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Come scegliere le mascherine e distinguere i vari modelli

di Redazione PianetaMamma - 30.04.2020 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I consigli degli esperti per scegliere le mascherine e distinguere le varie tipologie

Come scegliere le mascherine

Nella Fase 2 della pandemia da Coronavirus dovremo indossare obbligatoriamente le mascherine, ad esempio nei luoghi chiusi e sui mezzi di trasporto. Al di là delle polemiche sui costi e sulla reperibilità di questi indispensabili dispositivi di protezione individuale, come scegliere le mascherine e quali sono sono vari tipi di DPI in commercio? A far luce sulla questione è BLS, azienda italiana con un'esperienza di oltre cinquant'anni anni nella produzione di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

I tipi di mascherine

Oltre alle mascherine chirurgiche, esistono anche le FFP1, FFP2 e FFP3, con o senza valvola. Ma quali sono le differenze tra questi tre tipi di mascherine di protezione?

  • Mascherine chirurgiche: sono dispositivi medici che servono a proteggere in parte se stessi e gli altri. Bloccano il propagarsi di goccioline emesse per via orale, in caso di un colpo di tosse o di uno starnuto, o semplicemente parlando. Tuttavia non garantiscono il blocco del virus disperso in aerosol in quanto non sono a tenuta sul viso dell’utilizzatore e non hanno una funzione filtrante in fase inspiratoria. Le mascherine senza valvola proteggono sia chi le utilizza che gli altri, bloccando la dispersione del virus sia in entrata che in uscita, poiché sono a tenuta sul viso e sono fabbricati con un processo di “saldatura” in modo che non ci siano cuciture, perforazioni sul tessuto da cui potrebbero passare microparticelle. Per questo vengono solitamente utilizzate da medici e personale sanitario.
  • Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 si distinguono per la loro efficienza filtrante, che cresce all’aumentare del numero: le FFP1 hanno una capacità filtrante pari al 80%, le FFP2 superiore al 94% e le FFP3 superiore al 99%. Inoltre sono dotate di una valvola. Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3, con valvola, proteggono soltanto l’utilizzare, perché impediscono l’ingresso del virus, ma non bloccano totalmente il virus verso l’esterno.

BLS sottolinea che la mascherina non può preservare al 100% dal contagio e che il suo utilizzo va sempre accompagnato all’adozione di comportamenti sociali (mantenere le distanze) e di igiene personale (lavarsi le mani, non toccarsi viso ed occhi, ecc.) per ridurre le occasioni di contagio.

Attenzione alla certificazione!

BLS spiega che le mascherine chirurgiche sono classificate come DM (Dispositivo Medico) e sono marcate CE in accordo al regolamento europeo 2017/745 e alla normativa tecnica EN 14683:2019. Quelle FFP2 e FFP3 sono invece dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e sono marcati CE in accordo al regolamento europeo 2016/425 e alla normativa tecnica EN 149:2009.

Come vanno indossate e rimosse le mascherine?

Le mascherine vanno indossate coprendo sia naso che bocca, anche quelle chirurgiche. Prima di indossarle e dopo averle rimosse è bene essersi lavati le mani.

Ricordate che quando si indossa un dispositivo di protezione delle vie respiratorie, bisogna sempre assicurarsi il suo adattamento sul viso per garantire una tenuta ottimale, altrimenti la sua efficacia si annulla.

Quando si rimuovono, è bene ricordare che sia la superficie esterna della mascherina indossata e le mani (o i guanti) possono essere contaminati dal virus, pertanto si deve fare particolare attenzione alla manipolazione della mascherina stessa, per evitare il rischio di reinfettare o infettarsi. Bisogna quindi prima di tutto lavarsi accuratamente le mani, poi togliere la mascherina indossata sul viso utilizzando gli elastici, cercando di evitare di toccarla nella sua parte interna. Di seguito, lavarsi di nuovo le mani.

Mascherine fai-da-te e foulard, funzionano?

Per definire il livello di protezione e l'efficacia della mascherina bisogna valutare la resistenza respiratoria: ovvero la facilità di respirazione dell'utilizzatore, data dal potere filtrante, cioè dalla capacità del materiale di filtrare particelle di “materia”, come fumi, nebbie, particolato, microrganismi, ecc. di dimensione definita, misurata come percentuale delle particelle bloccate dal materiale. Questa capacità non può essere svolta da foulard o sciarpe o mascherine in tessuto fai da te, come può essere ad esempio il cotone, e cucite con il filo che buca il tessuto stesso.

Le mascherine in tessuto dunque non hanno alcuna garanzia di proteggere le persone nel momento in cui dovessero venire a contatto con microparticelle virulente, anche per la grandezza della trama del tessuto che non ha il potere filtrante richiesto, uno dei requisiti fondamentali dei DPI.

Indossando mascherine che non garantiscono la protezione si rischia di creare un effetto placebo drammatico e di aumentare il rischio poiché chi le indossa è convinto di essere protetto e di conseguenza non prende alcuni accorgimenti o attenzioni, ma in realtà non ha alcun tipo di barriera nei confronti del virus.

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