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Calo degli aborti in Italia: sotto i 100.000 l'anno

di Monica De Chirico - 03.11.2015 Scrivici

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Per la prima volta è in calo il numero di aborti in Italia, che scende al di sotto dei 100.000 l'anno contro i 234.801 del 1982

Numero di aborti in Italia

Diminuisce del 5% in un anno il numero degli aborti in Italia, che per la prima volta scende al di sotto dei 100.000 l'anno. Un dato che salta subito all'occhio se confrontato con i 234.801 effettuati nel 1982 in cui si è registrato il valore più alto. E' quanto emerge dalla Relazione sull'attuazione della legge 194/1978 inviata dal Ministero della Salute a Parlamento, in cui vengono presentati i dati definitivi del 2013 e quelli preliminari per il 2014.

Nel 2014 le ivg sarebbero stare 97.535 rispetto ai 105.760 casi del 2013. Di questi 97.535, un aborto su tre riguarderebbe una donna straniera, precisamente il 34% delle interruzioni volontarie di gravidanza con un tasso di abortività del 19 per 1000, una tendenza tre volte maggiore di quelle italiane. Rispetto agli altri paesi occidentali i casi di aborto tra le minorenni sarebbero minori, 4,1 per 1000. Per quanto riguarda gli aborti ripetuti la percentuale resta costante e la più bassa a livello internazionale: il 28% delle IVG viene richiesta da chi già ha una precedente esperienza.

E' stato registrato inoltre un incremento dell'uso della pillola Ru486 per l'aborto, il farmaco sarebbe stato utilizzato nel 9,7 % di tutte le Ivg nel 2013, in tutte le Regioni, ad eccezione delle Marche. L'aborto farmacologico nel 2010 era praticato nel 3,3 % dei casi, mentre nel 6,7% dei casi nel 2011.

Tuttavia si tratta di dati da leggere con opportune riflessioni sul fenomeno degli aborti clandestini, la cui ultima stima risale all'anno 2012. Nella relazione presentata al Parlamento nel mese di ottobre 2014, il numero di aborti clandestini registrato nel 2012 non sarebbe molto differente da quello registrato negli anni precedenti, almeno per quanto riguarda le donne italiane. Sarebbero 15.000 gli aborti clandestini nel 2005 (per le donne italiane), 12/15 mila casi nel 2012. Fortunatamente una diminuzione importante rispetto agli anni '80 e '90, in cui i casi stimati erano tra i 70.000 nel 1990 e 43.500 nel 1995.

E il tema degli aborti clandestini richiama di riflesso quello dei medici obiettori di coscienza presenti in Italia. Secondo la Relazione del ministro Lorenzin non emergerebbero criticità nei servizi di IVG. Le interruzioni volontarie di gravidanza sarebbero garantite nel 60% delle strutture disponibili, eccetto in due regioni molti piccole -avrebbe fatto sapere il Ministero della Salute.

Nonostante questi dati incoraggianti il numero di obiettori di coscienza, anche tra gli anestetisti resta comunque alto. La relazione conferma dei dati elevati per l'anno 2003: il 70% tra i ginecologi, due su tre circa sono obiettori di coscienza, con una tendenza alla stabilizzazione rispetto all'aumento registrato negli anni precedenti. Il numero più elevato in media è registrato al Sud Italia. In Lombardia, ad esempio, i medici obiettori sarebbero due su tre, circa il 63,6%, in diminuzione rispetto al 2006 quando la percentuale si attestava a circa il 68%.

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