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I fuochi di paglia delle amicizie tra mamme

di Laura Losito - 06.08.2015 Scrivici

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Ecco le fasi più tipiche delle amicizie tra mamme NON destinate a durare: dall' "innamoramento" fino alla fase dell'altra...

Amicizie tra mamme

Trovarsi nella stessa situazione di gravidanza, parto e puerperio può unire persone che si conoscevano a malapena (o affatto) e talvolta possono nascere delle belle amicizie destinate a durare nel tempo. Ma può anche darsi che si rivelino dei “fuochi di paglia” da cui sarà imbarazzante tirarsi fuori! Ecco le fasi più tipiche delle amicizie tra mamme NON destinate a durare.

  • Prima fase: l’innamoramento

Magari tra le tue amiche di sempre sei la prima ad essere rimasta incinta. O al contrario, loro hanno già bambini piccoli e non hanno più tempo per te. Conosci questa ragazza al corso preparto, avete la stessa DPP, magari anche lo stesso ginecologo, ed è subito amore. Lei è l’unica che ti capisce, e questo probabilmente è vero, perché non è che ci è passata, ci sta passando, proprio come te: è l’unica in grado di sostenere una conversazione di 30 minuti sui passegggini, per poi accompagnarti al negozio e attenderne altri 40 affinché tu possa fare la tua scelta con la dovuta ponderazione. Andate a passeggiare insieme, vi iscrivete a un corso di yoga, vi date appuntamento per acquistare il corredino per l’ospedale. Ogni mattina arriva puntuale il suo sms “Come avete dormito tu e il piccolo?” seguito da “Colazione al bar e salto in libreria?”; scendi dal letto e ti prepari felice, pregustando le due orette nel reparto "libri per la gravidanza" con successivo dibattito sul tema "Co-sleeping: si o no."

  • Seconda fase: il momentaneo distacco

Quando infine partorisci, per un po’ hai occhi solo per il piccolo. Sei completamente presa, immersa in questo nuovo e potente sentimento, e anche nelle mille contingenze quotidiane a cui far fronte. Nel tuo prendere confidenza col tuo nuovo ruolo non hai tempo, ne’ voglia, di rispondere al telefono o chattare. Questo però in genere dura pochi giorni, o settimane. Un pochino lei ti manca. Più che altro ti manca qualcuno con cui condividere le piccole cose che sembrano non interessare a nessuno. La chiami, e dai primi botta e risposta circa la gestione del neonato capisci che forse non siete davvero compatibili come pensavi…

  • Terza fase: la rottura

Dopo un paio di penose telefonate in cui ti ha profondamente irritato la sua aria da sotuttoio (Ehi, hai partorito il primo figlio da cinque minuti come me!) e in cui nell’ordine ha fatto a pezzi le tue teorie, quelle di tua madre, del tuo pediatra e della tua amica laureata in pedagogia, faticosamente vi vedete. Lei palesemente sollevata di vedere che non hai ancora perso un etto. Tu seccata perché ti guarda la pancia. La conversazione ha il piglio dello sbarco in Normandia. “Sai, il mio dorme tutta notte.” “Il mio, beh sai, si sveglia perché ha bisogno di mangiare, io lo allatto al seno.” “Crescono bene anche con l’artificiale, sai! Per loro magari è meglio una mamma serena perché dorme tutta la notte, non credi?” E così via.

  • Quarta fase: l’altra

Un giorno al parco, ti cade l’occhio su una mamma che, accanto alla carrozzina del bambino addormentato, legge un libro del tuo autore preferito. Senza pensarci un attimo, affamata di conversazione tra adulti, attacchi bottone. Iniziate a parlare, e non solo di pannolini e svezzamento. Lei è interessante, a prescindere dal suo ruolo di mamma. Non si mette in competizione, anzi, è autoironica e esprime le sue opinioni con umiltà ed educazione. Insomma, ci passa la stessa differenza che tra un flirt adolescenziale e una relazione adulta.

  • Quinta fase: e l’ex?

Tutte e due sapete che è finita, ma nessuna vuole dirlo apertamente. Così, all'improvviso, diventa impossibile fissare un playdate. Quando la incontri fuori dall’asilo al parco è tutto un “Che bello vederti! Stai benissimo! Dobbiamo vederci!” e dopo due settimane ti arriverà un provvidenziale sms con scritto “Scusami, sono stata così impegnata…” E’ verosimile che in due anni non si sia mai trovato il tempo per bere un caffè? Probabilmente no, ma va bene ugualmente. E’ così che si chiudono i flirt adolescenziali: senza rimpianti e senza rancore. A tutti capita di sbagliare persona.

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