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Congresso Sigo, Aogoi, AguI e Agite 2109: "Ginecologia e donna. Un viaggio di tutta la vita"

di Redazione PianetaMamma - 04.11.2019 Scrivici

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Fonte: Photo Courtesy
La Redazione di PianetaMamma e NostroFiglio ha partecipato alla Nuova Edizione del Congresso Nazionale di Ginecologia e Ostetricia SIGO/AOGOI/AGUI/AGITE nella fantastica cornice napoletana. Un appuntamento importante e molto interessante per riflettere su quanto è stato fatto e quanto verrà fatto sul tema della salute delle donne a 360

Ginecologia e donna. Un viaggio di tutta la vita

L'eccellenza della ginecologia italiana si è riunita per quattro giorni di lavori a Napoli, dove, dopo 18 anni, torna il Congresso di tutti i ginecologi italiani ospedalieri, universitari e del territorio.

1500 i professionisti presenti al Congresso, di diverse discipline – Ginecologia e Ostetricia, ma anche Genetica, Biologia, Endocrinologia e Oncologia –, e il contributo di 40 esperti di fama internazionale, in pieno spirito di condivisione delle conoscenze e confronto con realtà scientifiche e assistenziali di altri Paesi. Oltre 2000 persone presenti, e più di 44 meeeting.

“Ginecologia e donna. Un viaggio di tutta la vita” questo il fil rouge del Congresso: accompagnare le donne in tutte le fasi della sua esistenza e in particolare in quelle più delicate e importanti. Un Congresso che ha sottolineato l'importanza della medicina predittiva e personalizzata per garantire la salute della donna e del feto. Si è discusso su quanto è stato fatto e si sta facendo per evitare l'insorgenza di tumori ovarici e all'endometrio con strategie di prevenzione adeguata. Un altro aspetto importante è come personalizzare e trattare la paziente dal punto di vista terapeutico, riproduttivo e oncologico.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare i Presidenti del Congresso: Prof. Antonio Chiantera, Prof. Giuseppe De Placido, Prof. Luigi Stradella, il Prof. Fulvio Zullo, e la Prof.ssa Elsa Viora che ci hanno illustrato gli argomenti più importanti affrontati durante il Congresso che si è tenuto dal 27 al 30 ottobre 2019.

Raccomandazioni AOGOI per un'ostetricia appropriata, sicura e rispettosa delle donne 

La dott.ssa Viora, Presidente dell'Aogoi, Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, ha presentato “Choosing Wisely Italy – Fare di più non significa fare meglio” il progetto lanciato in Italia nel 2012 da Slow Medicine, il cui obiettivo è di realizzare un’assistenza ostetrica appropriata, sicura e ossequiosa delle donne, che tutela la maternità e contrasta l’eccessiva medicalizzazione della gravidanza e del parto. A tale scopo l'AOGOI ha messe a punto 5 Raccomandazioni che contemplano tre momenti legati al parto: travaglio, taglio cesareo e clampaggio del cordone ombelicale.

  1. Non clampare precocemente il cordone ombelicale
  2. Non eseguire l'episiotomia di routine
  3. Non procedere all’induzione del travaglio di parto prima di 39 settimane
  4. Non programmare il taglio cesareo di routine in tutte le donne con pregresso taglio cesareo
  5. Non obbligare al digiuno e proibire l’assunzione di liquidi alle donne in travaglio

L'infertilità è la malattia del nostro tempo

Il Dott. Giuseppe De Placido ha parlato di Medicina della Riproduzione, un altro tema protagonista fondamentale del Congresso, e in particolar modo di Preservazione della Fertilità. Un’area di grande attualità, quest’ultima, alla luce dei cambiamenti sociali che vedono ogni anno in Italia un nuovo record di calo delle nascite (1,32 figli in media per ogni donna – dati ISTAT 2018) e un progressivo aumento dell’infertilità maschile e femminile, e in considerazione delle straordinarie opportunità offerte dalla medicina predittiva per la preservazione della fertilità sia nelle pazienti oncologiche, sia in quelle fisiologiche.

