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Danza del ventre: preziosa in gravidanza e post parto

Incontro con Maria Strova, direttrice artistica dell'Ass. Culturale l’Omphalos che ha scritto, prodotto ed interpretato il primo documentario in Europa intitolato Cercando Sheherazade sull’importanza e la bellezza dell’arte della danzatrice del ventre

Danza del ventre in gravidanza

Incontro con Maria Strova, direttrice artistica dell'Ass. Culturale l’Omphalos che ha scritto, prodotto ed interpretato il primo documentario in Europa intitolato Cercando Sheherazade sull’importanza e la bellezza dell’arte della danzatrice del ventre e la lotta che affrontano per tenere viva la loro danza. Le abbiamo chiesto di descriverci il percorso che l’ha condotta a realizzare il documentario e a raccontarci qualcosa sulla Danza del Ventre come fonte di benessere psico-fisico soprattutto per donne in gravidanza. Nei suoi insegnamenti, infatti, la respirazione yoga (pranayama) viene collegata ai movimenti della danza per aiutare le donne a trovare un modo di espressione profondo e libero.

Chi è Sheherazade?
Sheherazade, l’ingegnosa narratrice di "Le Mille e Una Notte", è una donna colta, che conosce popoli e Paesi, che ha studiato la storia e la filosofia, le arti e le scienze e che sa fare tesoro di questa sua sapienza. È grazie a questa sapienza che cerca e trova dentro di sé la forza, le risorse per ribaltare il proprio destino di infelicità e di morte.

Perché proprio la figura di Sheherazade?
La danza del ventre oggi gode di una incredibile popolarità, che tuttavia non l'ha liberata da molti pregiudizi, perché non è conosciuta in profondità. Come icona di questo viaggio introspettivo, ho scelto Sheherazade, l’intelligente e coraggiosa narratrice delle "Mille e Una Notte", perché con i suoi racconti sconfigge l’ignoranza e la morte ed il documentario si propone di portare a conoscenza questa danza, oltre i tabù del corpo e al di là del mondo dell'harem e dalle odalische sdraiate, che erroneamente è considerato il luogo dove questa danza ebbe origine e ha ispirato non sempre in modo costruttivo, l'immaginario della danza del ventre fino ai nostri giorni. La sua storia ispira un nuovo genere di danza del ventre con creazioni coreografiche originali tra cui: Lyrical VeilDance and Lyrical BellyDance, Latin BellyDance, Tribal Fusion e Danza del Ventre in Gravidanza.

Ma dove si originò la danza del ventre? A cosa furono ispirati i gesti della danza, cosa significano il velo, il gioiello sull'ombelico e i movimenti serpeggianti?
Tutto nella danza del ventre è segretamente intenzionale, in essa si racchiude un linguaggio eterno, afferma Maria Strova, e da questo concetto, si scaturisce un percorso affascinante nella preistoria, nel neolitico - la radice più antica di questa danza quando investita di un carattere sacro, faceva parte degli antichi riti di concepimento e nascita e mirava ad approfondire il carattere ciclico e cosmico della vita.

Come trovare la Sheherazade che è in ognuna di noi?
Non certo chinando la testa di fronte ad un destino avverso, né fuggendo, ma anzi accettando una sfida terribile, richiamando con coraggio e determinazione l’energia positiva, costruttrice di fratellanza e di amore, che è - troppo spesso - imprigionata e inerte sotto il velo della paura e dell’ignoranza. Ogni donna, oggi, ha una storia da raccontare. Vincere la paura, anche con l’aiuto di altre donne, è essenziale per portare nel mondo il proprio messaggio di pace.

In quest’ottica, la danza del ventre si fa strumento di riscatto: un’arte che ha viaggiato e viaggia attraverso i secoli, un’arte universale, che non conosce confini, che si tramanda da donna a donna, spesso da madre a figlia, che sta pian-piano faticosamente uscendo dal ghetto dell’harem, dove gli uomini l’avevano rinchiusa…

Ecco allora la necessità di raccontare, di danzare, di mostrare - attraverso questo lavoro - le storie ed il percorso, personale e collettivo, delle danzatrici le quali, cercando in se stesse la propria Sheherazade, trovano il coraggio di affermare, con vitalità e gioia tutte femminili, il potere di essere donna, il potere - meraviglioso e incruento - di toccare altri cuori e spendersi per essi, di vivere in modo autentico per raccontare e danzare e per porre la propria energia vitale al servizio di donne e uomini che possono cambiare, che possono anch’essi, proprio come loro, ribaltare il proprio destino e vincere sull’ignoranza e sulla morte.

Perché il viaggio?
Il tema del viaggio, è una costante, viene rappresentato nella felice sintesi tra viaggio geografico e viaggio interiore, laddove, da sempre, conoscere e vivere luoghi lontani ci arricchisce al punto di maturare in noi una consapevolezza più profonda.

Questa storia, come la Storia, segue un andamento circolare, con i temi annunciati e poi ripresi, con il prologo che si ritrova ad ogni inizio di un nuovo racconto e con il ritorno, a ritmo cadenzato, della chiave che costituisce il filo rosso di tutta la narrazione: le parole di Sheherazade che suggeriscono ma non svelano, che invitano ad ascoltare… questo e altro ancora, se mi lascerete in vita…

Il suo potente segreto, la sua arma vincente: suggerire soltanto e lasciare che sia l’altro ad immaginare il resto della storia.

