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Aborto: i diritti e doveri degli obiettori nei consultori

Un decreto guidato da Nicola Zingaretti segnerebbe un passo importante nella tutela della legge 194. Ecco cosa cambia per i ginecologi obiettori di coscienza, all'interno dei consultori
CONSULTORI DI ROMA, OBIEZIONE DI COSCIENZA - Un decreto guidato da Nicola Zingaretti segnerebbe un passo importante nella tutela della legge 194 per quanto riguarda i diritti e doveri degli obiettori di coscienza.
nei consultori.

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Se per legge i ginecologi obiettori possono rifiutarsi di effettuare un'interruzione volontaria di gravidanza, non possono sottrarsi a tutte le attività di assistenza, prevenzione e cura a chi richiede un aborto. Per la prima volta Nicola Zingaretti in un decreto da lui firmato, ha sottolineato quali sono i compiti di un consultorio anche nei casi
di IVG; una riorganizzazione fondamentale per la salute della donna. Una conquista importante per la legge 194, soprattutto in una regione come il Lazio dove gli obiettori di coscienza sono il 90 per cento dei medici.

Come vediamo nel documento firmato da Zingaretti, sotto la voce "linee di indirizzo regionali per le attività dei Consultori Familiari" viene sottolineato che "le funzioni svolte dai Consultori si collocano all'interno di due macro aree:

- prevenzione e promozione
- sostegno e cura


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Nell'area del sostegno e cura, gli interventi dei Consultori rispondono alla domanda di supporto e presa in carico del singolo, della coppia e della famiglia per problematiche di carattere sanitario (medico e psicologico) e sociale attinenti alla salute riproduttiva, la maternità responsabile, la prevenzione dell'interruzione volontaria di gravidanza, etc. I livelli essenziali di Assistenza attribuiscono ai Consultori queste attività: "Assistenza sanitaria e socio-sanitaria alle donne, ai minori, alle coppie e alle famigile; educazione alla maternità responsabile e somministrazione dei mezzi necessari per la procreazione responsabile; tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento, assistenza alle donne in stato di gravidanza; assistenza per l'interruzione volontaria della gravidanza, assistenza ai minori in stato di abbandono o in situazione di disagio, adempimenti per affidamenti ed adozioni"..

In merito all'esercizio dell'obiezione di coscienza tra i medici ginecologi, che i dati recenti pongono al 69,3% in Italia, si ribadisce che questa riguarda l'attività degli operatori impegnati solo nel trattamento dell'interruzione volontaria.
Il personale operante nel Consultorio non è coinvolto nell'effettuazione di tale pratica, ma solo in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta della donna di effetturare l'IVG."

Il dovere di garantire le cure nei consultori riguarda anche la contraccezione: "per analogo motivo", continua infatti il decreto: "il personale operante è tenuto alla prescrizione di contraccettivi ormonali, sia routinaria che in fase post-coitale, nonché all'applicazione di sistemi contraccettivi meccanici", come la spirale. A noi sembrerebbe scontato, ma in reltà non è così, se diamo un'occhiata al quadro del nostro Paese sul tema dei contraccettivi e sulla scarsa informazione che viene fatta da parte dei consultori, ginecologi e strutture atte a questo compito

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Fonte | Espresso di Repubblica
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