprezzare tutto quello che abbiamo. Come un mantra, possiamo imparare che io mi amo per quello che sono e posso gioire di quello che ho proprio adesso e che domani è un altro giorno", conclude Giovanna Giacomini.

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