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Una cattiva giornata non ti rende una cattiva mamma

di Laura Losito - 30.03.2016 Scrivici

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A volte le mamme perdono le staffe e si sentono pessime quando in realtà hanno solo avuto una giornata lunga e faticosa. Ecco come sono le cattive giornate delle mamme

Le cattive giornate delle mamme

Per i nostri bambini, non ci basta essere la versione migliore di noi stesse: vorremmo essere la perfezione incarnata. Ma poi ci scontriamo con la nostra disdicevole umanità, e spesso anche con la sfiga: in questi casi è un attimo perdere il senso delle proporzioni e sentirti una cattiva mamma, quando in realtà hai solo avuto una cattiva giornata.

Chiudiamo gli occhi e proviamo a immaginare tutte le volte in cui, ultimamente, ci siamo sentite pessime madri: non si tratta forse, nella stragrande maggioranza dei casi, di pessime giornate? Partiamo tutte dal tacito presupposto che una mamma non abbia scusanti: il suo comportamento deve essere sempre impeccabile, amorevole e rigoroso quando serve, a prescindere dalle circostanze. Ci sono i giorni in cui fila tutto liscio, a partire dalla nottata precedente quando riesci a inanellare sei o sette ore di sonno ininterrotto, chè di questi tempi è un vero lusso. I bambini si svegliano in orario, riesci a bere il tuo caffè ancora caldo, nessun capriccio per vestirsi, tutti i componenti della famiglia trovano chiavi e cellulare e la giornata fila liscia come l’olio.

Ci sono anche i giorni in cui non tutto fila liscio, anzi, alla sera di una giornata lunga e faticosa ti ritrovi a dover trascinare due bambini stanchi e nervosi tra i due o cinque anni al supermercato perché ti sei appena ricordata che non c’è niente per cena. E nonostante tutto, gestisci la situazione con la giusta determinazione e spirito zen. Poi ti capitano due, tre, dieci pessime giornate di fila, magari con contorno di qualche notte insonne, un problema familiare o lavorativo, o semplicemente la sindrome premestruale. Resisti stoicamente, e ti arrangi come puoi, prendendo tutte le scorciatoie meno edificanti dei genitori, come propinare bastoncini di pesce surgelati a pranzo e crocchette di pollo surgelate a cena, e dando libero accesso al contenuto della tua borsetta pur di poter parlare cinque minuti al telefono senza essere interrotta: ma il “crash” della nuova palette di trucchi che ti sei regalata per il tuo compleanno e che si sfracella al suolo è La Goccia.

È in questo momento che avviene la trasformazione e ti ritrovi ad incarnare il perfetto stereotipo della mamma-che-non-vorresti-mai-essere. Quella che urla come una pazza contro ai suoi figli in mezzo alla strada perché fanno i capricci. Quella che trascina un duenne fuori dal supermercato per le braccia, perché lui si è sdraiato per terra lungo disteso e non ha la minima intenzione di muoversi di lì. Quella che cerca di domare i figli con le patatine prima di cena e loro le rovesciano sul pavimento del negozio. Quella mamma che tutti fingono di non guardare. Ma la guardano, eccome se la guardano.

Ma una cattiva giornata non fa una cattiva mamma: questa certezza è l’unica cosa che in certi momenti ti permette di riprendere il controllo e perché no? Fare anche una bella risata, rendendoti improvvisamente conto che il mondo andrà avanti e non morirà nessuno anche se arriverete a casa mezz’ora più tardi, se la cena non sarà pronta, se agli occhi degli altri in quel momento non incarnate esattamente la famiglia del Mulino Bianco. Tutte le mamme inciampano e tutte hanno i loro momenti.

​E per quanto riguarda quelle che sembrano volerti dire “i miei figli non lo farebbero mai”… basta solo sedersi e aspettare :-)

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