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Le cose da non dire MAI alla babysitter

di Laura Losito - 05.05.2016 Scrivici

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Non è facile trovare una baby sitter, ma una volta assunta bisogna tenersela stretta. Ecco le frasi da non dire a una baby sitter perfetta

Frasi da non dire a una baby sitter

Trovare la babysitter “giusta” non è cosa facile, e in gran parte dipende dal famigerato fattore C, ma una volta che ne avete assunta una capace di conquistarsi la vostra fiducia e l’affetto dei vostri bambini, è bene tenersela stretta. Per una volta, non si tratta solo di una questione di soldi: certo, è importante concordare una tariffa che stia bene a entrambe, ma la maggior parte delle persone che scelgono questo lavoro lo fa per passione. Quindi, dando per scontato che il capitolo paga venga chiuso già in fase iniziale, ecco le cose da non dire mai alla babysitter perfetta!

  • “Quando si sveglia dal sonnellino, fagli fare quello che vuoi.”

In teoria suona bene, un po’ come dire “hai la mia piena fiducia”, mentre in realtà un atteggiamento del genere può portare grossi guai. Davvero pensate che può fargli fare tutto quello che vuole? Anche portarlo al parco dopo che è appena stato raffreddato e oggi tira vento? La babysitter può essere anche “perfetta”, ma non può leggerci nel pensiero, non conosce il nostro bambino quanto noi, né sa a memoria le nostre opinioni in tutti i campi dello scibile umano. Non fingete di non avere aspettative quando invece le avete eccome. Istruzioni chiare e precise sono alla base di un rapporto lavorativo che funziona.

  • “Scusa il ritardo!”

Purtroppo, una tendenza generale forse figlia della crisi economica e della carenza di lavoro, è dare per scontato che una persona che paghi dovrebbe solo tacere e ringraziare. Ora. Voi non state regalando nulla alla vostra babysitter: la pagate in cambio di un servizio, entro termini ben precisi. Anche lei ha una vita privata; come in tutti i lavori, un minimo di flessibilità non può che giovare da entrambe le parti, ma questo vale se ritardate una volta. Se succede quasi ogni giorno, correttezza vuole che estendiate la sua giornata lavorativa pagandola per mezz’ora in più o quello che vi serve.

  • “Ti presento l’amichetto X che oggi giocherà con voi!”

Idem come sopra: non c’è niente di male, in sé, nell’invitare un altro amichetto quando c’è la tata, ma per lei è lavoro extra: quantomeno va avvisata.

  • “Mi sono dimenticata di passare al bancomat…”

Come dicevamo, se avete trovato la tata “giusta”, e volete tenervela, non è una buona idea pagarla in ritardo. A nessuno piace arrivare alla fine di un lungo mese (o settimana) di lavoro, aspettarsi di ricevere lo stipendio il giorno tale e restare delusi. Una piccola cosa, forse, ma che crea nervosismo.

  • “Non potevi almeno lavare i piatti?”

Qui ci sono diverse scuole di pensiero :-) È un argomento delicato che, per questo motivo, andrebbe trattato direttamente al colloquio e con la massima chiarezza: volete che la tata svolga anche qualche piccola incombenza domestica o che dedichi la sua totale attenzione ai bambini? Nel secondo caso, ovvio che può essere irritante tornare a casa esauste alla sera e constatare che non ha nemmeno spostato il barattolo del yogurt dal tavolo alla spazzatura, ma se è davvero la vostra tata perfetta, affidabile e preparata, e i vostri figli la adorano, si può anche chiudere un occhio.

  • “Quando è stanco mettilo a letto.”

Anche in questo caso è sempre meglio dare istruzioni precise: i bambini hanno bisogno di routine e orari fissi, e la tata deve conoscerli perfettamente, soprattutto per quello che riguarda pasti e sonnellino.

  • “Perché non l’ha mangiato?””Come è potuto accadere” e simili

Per quanto una babysitter sia solerte e preparata, non può fare i miracoli. Nessuno sulla faccia della Terra, probabilmente, può costringere un duenne a fare qualcosa che non ha nessuna intenzione di fare, ivi compreso mangiare lo stesso piatto che la sera prima ha divorato. Nessuno può evitare che un bambino si sbucci un ginocchio al campo giochi, a meno che non lo tenga chiuso in casa tutto il giorno. Per tutto ciò che sarebbe potuto tranquillamente succedere anche con voi, o vi fidate, o non vi fidate.

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