Home Donna e Mamma

In prigione se perdi il tuo bambino durante la gravidanza

di Francesca Capriati - 15.10.2015 Scrivici

in-prigione-se-perdi-il-tuo-bambino-durante-la-gravidanza
L'aborto in El Salvador costringe le donne a finire in prigione anche per 40 anni e la legge impedisce di interrompere la gravidanza anche in caso di violenza

Aborto El Salvador

In El Salvador le donne che scelgono di abortire rischiano di finire in prigione. In molti Paesi del mondo l’interruzione di gravidanza è illegale (ad esempio abortire in Irlanda mette a rischio la vita delle donne), ma il caso del Paese sudamericano sta suscitando sdegno in tutto il mondo.

Lì le donne non solo non possono abortire, nemmeno se sono state violentate o in caso di incesto, ma rischiano anche di finire dietro le sbarre e qualcuna ci è rimasta anche per quarant’anni.

In El Salvador le donne che danno alla luce un bambino morto oppure perdono il loro bambino con un aborto spontaneo sono considerate responsabili della sua morte e anche se non hanno alcuna colpa.

Nella maggior parte dei casi si tratta di donne molto povere che non hanno accesso all’istruzione e che fin dall’inizio della gravidanza non hanno accesso a cure mediche. Quindi si tratta di gravidanze a rischio che possono concludersi con un aborto spontaneo o con la morte in utero senza alcuna colpa da parte della futura mamma

spiega Paula Avila-Guilen, consulente legale per Center for Reproductive Rights.

Si tratta di donne vittime di una legge draconiana che le perseguita se non danno alla luce bambini perfetti con gravidanza perfette. Che finiscono in carcere senza nemmeno capire il perché.

Una delle più gravi violazioni dei diritti umani della regione

denuncia Paula.

Cinquantacinque membri del Congresso americano hanno inviato al Segretario di Stato John Kerry una lettera nella quale lo chiedono di fare pressione sulle autorità salvadoregne per far abrogare questa legge.

Nella missiva si racconta la storia di Manuela, 33 anni e due figli, che perse il suo bambino con un aborto spontaneo a causa di problema ostetrico. Non ha mai potuto incontrare i suoi avvocati, è stata incarcerata ed è morta in prigione nel 2010. E la sua è solo una delle tante storie di violazione quotidiana dei diritti umani delle donne.

E Amnesty International qualche mese fa pubblicò un rapporto sulla violenza perpetrata ai danni delle donne che vogliono interrompere la gravidanza  in El Salvador e sono costrette a ricorrere all’aborto clandestino, mettendo in grave pericolo la propria vita.

Salil Shetty, Segretario Generale di Amnesty International, denuncia che le donne sono private dei diritto fondamentale di disporre del proprio corpo:

Siamo costernati nel constatare come tale divieto si estenda persino ai casi in cui la vita della madre è in pericolo. Non solo, le donne il cui stato di salute rende la gravidanza pericolosa si trovano di fronte ad una scelta impossibile: la prigione, qualora decidessero di abortire, e il rischio di morire, se non facessero niente

gpt inread-altre-0

articoli correlati