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Le frasi da non dire alla mamma che lavora

di Laura Losito - 18.02.2016 Scrivici

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Cosa non dire a una mamma che lavora: frasi da non pronunciare ed evitare quando si ha davanti una donna che cerca di conciliare lavoro e famiglia

Cosa non dire a una mamma che lavora

Ci sono frasi che sarebbe meglio evitare di dire a prescindere, ma ancor più se abbiamo davanti una donna che cerca di conciliare lavoro e famiglia. Salvo casi rarissimi, non è una passeggiata, anzi, è incredibilmente faticoso sia fisicamente sia emotivamente: solo chi l’ha provato può capire cosa significa cercare di dare il massimo sotto tutti i punti di vista (la mamma, la professionista, l’amante, l’amica). Abbiamo raccolto del web alcune delle frasi più terribili da dire a una donna che lavora. 

  • Fai bene a metterti al primo posto

Quindi: la mamma che sta a casa mette i figli al primo posto e la mamma che lavora… mette se’ stessa al primo posto? La consecutio sfugge.

  • Forse, se tagliassi qualche spesa potresti restare a casa anche tu/Sicura che tra una cosa e l’altra ti convenga?/Andare a lavorare per dare il mio stipendio alla tata? No grazie

Il presupposto è che, al netto di pagare gli aiuti e costi extra (benzina, abbigliamento, pasti fuori etc) a una donna andare a lavorare economicamente non conviene. Il che è tristemente vero, in molti casi, ed è vergognoso. Andare a lavorare a volte è un bisogno, ma altre è una scelta legittima e che, in un mondo perfetto, andrebbe tutelata.

  • Deve essere fantastico staccare un po’ da loro

Infatti, niente di più rilassante che un lavoro a tempo pieno. Mi chiedo perché abbiano inventato le ferie

  • Buon per te se riesci comunque a fare tutto!

Questa è passivo-aggressiva. Sottintende che tu, poveretta, arrivi a sera con l’acqua alla gola e ancora il bucato di due settimane da stirare, e comunque non ci arrivi mai bene. I tuoi figli non saranno mai ben curati come i suoi. Perché per lei la vita non è una lotta continua contro il tempo.

  • Non potrei mai lasciare che qualcun altro allevi i miei figli!

Ognuno ha le sue opinioni. Ma questa, un pochino, offende.

  • Non so come fai! Io non farei che pensare a tutto ciò che mi sto perdendo - e nessuno stipendio potrebbe ripagarmi!

Idem. Il famoso retaggio italico (ma non solo a quanto pare: molte di queste frasi le abbiamo tratte da forum anglofoni) secondo cui la donna si realizza solo in quanto madre.

  • Un’ora per te? Ma se passi già tutto il giorno fuori!

Altro tempo per te oltre a quello chiusa in un ufficio o al servizio dei bambini? Ma siamo matti?

  • Il mio lavoro è dedicarmi alla cosa più importante per me… Sono così fortunata che grazie al lavoro di mio marito me lo posso permettere!

Alcune frasi palesano il tacito presupposto che nessuna donna sana di mente sceglierebbe di andare a lavorare: solo quando lo stipendio del marito non basta anche la moglie deve immolarsi. “Che peccato che devi lavorare!”

  • D’altra parte si sa che al nido prendono di tutto!

Se si ammalano i bambini delle mamme a casa è sfortuna. Se si ammalano quelli delle mamme lavoratrici è il nido o l’incuria.

  • Non hai paura che si affezioni più alla tata/alla nonna che a te?

Questa è una tale idiozia che andrebbe accolta solo con una risata e un’alzata di spalle, e invece. Una piccola parte di una mamma questa paura irrazionale ce l’ha sempre, e una frase del genere ti punge sul vivo.

  • Non ho fatto i figli per lasciarli crescere da qualcun altro.

E per cosa li hai fatti, esattamente?

  • Non ti manca?

Una domanda a cui si può rispondere, forse, solo con una parolaccia.

  • Dato che mio figlio non deve andare al nido…

… Possiamo stare al parco tutto il giorno e fare un picnic sul prato. Andare alle feste durante la settimana. Andare al mare anche fuori stagione. E ferire il prossimo senza ritegno.

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