Nostrofiglio.it
1 5

L'Europa condanna l'Italia per il diritto negato all'aborto

/pictures/2016/04/12/l-europa-condanna-l-italia-per-il-diritto-negato-all-aborto-199852150[1648]x[686]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-donnamamma
Una sentenza europea sancisce che in Italia il diritto all'aborto è negato a causa del numero di medici obiettori

Diritto all'aborto negato

In Italia il diritto all'aborto è negato. La situazione italiana, causata dall'inaccessibilità alle strutture e alla dilagante obiezione di coscienza da parte dei medici, è ben nota ai media, ai cittadini, alle istituzioni e soprattutto alle tante donne che ogni anno si vedono negare il diritto di interrompere la gravidanza e sono costrette ad allontanarsi da casa anche centinaia di chilometri per affrontare un iter umiliante ed emotivamente massacrante.

Adesso arriva anche la condanna del Consiglio d'Europa che ha accolto il ricorso della Cgil per la mancata applicazione della norma sull’interruzione volontaria di gravidanza. La sentenza europea non usa mezzi termini:

le donne incontrano notevoli difficoltà nell'accedere ai servizi, nonostante quanto regolamentato dalla Legge 194 e c'è evidenza che i medici ed il personale sanitario non obiettore viene regolarmente discriminato, andando incontro a vari tipi di svantaggi lavorativi diretti ed indiretti.

Secondo quando emerso dall'analisi del comitato europeo per i diritti sociali del Consiglio d’Europa, nel nostro Paese

  • si è verificata progressivamente una diminuzione del numero di strutture nelle quali è possibile effettuare un'interruzione volontaria di gravidanza
  • ci sono criticità per la mancata sostituzione del personale medico in caso di malattia o ferie

Insomma il Consiglio d'Europa bacchetta ufficialmente l'Italia per la seconda volta: la Legge 194 esiste ma non viene applicata correttamente.

Diminuscono le Ivg e aumentano gli obiettori

Commentando la notizia il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è detta stupita della sentenza che, a suo dire, si basa su dati vecchi rimasti al 2013 e non aggiornati.

Alcune aziende pubbliche hanno qualche problema di criticità dovuto a questioni di organizzazione, ma siamo nella norma

ha dichiarato il Ministro, per il quale, dunque, non esiste alcuna violazione del diritto alla salute.

Il Ministero ha reso noto che il numero di non obiettori nel 2013 era di 1490 e sarebbe un numero congruo in linea con le interruzioni di gravidanza effettuate e quindi non dovrebbe creare difficoltà nel soddisfare la domanda dell'utenza.

Di diverso avviso, invece, la Cgil che chiarisce che

i dati sono aggiornati alla pubblica udienza che si è tenuta davanti alla Corte europea dei Diritti dell’uomo a Strasburgo il 7 settembre 2015 e non sono mai stati smentiti dal ministero della Salute e dal Governo italiano

e definisce la sentenza una vittoria per le donne, i medici e anche per l'Italia perché riconosce ufficialmente una sistematica violazione dei diritti e della Legge esistente.

Quel che è certo è che dal 2006 al 2013 i medici ginecologi obiettori di coscienza sono aumentati, passando dal 69,2% al 70% e in alcune regioni la percentuale può anche superare il 90%, come in Molise (93.3%) o nella provincia autonoma di Bolzano (90.2%).

gpt inread-donnamamma-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-donnamamma-0