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Origini e significato di Halloween: feste da brivido

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Origini e significato di Halloween, una festa che prende sempre più piede anche in Italia

Origini e significato di Halloween

Ormai anche in Italia la festa dei morti viene chiamata Halloween  e si organizzano feste per grandi e bambini, ma l’America con “Dolcetto o scherzetto” non ha inventato niente di nuovo. Ma qual è il significato di Halloween? Si tratta di una festa dalle radici ben più antiche e pagane.

Le origini di Halloween

I Celti festeggiavano Samhain (pronuncia sàuin, ma anche sàun o sevèn) che indicava la stagione invernale. Samhain è anche noto come Calan Gaeaf in Galles. Per i Celti l’anno nuovo cominciava con la luna crescente dopo l'equinozio d'autunno a Samhain (il 1° novembre), così che cadesse sempre nello stesso giorno del ciclo solare. L’anno consisteva di 13 mesi; 12 come gli odierni e un mese di 3 giorni alla fine di ottobre che collegava l'anno vecchio al nuovo. La vigilia di Samhain (in irlandese Oidhche Shamhna) era la festività principale del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre e rappresentava l’ultimo raccolto. 

Oggi in Irlanda Oíche Shamhna indica la notte di Halloween. I falò hanno sempre avuto un ruolo importante in questa festa. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per tre giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti. In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

Quando i Romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono Samhain con la loro festa dei morti (Lemuria) che era però celebrata nei giorni attorno al 13 maggio. La celebrazione di "Ognissanti", in inglese "All Saints' Day", denominato anche "All Hallows' Day" presso gli antichi, iniziava sin dal tramonto del 31 ottobre, perciò la sera del 31 ottobre assunse il nome di "All Hallows' Even", successivamente contratto in "Halloween". L'evangelizzazione delle Isole Britanniche portò con sé un nuovo concetto della vita, molto distante da quello celtico e durante tale periodo la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Halloween non fu completamente cancellata, ma fu in qualche modo cristianizzata, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre. 

Fu Odilone di Cluny, nel 998 d.C., a dare l'avvio a quella che sarebbe stata una nuova e longeva tradizione delle società occidentali. Allora egli diede disposizione affinché i monasteri dipendenti dall'abbazia celebrassero il rito dei defunti a partire dal vespro del 1° Novembre. Verso la metà del XIX secolo, l’Irlanda fu investita da una terribile carestia, ancor oggi ricordata con grande partecipazione dagli irlandesi. In quel periodo per sfuggire alla povertà, molte persone decisero di abbandonare l'isola e di tentar fortuna negli Stati Uniti, dove crearono, come molte altre nazionalità, una forte comunità. All'interno di essa venivano mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria, e tra di essi il 31 Ottobre veniva celebrato Halloween. Ben presto, questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale. Ecco, dunque le origini e il significato di Halloween.

Divertenti tradizioni familiari per Halloween

La leggenda di Jack O’Lantern

Narra la storia che, tanti e tanti anni fa, viveva in Irlanda un vecchio fabbro di nome Jack, ubriacone e taccagno, e che costui, la notte di Halloween, aveva incontrato per caso in un pub il Diavolo, venuto per reclamare la sua anima. Il vecchio stava per cadere nelle mani di Satana, quando, con uno stratagemma, riuscì ad imbrogliarlo facendogli credere che gli avrebbe dato la sua anima in cambio, però, di un'ultima bevuta. Il Diavolo, così, si trasformò in una monetina da sei pence per pagare l'oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire ad intascarsela. Poiché, poi, possedeva anche una croce d'argento, il Diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria. Jack, allora, stipulò un nuovo patto col Diavolo: lo avrebbe lasciato andare purché questi, per almeno 10 anni, non fosse tornato a reclamare la sua anima. Satana accettò. Dieci anni dopo, Jack e il Diavolo si incontrarono di nuovo e Jack, sempre con uno stratagemma, riuscì a sottrarsi al potere del Principe delle Tenebre e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato mai più.

Il Diavolo, che si trovava in una situazione difficile, non poté far altro che accettare. Quando Jack morì, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso al Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell'Inferno; il Diavolo, però, che aveva promesso che non lo avrebbe cercato, lo rispedì indietro tirandogli addosso un tizzone infernale ardente. Jack se ne servì per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo mise sotto la rapa che stava mangiando. Quando gli Irlandesi si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché le rape non sono in America così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le più comuni zucche.

Le tradizioni di Halloween

Leggiamo su Dienneti che è  tradizione in Europa e soprattutto in Italia allestire dolci particolari nei giorni a ridosso del 2 novembre, che spesso ricordano nel nome questa ricorrenza o nella forma e consistenza quella di un osso. Altro riferimento ricorrente è alla dita delle mani, mentre il dolce a forma di cavallo è probabilmente legato alla leggenda di Proserpina. Tante, quindi, sono le ricette di Halloween per bambini.

  • "Fave da morto" o "fave dolci"

pasticcini alla mandorla, di forma ovoidale e schiacciata, cosparsi di zucchero a velo; hanno l'aspetto di un amaretto, ma presentano una consistenza maggiore (Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche). 

  • "Ossa da mordere"

biscotti di consistenza dura, con mandorle ed albume d'uovo (Piemonte e Lombardia)

  • "Ossa di morto"

biscotti dalla forma oblunga (Veneto), talvolta ricoperti da cioccolato (Sicilia). In Sicilia, secondo la versione originaria, le "Ossa di morto" sono di consistenza molto secca e di colore bianco e marrone. Con zucchero, farina, albume e acqua di chiodi di garofano, vengono chiamate anche " Paste di Garofano" o " Mustazzola" per la loro durezza.

  •  "Dita di apostolo"

dolce a forma di mano, a base di pasta all'uovo e riempito di mousse di ricotta e panna, tipico della pasticceria siciliana.

  • Pupi di zucchero (o, in siciliano: pupaccena, pupi di zuccaro)

presenti nella tradizione siciliana, si tratta di statuette di zucchero colorato, riproducenti paladini o generiche figure maschili e femminili (i morti, gli antenati della famiglia).

  • Le "Ossa di morto"

presenti anche nel Senese, con origine a Montepulciano. Di consistenza friabile e di forma rotonda, sono impastati con le mandorle tritate.

  • Derivati del pane "I cavalli"

pane di grandi dimensioni, a forma di cavallo (Trentino Alto Adige). 

  • "La mani"

pane a forma circolare con due mani che si uniscono (Sicilia).

  • "Pane dei morti"

piccoli panini dolci, a base di biscotti sbriciolati, ripieni di frutta candita e confezionati su ostie (Lombardia).

a cura di Paola Fabris

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