L’infertilità va considerata una vera e propria patologia che oggi interessa il 25% della popolazione, in egual misura uomini e donne, che tendono a posticipare sempre più la decisione di avere un figlio, trascurando la riduzione dell’età ovarica correlata all’aumento dell’età biologica – commenta Giuseppe De Placido, Direttore Dipartimento Materno-Infantile dell’Università di Napoli “Federico II” - Centro di Sterilità, e co-presidente del Congresso –. Le donne in cerca di una gravidanza, in particolar modo dopo i 35 anni, dovrebbero sempre sottoporsi al ‘pap-test riproduttivo’: un semplice esame diagnostico che misura il valore dell’ormone antimulleriano, consentendo di accertare il numero di follicoli, e quindi di effettuare una stima dell’età ovarica, vale a dire del potenziale riproduttivo, così da poter intervenire con una strategia appropriata

Il Professor Placido ha inoltre parlato di social Freezing, un’opportunità concreta per gli ‘aspiranti genitori’, non solo in presenza di patologie oncologiche. Si tratta di congelare il materiale biologico - gameti e tessuto ovarico - per poterlo utilizzare in un secondo momento. “Nei centri di sterilità – continua il prof. De Placido – la crioconservazione viene effettuata nelle donne infertili che si sottopongono a PMA, per aumentare le chance di una gravidanza in caso di fallimento del primo ciclo di stimolazione, e nelle pazienti oncologiche che devono sottoporsi a chemioterapia.

Tenere sotto controllo l’età ovarica non basta a preservare la fertilità. Secondo gli esperti, un errato stile di vita rappresenta un fattore di rischio importante al pari dell’età. Ad esempio, le infezioni contratte attraverso rapporti sessuali occasionali possono comportare conseguenze negative a lungo termine sulla fertilità. Anche il fumo, l’obesità e l’esposizione a inquinanti ambientali sono fattori in grado di influenzare la salute sessuale e riproduttiva di un individuo, intervenendo negativamente sula qualità degli ovociti e degli spermatozoi.

La prevenzione dell’infertilità è diventata una tematica di estrema rilevanza sociale – conclude Antonio Chiantera, Segretario nazionale AOGOI e co-presidente del Congresso –. Per questo motivo, la consulenza clinica da parte del ginecologo deve essere supportata dall’impegno delle Istituzioni, in primis della scuola, verso azioni concrete per promuovere una maggiore consapevolezza da parte dei giovani, fin dall’adolescenza, dell’impatto di scorretti stili di vita sulla salute riproduttiva

La medicina predittiva ‘entra’ in ginecologia: in 10 anni l’insorgenza di cancro ovarico e dell’endometrio potrà essere ridotta del 50%

Il Dott. Zullo ha affrontato il tema della prevenzione, diagnosi e cura dei tumori ginecologici, ma anche dei benefici della medicina predittiva per la preservazione della fertilità. Grazie alle opportunità offerte dalla medicina predittiva, già da tempo consolidata in altre branche mediche, inclusa l’ostetricia con la possibilità, ad esempio, di eseguire indagini prenatali per individuare precocemente malattie e anomalie del feto, la ginecologia si candida a diventare una delle aree in cui sarà più evidente la trasformazione della lotta contro il cancro. Le innovazioni della genomica e i marker molecolari consentiranno sempre di più di mettere in atto strategie di prevenzione, diagnosi e trattamento dei tumori ginecologici “cucite su misura” sulla singola donna, secondo il paradigma della precision medicine

Tra le neoplasie ginecologiche, il cancro ovarico continua a rappresentare uno dei “big killer” delle donne, a causa dell’assenza di metodiche di screening efficaci e di una sintomatologia aspecifica che, in circa l’80% dei casi, fa sì che la malattia venga diagnosticata soltanto in fase avanzata. In Italia, il cancro dell’ovaio colpisce ogni anno 5.300 donne; di queste, oltre il 10% presenta una base di predisposizione ereditaria, vale a dire che il tumore è causato da specifiche mutazioni genetiche, tra le più frequenti le mutazioni nei geni BRCA1-2 – ‘rese famose’ dall’attrice Angiolina Jolie –, che espongono a un rischio maggiore di sviluppare il tumore rispetto alle donne che non presentano la mutazione (44% e 17% vs 1,3%).

Gli studi sulla caratterizzazione molecolare del cancro ovarico modificano notevolmente la prospettiva di cura di questo tumore, che sarà sempre più improntata alla medicina di precisione, che si muove sul paradigma della giusta terapia, al paziente giusto, nel momento giusto – spiega Giovanni Scambia, Presidente SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) –. Su questa base, sempre più in futuro sarà possibile mettere in atto un approccio terapeutico personalizzato, con la scelta dei farmaci più efficaci e del trattamento chirurgico più adeguato, quest’ultimo sempre meno invasivo per la donna grazie al supporto della chirurgia robotica.

Un’altra opportunità di prevenzione resa possibile dalla caratterizzazione molecolare, interessa il tumore dell’endometrio, la neoplasia ginecologica più frequente nelle donne, che compare solitamente in età peri-post menopausale, con un’incidenza di 8.700 nuovi casi all’anno in Italia. Si tratta di una neoplasia in progressivo aumento nei Paesi occidentali, a causa delle modifiche dello stile di vita, in particolare dell’alimentazione, che spesso si associa ad un aumentato tasso di livelli estrogenici non bilanciati nel sangue.

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