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In Irlanda la vita delle donne è a rischio

di Francesca Capriati - 25.06.2015 Scrivici

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Amnesty International lancia una campagna per cambiare la legge in Irlanda: le donne trattate come recipienti

Abortire in Irlanda

In Irlanda il diritto all’aborto viene spesso negato e, anche quando le donne riescono ad interrompere la gravidanza, mettono a rischio la propria vita a causa di uno stigma che regna nel Paese.

A denunciare la situazione è Amnesty International, nel rapporto dal titolo "Lei non è una criminale. Gli effetti della legge sull'aborto in Irlanda". Proprio l’Irlanda, che poche settimane fa è balzata agli onori delle cronache internazionali per il suo referendum sull’uguaglianza dei matrimoni, è un luogo ostile per le donne che scelgono di abortire. L’interruzione di gravidanza viene consentita solo se la vita della donna è a rischio e la priorità viene data al feto e alla sua vita, che è protetta da emendamento costituzionale del 1983.

La situazione è drammatica, denuncia Amnesty: più di 4mila donne sono costrette ogni anno ad andare all’estero per abortire e chi non può permettersi di farlo e prova a farlo in Irlanda mette in pericolo la propria vita.
Le testimoniane raccolte da Amnesty sono agghiaccianti: Lupe ha dovuto tenere il feto morto da 14 settimane e alla fine è andata in Spagna, suo Paese d’origine, per ricevere le necessarie cure mediche; stessa sorte per Róisin alla quale i medici non hanno praticato alcun intervento per settimane perché volevano essere certi che il battito cardiaco del feto non ci fosse più.

I diritti umani delle donne e delle ragazze sono violati su base quotidiana a causa di una Costituzione che le tratta come recipienti

ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.

Le donne e le ragazze che necessitano di abortire sono trattate come criminali, stigmatizzate e costrette a recarsi all'estero, a duro prezzo per la loro salute fisica e mentale. Lo stato irlandese non può più ignorare questa realtà e gli effetti drammatici che sta causando ogni anno a migliaia di persone

ha proseguito Shetty.

L'Irlanda è uno dei pochi Paesi europei che vieta alle donne di ricorrere all'interruzione di gravidanza anche in caso di stupro, di danno grave o fatale al feto o di rischio per la loro salute, in contrasto con quanto previsto a livello internazionale.

Per questo, oggi Amnesty International ha lanciato una campagna per chiedere all'Irlanda di modificare le sue leggi in modo che le donne possano abortire almeno in quei casi e di cambiare la Legge sull'informazione che dice che i medici e i consulenti che forniscono alle donne informazioni esaurienti sui trattamenti di cui hanno bisogno e su come avere un aborto legale si rendono responsabili di un reato.

Amnesty International lancia oggi anche in Irlanda la sua campagna "My Body My Rights", per contrastare i tentativi dei governi di controllare e criminalizzare le donne. Un movimento globale di sette milioni di persone si occuperà per la prima volta di una questione relativa ai diritti umani in Irlanda attraverso petizioni, manifestazioni e lettere indirizzate ai leader del paese.

Chiedi all'Irlanda di modificare la sua legge sull'aborto

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