Ci parli della preparazione al parto tramite la danza del ventre…
I suoi movimenti fluidi e circolari, abbinati al respiro lento e profondo, aiutano la futura mamma a sentire il bacino ed al momento del parto agevolano la nascita del bambino. Non è solo una danza molto sensuale, ma anche una forma antichissima di preparazione al parto: la danza del ventre vanta una tradizione secolare. Risale infatti a riti religiosi pagani praticati nell'antico Egitto, rivolti a divinità e a forze naturali. Queste cerimonie esprimevano pienamente il simbolismo della fertilità (ecco perché sono danze esclusivamente femminili), richiamando il contatto con la terra ed esaltando i movimenti sensuali.

La capacità della donna di procreare e la sua diretta correlazione con la fecondità della terra sono rappresentati in questa danza, attraverso i movimenti sinuosi del bacino e l'energia emanata dal corpo femminile. Il ventre viene inteso come luogo della procreazione, come sorgente di vita, ed è quindi collegato alla figura della donna madre, simbolo della fecondità e della fertilità.

Con questa danza i fianchi si assottigliano, le gambe si rinforzano e il modo di muoversi acquisisce sicurezza. Non esiste una coreografia precisa, perciò la danzatrice è libera di improvvisare a seconda dei sentimenti che prova. Dolcezza o rabbia, gioia o malinconia vengono così espressi con i movimenti. É un ottimo esercizio, sia per ottenere un buon equilibrio neuromuscolare sia per prendere coscienza del proprio corpo nonché della propria femminilità.

La danza del ventre ha benefici su tutto il corpo e può essere utile anche per ritornare in forma dopo il parto. Infatti i suoi movimenti potenziano e rassodano la muscolatura dei piedi, dei polpacci e delle cosce, evitando i disturbi della circolazione. Rinforzano i muscoli dell'addome, dei fianchi e dei glutei e rinvigoriscono i muscoli dorsali. L'utilizzo del velo favorisce invece lo scioglimento degli arti superiori, irrobustendo braccia, spalle e petto, mentre il portamento eretto, base per ogni danza, contribuisce a tonificare i muscoli pettorali e quindi a sostenere il seno.

Per illustrare questo immaginario, la danzatrice utilizza i simboli della danza: il ventre, la terra,
il cerchio, l'omphalos, la spirale, i capelli, le mani, l'acqua, gli occhi, il seno, la cintura, il serpente, il velo e il fuoco.
Tutte immagini che fungono da chiave, per avvicinarci all'universo poetico della danza del ventre; una raccolta di miti, versi, esperienze personali e segreti. Nella pratica dello studio della danza, questo approccio simbolico serve per chiamare in gioco l'immaginazione e riconnetterci attraverso il movimento con la sapienza istintiva, sensuale e sacra del corpo: per fare di esso, lo strumento della vita profonda del ventre.

Durante la gravidanza la donna instaura un rapporto profondo con il proprio corpo (più morbido e duttile), perché naturalmente portata ad ascoltare le sensazioni che in esso si manifestano. La Danza del Ventre, in questo senso “sostiene il dialogo silenzioso della futura mamma con il bambino che cresce nel suo mare privato, e lo culla morbidamente con i suoi movimenti oscillanti”.

Biografia
Maria Strova nasce in Colombia dove inizia, all’età di 12 anni, lo studio della danza classica. A 17 anni si trasferisce negli Stati Uniti, dove studia i diversi stili della danza moderna (Graham, Ailey, Cunningham) e tecniche di recitazione con Peter Flood maestro appartenente all’Actors’s Studio di New York. Lavora come attrice con attori e registi di grande rilievo: Ellen Burstyn (The Ellen Burstyn Show), Michael Douglas (The jewel of the Nile), Danny de Vito, Robert Duvall e Quentin Tarantino (Le Iene). Un giorno, per caso, camminando per le strade di NY, sente il ritmo di un tamburo e scopre la Danza del Ventre. Da lì comincia un lungo percorso di studio e di ricerca che la porterà a presentare il proprio lavoro in diversi Paesi; particolare successo avrà la sua personale interpretazione della "Danza dei Veli", in cui mescola l’eleganza della danza classica con la danza del velo e la danza del ventre, conferendo nuove prospettive ai differenti linguaggi. Interessata al tema della maternità e diplomatasi nello studio dello yoga classico alla scuola Brahmannada di Roma, intravede in questa disciplina - con particolare riferimento alle tecniche di respirazione - un efficace compendio alla danza del ventre e diventa, di fatto, la prima insegnante a proporre in Italia la loro fusione per la preparazione al parto. Ha prodotto diversi dvd volti all’insegnamento, attualmente distribuiti in Europa e utilizzati da danzatrici e insegnanti per perfezionare la tecnica e l’interpretazione teatrale. Maria Strova è autrice del libro "Il linguaggio Segreto della danza del ventre"(Macro Edizioni), tradotto in inglese e pubblicato con successo anche negli Stati Uniti.
Il suo lavoro è stato presentato in numerose trasmissioni televisive.

Contatti:
Associazione Culturale l’Omphalos
Fiano Romano (Roma) - www.danzadelladonna.it

Silvia Casini

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