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Le tipiche cose degli anni ’80 che è bello tenere vive per i nostri bambini

di Laura Losito - 14.01.2016 Scrivici

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Le cose belle degli anni '80 da far conoscere ai figli. Una mamma ci spiega perché ama riproporre alle sue bambine alcune delle cose che adorava in quel periodo

Cose belle degli anni '80 da far conoscere ai figli

Non voglio diventare come una di quelle anziane acide sempre pronte a rimarcare che ogni cosa ai loro tempi era migliore/più sana/più giusta. Ma mi piace vivere questo stesso concetto come una ricchezza: ero bambina negli anni Ottanta e amo riproporre alle mie figlie alcune delle cose che adoravo di quel periodo. Ecco quali sono.

  • La musica, come si ascoltava

Non posso che iniziare con la musica. Ricordate la gioia di comprare i dischi dei vostri gruppi preferiti, dopo aver risparmiato per farlo, e quindi ascoltarli dalla prima all’ultima canzone tantissime volte al giorno finché non sapevate i testi a memoria? Ora sono un’adulta e le (rare) volte in cui esce un disco che mi ispira corro a comprarmelo perché mi piace collezionare i cd delle band che amo. Ma non tengo più la tv accesa tutto il pomeriggio su MTV nell’attesa che trasmettano il mio video preferito, perché ormai quelli non li passano più. In questo senso sono passata anch’io a YouTube :-)

  • La musica!

Al di là del come ascoltarla, la musica stessa degli anni Ottanta è qualcosa che le mie figlie non possono perdersi! Non importa il genere; ci sono pezzi che ogni essere umano dovrebbe avere il diritto di ascoltare almeno una volta nella vita.

  • I film

Scusate, vogliamo parlare di ET? Ci sono film degli anni Ottanta che abbiamo il dovere di tramandare ai nostri bambini: "Ghostbusters". "Ritorno al futuro." "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi". “La storia infinita”, "I Goonies", "Ladyhawke"… Questi sono solo alcuni di alcuni dei capolavori della nostra infanzia, di cui a volte conserviamo ancora le videocassette da qualche parte in cantina.

  • I cartoni animati

Non mi sto riferendo tanto ai lungometraggi Disney, classicissimi e di fatto “senza tempo”. Sto parlando di quei super-demonizzati cartoni animati giapponesi, che in certi casi effettivamente raggiungevano picchi di violenza e sadismo probabilmente inadatti al pubblico di cinquenni a cui erano rivolti - comunque, noi bambine ci siamo sorbite serie interminabili di Candy e Georgie quando ancora non erano state censurate, e siamo venute su normali lo stesso - forse :-). Ovvio che a nessuna Millennium Mom passerebbe mai per l’anticamera del cervello di sottoporre i propri figli alla visione di Mimì (dirò solo: catene ai polsi) o dell’Uomo Tigre (schizzi di sangue sul ring vi dice nulla? A me sì, dato che ho un fratello maschio) ma vogliamo parlare dei Puffi? Di Hello Spank? Di Flo e la piccola Robinson? A mio parere, molto più belli della attuali serie su suini semi-pensanti.

  • I giochi da tavolo

Sono alla ricerca della versione originale dell’Allegro Chirurgo dopo che la nuova si è rivelata un po’ una delusione (l’hanno reso più facile. Allora è vera la storia che noi eravamo più intelligenti?) Per fortuna ho ancora conservato il mio vecchio Indovina Chi, Brivido, e Forza 4!

  • I giocattoli

Tutti i vecchi giochi che non erano stati dati via sono stati lavati e riportati in vita, così ho potuto constatare con l’arroganza tipica degli anziani che i vestiti delle Barbie erano cuciti meglio, il Ciccio Bello era più robusto e nessuno ha mai più prodotto una tale genialata come i Polly Pocket. Non perdonerò mai a mia mamma di non avermi comprato il Dolce Forno, in compenso sono felice che le mie figlie non avranno mai a che fare con gli Sgorbions. E anche Bebi Mia era parecchio inquietante. (Ah, devo anche aver letto da qualche parte che anche il Crystal Ball ora ha una nuova formulazione perché quella che abbiamo usato noi era tossica…)

  • Libri e giornalini

Oggi ci sono 87 diversi tipi di giornalini per bambini, i quali generalmente scelgono sulla base della sorpresa più bella. Le mie sono decisamente più affascinate dai miei vecchi numeri del “Corriere dei piccoli”. E vogliamo parlare dei romanzi drammatici che negli anni Ottanta costituivano lo zoccolo duro della letteratura per bambine? Da Piccole Donne a Pattini d’argento, dalla Piccola Principessa a Pollyanna (per non parlare di Cuore o Il cucciolo) era un tripudio di bambini maltrattati dalla sorte, con almeno un genitore affetto da qualche terribile malattia o deceduto, ma avevano il loro perché. Per ora i due grandi classici che propongo sono il Piccolo Principe e le poesie di Gianni Rodari. E scusate se è poco.

Anche voi state tramandando qualcosa del retaggio anni Ottanta ai vostri figli? Quali sono le cose che vi mancano di più della vostra infanzia?

Gli anni '80, un video ricordo

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