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Come ci vedono i figli nelle diverse fasi della loro vita

di Laura Losito - 26.04.2016 Scrivici

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Dall'infanzia all'età adulta, passando per l'adolescenza, ecco come cambia il modo in cui i figli vedono le mamme

Come cambia il modo in cui i figli vedono le mamme

Un secondo prima sei la mamma angelica da cui farsi coccolare, un secondo dopo la strega cattiva che abbaia divieti e ordini assurdi: non arrivano al metro, e già la loro percezione di noi cambia in un battito di ciglia, in una continua alternanza mamma buona/mamma cattiva che spesso e volentieri ci manda in pappa il cervello... e non abbiamo ancora visto niente!

La cosa meravigliosa dei nostri figli piccoli è infatti che, fondamentalmente, ci mettono al primo posto. Anche se sono arrabbiati, difficilmente rifuggiranno un abbraccio. Una nostra parola di conforto è sufficiente a fargli passare una paturnia, e non correranno da nessun altro se sono tristi o si sono sbucciati un ginocchio. Tutto sommato, non è passato poi così tanto tempo da quando riuscivano a distinguere solo il nostro viso e il nostro odore, e il contatto con la nostra pelle era per loro la cosa più confortante del mondo.

Al netto di capricci, stress e notti insonni, siamo ben consapevoli che questo è uno stato di grazia, perché un giorno non troppo lontano non ci guarderanno più in quel modo. Inizieranno sospettando che non siamo più infallibili, chè forse la maestra ne sa più di noi, almeno per quanto riguarda scienze e matematica. Poi che non siamo le più divertenti. O le più belle. Inizieranno ad essere contenti quando li scarichiamo alle festiccole da soli perché la mamma è sempre la mamma, ma sa essere anche una gran rompiscatole. Inizieranno a preferire la compagnia degli amici, e la cosa, per quanto ci possiamo congratulare con noi stesse di aver allevato futuri adulti socievoli e fiduciosi verso il prossimo, ci fa anche un tantino girare le ovaie. Ma è solo l’inizio.

Perché in un lampo si passa alla fase due. Da la mamma sa tutto, passando per la mamma sa quasi tutto, si arriva in men che non si dica alla mamma non capisce NULLA. Di nessun argomento. Ergo, ci si augura almeno che abbia il buon gusto di tacere, dato che comunque bastano e avanzano quei vestiti ridicoli e il suo aplomb da sfigata a farti vergognare di lei in qualsiasi contesto e situazione. In questo momento, probabilmente il punto non è come i nostri figli ci vedono, ma è che ci vedono, quando non vorrebbero. La loro insofferenza nei nostri confronti è palpabile: non ci sopportano e anche se nel caso migliore riconoscono che stiamo facendo del nostro meglio, entro i limiti della nostra scarsa intelligenza, la cosa peggiore che gli può capitare è incontrarci per caso nella pizzeria dove sono con gli amici, noi in pantaloni della tuta e mollettone fluo, che cerchiamo debolmente di ordinare una pizza d’asporto prendendo atto che il frutto del nostro ventre sta palesemente facendo finta di non conoscerci. Scusi, ora che ci penso anche una bottiglia di Jack Daniel's.

Ma se resistiamo a questa fase terribile, “la sfida ai genitori che è parte fondamentale della crescita”, prima o poi arriverà la nostra rivalsa, oh se arriverà. Prima o poi, anche loro diventeranno genitori. E mentre fantastichiamo su tutti i modi in cui potremmo fargliela pagare, per tutte le volte in cui ci ha guardato con disprezzo o ha lasciato i calzini arrotolati sotto al letto all’evidente scopo di umiliarci, il pargolo cresce e succede qualcos’altro. Il ragazzino/a insolente e arrabbiato magari non col mondo intero, ma solo con sua madre, si trasforma in un giovane adulto. Uno con cui è divertente passare una serata guardando un vecchio film, fare shopping e persino scambiare qualche confidenza.

Il legame non è mai morto: ancora una volta, era colpa dei maledettissimi ormoni. E sarà sempre da noi che tornerà un giorno, non per un ginocchio sbucciato ma magari con il cuore a pezzi: “Mamma, sono una pessima mamma.” Starà a noi preparare una tazza di the, ascoltare in silenzio e cambiare pannolini, ancora. E lo faremo con immensa gioia: essere mamme, per fortuna, dura per sempre.

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