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Perché dire basta alla guerra tra mamme

di Laura Losito - 21.08.2017 Scrivici

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Fonte: iStock
I terreni di scontro tra mamme sono tanti, dall'allattamento al parto. Ecco perché bisogna ricordare che non siamo stereotipi, ma persone, ognuna con la propria storia, ed è importante accettare le scelte degli altri, senza giudicare

Guerra tra mamme

Tra neomamme, sul web ma non solo, purtroppo non sempre vige solidarietà e sorellanza, anzi. I terreni di scontro sono tanti, a partire dall’allattamento fino al tipo di parto. Le due fazioni più estreme vedono schierate da un lato le mamme che si considerano le uniche degne di questo nome in quanto più disposte al sacrificio (quelle che hanno partorito naturalmente e senza anestesia, che hanno allattato solo al seno, eccetera); e dall’altro lato quelle che si atteggiano invece a vere donne che non hanno rinnegato sé stesse per la maternità, e che si sforzano continuamente di dimostrare che la loro vita non è cambiata e che non sono diventate “schiave dei propri figli”.

Fortunatamente, in mezzo a questi due estremi ci sono tante sfumature: non siamo stereotipi, ma persone, ognuna con il proprio background, la propria personalità, situazione familiare, eccetera. Forse il segreto per cominciare a fare l’amore e non la guerra è proprio accettare l’unicità di ogni situazione.

  • Capire che in molti casi non si tratta di scelte: vedi l’allattamento al seno o il parto naturale o cesareo. E anche quando invece sono proprio scelte, vanno rispettate, perché in fondo non conosciamo nulla della persona che stiamo attaccando, o accusando, su Facebook o sui forum.
  • Allevare figli non è una scienza esatta: al netto di situazioni estreme ed eccezionali, tutte stiamo facendo del nostro meglio e la presunzione che solo il nostro modo di essere mamme è giusto, non può portare a niente di buono.
  • Solo aprendo la mente e imparando ad ascoltare davvero gli altri, senza partire da un pregiudizio o - ancor peggio - da un estremismo di qualsiasi tipo, il tempo che passiamo su internet nei siti di mamme sarà ben speso. Perché forse potremmo capire che noi non siamo le uniche ad aver partorito con dolore.
  • Che il fatto di aver allattato con i tagli e le ragadi non ci rende in assoluto mamme migliori di chi ha sempre dato solo il biberon.
  • Che un giorno nemmeno troppo lontano aver dato gli omogeneizzati o le pappe fatte in casa non farà alcuna differenza.

Capire tutto questo, iniziare a vedere al di là del nostro naso, è importante, perché ci consente di considerare delle alternative a tutto ciò che davamo per certo e ineluttabile. Valutare di cambiare le proprie opinioni, o di ammorbidirle, o riadattarle ad una mutata situazione, è solo segno di intelligenza.

Quando quindi vediamo per strada o su internet una mamma che fa qualcosa che secondo noi è sintomo di mancanza di impegno e devozione, prima di giudicarla prendiamoci un attimo a pensare: siamo davvero sicure che sia così? Quanto conosciamo questa persona per essere certe che non stia facendo del suo meglio, come tutte noi? Chi siamo per misurare l'amore che prova verso i suoi bambini? E soprattutto, possiamo dire con certezza che a noi non succederà mai, di far dormire il neonato del lettone piuttosto che no, di promettere al treenne un giornalino se sta buono dal parrucchiere, di metterlo davanti alla televisione solo per stare mezz'ora al telefono con un'amica?

Spesso smettere di giudicare è qualcosa che viene naturale, con l’esperienza e magari con l’arrivo di un secondo figlio che fa tremare le nostre granitiche certezze. Oppure è il primogenito che cambia e, da neonato angelico che ha iniziato a dormire ogni notte a tre mesi, che a sei ha iniziato di buon grado lo svezzamento e che abbiamo sempre portato con noi ovunque, d’un tratto (complice l’arrivo dei “terrible two”) sembra un’altra persona. Credevamo che stesse buono al ristorante o al supermercato perché lo avevamo abituato da subito, non come “certe mamme”.

E improvvisamente ci ritroviamo a mettergli in mano il cellulare con una puntata di Peppa Pig giusto il tempo di racimolare le cibarie più urgenti senza pianti e capricci isterici. Già, proprio noi che “guarda la mamma snaturata che dà già il cellulare al bambino.” Credevamo che i pasti fossero una passeggiata perché siamo state così brave da abituarlo a sapori diversi fin da piccolo, e abbiamo seguito a menadito tutte le regole dello svezzamento perfetto. E improvvisamente lui inizia a rifiutare qualsiasi pietanza, tanto che ci capita, in preda alla disperazione, di dargli i biscotti per cena purché assuma qualche caloria. Sì, proprio noi, quelle che in segreto pensavano che se il bambino non mangia in fondo è colpa della mamma che non si impegna ai fornelli/che non varia abbastanza i cibi/che gli dà schifezze fuori pasto.

E sapete che c’è? C’è che siamo state effettivamente brave a impegnarci al massimo nella cura del nostro piccolo, ma semplicemente, ciò non è sempre garanzia del successo. E sbatterci il naso, ammettere che siamo diventate esattamente come quelle mamme di cui sparlavamo, anche se in un primo momento ci farà sentire avvilite e sconfitte, alla lunga si rivelerà una ricchezza.

Ci farà capire che anche noi ogni tanto abbiamo bisogno di chiedere aiuto, che non serve essere inattaccabili per essere buone mamme, e che il bambino perfetto in assoluto non esiste, ma esiste quello perfetto per noi. Ed è quello che teniamo tra le braccia. Facciamo quindi del nostro meglio e quello che reputiamo più giusto nei confronti nostri e del nostro bambino, ma mettiamo da parte l’arroganza e cerchiamo di aprire bene occhi e orecchie, soprattutto quando ci imbattiamo con qualcuno che la pensa in modo opposto al nostro. Potremmo scoprire che ha più ragione di quel che pensavamo. Oppure no, ma sentire un’altra campana ci avrà comunque arricchito. Tutte siamo vittima di pregiudizi, ma smettendo noi per prime forse potremmo fare la differenza.

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