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Mamme: la postura vi fa belle!

di Rita Ciaravola - 05.11.2014 Scrivici

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La postura è l’espressione della propria vita interiore. Una mamma manifesterà le sue preoccupazioni attraverso il corpo. La nostra fisioterapista ci dice come intervenire per migliorare la postura

Che siano madri di uno o dieci figli non ha importanza! Ogni donna si sente sopraffatta dalle responsabilità e dalle fatiche di ogni giorno; mentre tv, riviste e giornali ci mostrano immagini di mamme vip, impeccabili su ogni fronte, che non fanno altro che farle sprofondare in quello che credono la loro miseria.

Bene, a meno che non si ha una tata a tempo pieno, la donna delle pulizie, un personal counselor, un personal trainer, un personal shopper, un personal cooker... spegnete la tv, chiudete le riviste e tornate alla realtà. La verità è che alle mamme resta ben poco di “personal”, inghiottite totalmente dalle cose da fare e le cose a cui pensare!

Ed in tutto questo andirivieni non c’è un attimo per pensare a se stesse incrementando amarezza e frustrazione... Sveglia! In realtà si è manager di una grande azienda senza saperlo! Si gestisce l’impresa badando bene al budget economico, valutandone le entrate e le uscite e cercando di raggiungere almeno il pareggio del bilancio a fine mese, si rispettano orari e scadenze in maniera impeccabile, si gestiscono i propri “dipendenti” puntando sempre al loro benefit, si provvede alla mensa e alle pulizie e infine all’essere sempre appetibili, gentili e amorevoli col proprio vice.

Queste donne manager trasportate dal tifone della routine spesso dimenticano il loro valore, chi sono e da dove son partite e quanto hanno lottato per realizzare i loro sogni. È possibile fare un piccolo training quotidiano, per ritrovare la fiducia in se stesse e sentirsi sicure di sé! Il gioco sta nel mettere sempre lo straordinario nell’ordinario e ricordare a se stesse quanto si è stati in gamba per i risultati ottenuti fin ora (per non parlare dei successi che arriveranno in futuro!).

Ma in che modo la postura può aiutare queste donne? ....nello stesso modo in cui può rovinarle! La postura è il proprio biglietto da visita nel mondo e l’espressione della propria vita interiore. Per questa ragione sentimenti felici o meno (rabbia, paura, gioia) vengono espressi inconsciamente dalla postura, quasi come un film proiettato su uno schermo.

Come fanno le emozioni ad influenzare la postura? Facciamo degli esempi. Se si è in pensiero per una decisione da prendere e ci si pensa e ripensa su, la mimica del viso ne sarà condizionata e di conseguenza la fronte si corrugherà, indice del fatto che inconsciamente ci si sta concentrando su qualcosa. Se invece si sta vivendo una situazione lavorativa in cui non si è liberi di esprimere il proprio pensiero ma si è obbligati ad ubbidire (anche noto come “attaccare il ciuccio dove dice il padrone”), ecco che inconsciamente si tenderà ad ingoiare (“il rospo”) come per reprimere, nascondere e sotterrare quello che si vorrebbe dire, con conseguente contrattura dei muscoli del collo.

Se, ad esempio, si è in una situazione di spavento, gli occhi si spalancheranno, oppure se si è sopraffatti da sentimenti negativi la testa s’incasserà nelle spalle, le quali si chiuderanno in avanti verso il torace quasi come se volessero proteggere da ulteriori malesseri. Se si è in procinto di affrontare una situazione difficile, per certi versi insostenibile, si stringono i denti (quando si dice “stringi i denti” e vai avanti) creando un ipertono dei muscoli temporali e masseteri, i quali essendo direttamente collegati col cranio possono, ad esempio, alimentare cefalee muscolo tensive.

Cosa succede se questi sentimenti si prolungano per ore, giorni, settimane o mesi? Una mamma preoccupata per un figlio, per il lavoro e la vita domestica contemporaneamente ne è un prova! Ed ecco che queste contratture muscolari da momentanee possono diventare croniche, alterandone l’assetto psicofisico. Così, come un cane che si morde la coda, i sentimenti influenzeranno la postura e la postura condizionerà i sentimenti, sia in positivo che in negativo.

Come si può intervenire?

Orbene, il primo passo è fermarsi un attimo e guardarsi allo specchio per autoanalizzarsi e chiedersi: " Come si comportano i miei muscoli facciali, sono contratti? Come sono le mie spalle, alte rispetto al collo, chiuse in avanti verso il petto?".

Poi mettendosi di profilo chiedersi: "come sono la testa e il collo? Il linea con la colonna vertebrale, anteriorizzata" Dopo questa prima analisi, aiutandosi sempre con lo specchio bisogna rilassare i muscoli contratti e responsabili di tali atteggiamenti, portare giù le spalle, il petto in fuori e tenendo la testa dritta procacciando un atteggiamento fiero! Fiero, ecco la parola chiave! Mamme dovete essere fiere di voi stesse!

Questo è il passo successivo da compiere davanti allo specchio: ricordate a voi stesse quanto siete brave, quanto siete belle e intelligenti, che ne avete superate tante e siete pronte ad affrontare la vita senza lasciarvi sopraffare da nulla! Per non dimenticare che tra i significati della parola “fiera” c’è quello di “belva feroce” ... quindi bisogna porsi l’obiettivo di essere donne orgogliose di sé stesse, aggressive in termini di determinazione e voglia di fare piuttosto che di “fiere” in termini di sagre e feste di quartiere (senza nulla togliere a quanto siano affascinanti e deliziose anche quelle ;) ).

Nella gallery propongo un “diario delle tensioni muscolari” ovvero una calendario settimanale in cui ogni ora si fa una specie d’esame sulle proprie tensioni, suggerite sotto la griglia, e si cerca di contrastarle rilassando i muscoli corrispondenti. Tra le domande vi si chiede anche “a cosa state pensando”, nel caso in cui ci sia un pensiero negativo che vi passa per la mente e che avete bisogno di scacciare.

I dati raccolti verranno apportate nei riquadri corrispondenti e, una volta terminata la settimana, valutate le risposte che avete dato nei giorni precedenti. L’obiettivo, oltre a quello di prendere consapevolezza del corpo e delle proprie tensioni, è di ridurre significativamente la contrazione dei muscoli quando non è necessario il loro intervento. Facciamo un esempio. Se fate un lavoro che impegna tante ore davanti ad un pc, all’orario richiesto dalla scheda valutate se scrivendo al computer avete le spalle sollevate.

Se la risposta è affermativa allora abbassatele. Nell’ora successiva la domanda di ripeterà e voi vi controllerete nuovamente. In caso di risposta affermativa abbasserete ancora le spalle, se invece sono già rilassate allora… obiettivo raggiunto!

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