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Chi vuole diventare un genitore perfetto

di Redazione PianetaMamma - 29.09.2014 Scrivici

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5 segnali che ti fanno capire che vuoi diventare un genitore perfetto

ESSERE UN GENITORE PERFETTO - Essere una mamma o un papà a prova di errore non è umanamente possibile: quando si diventa genitori – sopratuttto se si è al primo figlio – ci si trova in una condizione nuova, che va totalmente conosciuta. Eppure sopratuttto le donne – ma anche qualche uomo a dir la verità – mettono alla prova sé stesse colpevolizzandosi se con i propri figli non riescono a comportarsi come avevano “programmato” prima della loro nascita. In altre parole, se la mamma o il papà ideale non coincidono con quelli reali. Questo porta le neo mamme a sentirsi ansiose e depresse.

Una ricerca condotta dalla sociologa dell'Univeristà del Kansas Carrie Wendel-Hummell su 47 neo genitori che avevano avuto problemi di ordine psicologico durante la gravidanza o dopo la nascita del figlio, ha dimostrato che l'eccessiva aspettativa – dovuta a motivazioni famigliari, culturali e sociali – potrebbe appunto contribuire all'insorgenza di disturbi importanti, come la depressione post partum. Wendel-Hummell ha individuato 5 segnali riconducibili al complesso del “super genitore”, quella smania di diventare una mamma e un papà perfetti che può portare a delle conseguenze:

  • Cercare di avere un figlio al “momento giusto” 

E' vero che con la crisi economica è sempre più difficile creare una famiglia in tempi brevi, però è altrettanto vero che aspettare la sicurezza lavorativa può rivelarsi una chimera. Senza contare che un bambino può arrivare anche quando non è “programmato”.

  • Leggere molti libri sulla genitorialità

Sopratutto le donne delle classi medie leggono molti libri sul diventare genitori in modo da essere preparate quando arriverà il bambino. Questi manuali esprimono delle idee generali, ma è soltanto l'esperienza che vi permetterà di conoscere sempre meglio i vostri figli.

  • Avere delle aspettative molto rigide su come crescere un figlio

Pensate che allattare al seno sia l'unica soluzione e che assolutamente il latte artificiale vada bandito? Oppure che il solo modo per crescere un figlio sicuro di sé sia quello di avervi accanto 24 ore al giorno? Molti genitori si colpevolizzano se per esempio non riescono a comprendere perché il proprio figlio piange o se non riescono ad avviare l'allattamento al seno. Ci sono delle aspettattive che possono non venire esaudite, ma una mamma o un papà non devono sentirsi in colpa. 

  • I papà sono desiderosi di partecipare nella cura del proprio figlio, ma piuttosto titubanti sul modo

E' vero che oggi i padri hanno un ruolo maggiormente condiviso con le madri nella gestione dei bambini, ma spesso è la società a non aiutarli. Non hanno esempi da seguire nelle generazioni precedenti e nel mondo del lavoro sono ancora pochissimi gli uomini che scelgono di usufruire di un congedo di paternità.

  • Sentirsi in colpa se non si corrisponde alle aspettative

Avere delle aspettative realistiche per quanto riguarda la maternità, servirà a molte mamme per non incorrere in episodi di ansia o addirittura di depressione post partum.

Cosa fare allora? La parola d'ordine è: chiedere aiuto. Agli amici, ai genitori, ad uno psicologo. 

Ci si renderà conto che vivere i propri bambini in maniera autentica e reale, anche se con qualche imperfezione, è molto meglio che non viverli pienamente per la troppa paura di non essere all'altezza.

a cura di Valentina Colmio

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