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Back to school: Insieme si riparte

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La giornata tipo di una mamma e il suo bambino durante il back to school

di Francesca Capriati - 15.09.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Come si svolge la giornata per una mamma e per suo figlio durante il periodo scolastico

Mai come quest'anno abbiamo atteso tanto la riapertura della scuola. Devo ammettere che sia io che il mio bambino verso la fine del mese di agosto amiamo tornare a casa nostra, in città, dove ritroviamo le cose più care, quelle che ci hanno coccolato per tutto l'inverno e che sembrano essere lì, ad aspettarci mentre siamo assenti per le vacanze, dandoci immediate certezze e un senso di serenità. 

E amiamo anche prepararci al ritorno a scuola comprando lo zaino e gli accessori, rivedendo gli amici di scuola e ricominciando le nostre attività sportive. 

Mio figlio ha aspettato con emozione e ansia il ritorno in classe dopo tutti questi mesi e mai come quest'anno le nostre giornate si svolgono all'insegna della spensieratezza e di un certo entusiasmo anche nei confronti di impegni e compiti che prima erano più gravosi.

Da una settimana prima dell'inizio della scuola si è gradualmente abituato ad andare a dormire prima e a svegliarsi in un orario sempre più vicino a quello invernale. Non è stato facile, dopo sei mesi di "sonno libero" ma devo dire che anche in questo mio figlio sembrava pronto a ricominciare e ha apprezzato un lento ritorno alla normalità e a dei ritmi più regolari. 

La mattina, quindi, amo alzarmi molto presto e godere del silenzio, del caffè sul divano per poi svegliare il mio piccolino con tante coccole. La colazione insieme è da sempre un must di casa nostra. Lui, che è un gran golosone, mangia la sua merendina preferita e io programmo la giornata.

Usciamo di casa e andiamo a scuola a piedi, incontrando amici e mamme. Prima di entrare mi saluta con la mano e si avvia trotterellando verso il cortile in compagnia di qualche compagno. 

Lavoro in smart working, quindi, dopo una immancabile sosta al bar con le amiche mamme della scuola, mi fermo al supermercato sotto casa per fare la spesa e poi rientro per collegarmi con i colleghi. 

La mia mattinata si svolge silenziosa e tranquilla tra lavoro e qualche faccenda domestica, faccio una pausa pranzo rigorosamente lontano dagli schermi, e poi riprendo a lavorare fino alle 16, quando scendo verso la scuola per prendere mio figlio. 

Aspetto l'apertura del cancello sempre con gioia e i bambini non deludono mai: quando suona la campanella escono correndo oppure chiacchierando tra loro e mi accorgo che il mio bambino cerca in mezzo alla folla dei genitori cercandomi. L'espressione del suo viso quando riesce a scorgermi è una delle cose più belle della giornata: si illumina, sorride, poi torna a chiacchierare con il suo amichetto. 

Il pomeriggio è dedicato a lui e ai suoi impegni: due volte alla settimana andiamo alla scuola calcio, e  negli altri giorni invece scatta immediatamente la domanda "Lorenzo può venire a casa a giocare?".

Dall'anno scorso è cambiato qualcosa: Lorenzo è il suo amichetto del cuore e si vedevano almeno due pomeriggi a settimana per giocare a casa. Quest'anno siamo in prima elementare e prima dei giochi bisogna fare dei compiti. Niente di complicato: due schede con le lettere, oppure una paginetta di lettura. Compiti semplici che spesso fanno insieme rapidamente per avere più tempo per poter giocare.

Mi piace avere i bambini a casa il pomeriggio, preparo delle merende, una torta, oppure ci fermiamo al supermercato insieme tornando a casa per scegliere insieme a loro le merendine che preferiscono quel giorno. 

Nei giorni in cui non ci sono amichetti con cui giocare dopo la scuola amiamo restare in giro: una passeggiata in centro con una pausa gelato, oppure un po' al parco sugli scivoli. 

Quando comincia a far sera è il momento di rallentare: la doccia, ceniamo presto a tv spenta per poter chiacchierare un po' di quello che abbiamo fatto durante la giornata e di cosa è successo a scuola, poi cartoni o film e a nanna. 

Una delle cose che più mi è mancata durante il lockdown, ma anche nei mesi successivi, è stata proprio questa routine, che sembra così semplice e a un occhio più superficiale noiosa. Ma in realtà la mia giornata perfetta è semplice come questa: quella in cui ci svegliamo insieme sapendo che poi ciascuno prenderà la sua strada per qualche ora, nella quale lavoro e studio sono occasioni di arricchimento e gratificazione sia per me che per lui, per poi ritrovarci più tardi in momenti condivisi che hanno il sapore di una normalità carica di significato.

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