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Pampers Mutandino

il nuovo migliore amico di mamma e papà

Di Olga Zappalà

Bianca Zoe, la mia terzogenita di 2 anni e mezzo, ha iniziato a frequentare il nido quando aveva 18 mesi. Un’esperienza formativa e del tutto positiva che ha accresciuto moltissimo le sue competenze e la sua autonomia, pure troppo! Mi riferisco, in particolare, al suo desiderio (apprezzatissimo per carità) di far da sola, dal pranzo, alla vestizione, al cambio del pannolino. Da mamma ho sempre stimolato e supportato i miei bimbi nelle loro piccole conquiste di ogni giorno, sono rimasta un passo indietro mordendomi la lingua pur di non dir loro “Faccio io?” e non intervenendo per aiutarli ad indossare una giacca, le scarpine o recuperare dal piatto l’ultimo boccone di pasta al sugo. Sono la mamma di tre bambini piccoli (il più grande ha 7 anni) e mi rendo conto che lo sviluppo dell’indipendenza e dell’autonomia spesso si trova a fare i conti con la fretta e le incombenze di ogni giorno; se la mamma o il papà devono correre in ufficio sarà molto più semplice vestire e svestire un bimbo con rapidità o ancora dargli la colazione invece di lasciarlo per un tempo che ci sembra infinito davanti alla sua tazza di latte.

Questa continua “lotta” tra voglia di far da soli e comprensibili esigenze genitoriali l’ho particolarmente vissuta con il cambio del pannolino. La maestra di Bianca Zoe le ha da subito insegnato a partecipare al momento del cambio all’asilo (del resto i bimbi sono tanti e bisogna pur ingegnarsi!); avete presente quei bebè che piangono ogni e sottolineo ogni volta che un adulto si accinga al cambio sul loro comodissimo e accogliente fasciatoio? Io non conoscevo questa ulteriore gioia da mamma prima dell’arrivo di Bianca Zoe. Lei è sempre stata riluttante al cambio pannolino, ha sempre urlato e strepitato, si è dimenata, ha scalciato, ha allertato con il suo pianto l’intero vicinato. I miei capelli bianchi li devo a lei, la testarda del mio cuore. E così, all’asilo nido, la maestra ha iniziato a cambiarla in piedi, invitandomi a far lo stesso a casa. Cambiare in piedi un bambino, ma come si fa? Non so voi, ma io ci ho provato con risultati fallimentari nonostante il mio indubbio know-how in fatto di lattanti.

Oggi, a due anni e mezzo, Bianca Zoe indossa le mutandine, fa la pipì nel water e usa il pannolino per la nanna e per fare la cacca (questo perché è molto stitica e il pediatra mi ha consigliato di non forzarla all’uso del gabinetto altrimenti rischierebbe un piccolo “blocco psicologico”, è proprio lei a dirmi “Mamma devo fare la cacca, ho le mutande o il pannolino?”). Il momento del cambio serale va ancora fatto rigorosamente in piedi – del resto lei ha due fratelli maggiori che indossano e tolgono le loro mutande da soli e bisogna a tutti i costi imitarli (a questo proposito, qualche tempo fa l’ho trovata davanti al gabinetto in procinto di far la pipì in piedi proprio come loro!).

Per garantire l’autonomia della piccola cocciuta e la salute mentale di mamma e papà utilizziamo i nuovissimi Pampers Baby Dry Mutandino e Pampers Progressi Mutandino. Di cosa si tratta? Pannolini a mutandina (come piace ripetere a Bianca Zoe) con la garanzia dell’inimitabile assorbenza Pampers ma che facilitano il cambio indossandosi proprio come una normale mutandina. E, novità delle novità, possono essere utilizzati a partire dai sei mesi in su (quanti timpani avremmo preservato con l’utilizzo di questi prodotti!).

Io, ad esempio, porto sempre un paio di MUTANDINO con me in borsa nel caso in cui ci sia una emergenza cacca o quando siamo in luoghi in cui una bimba di due anni possa trovarsi in difficoltà a fare la pipì. Immaginate di essere al parco immerse nella lettura di un libro appassionante (è un sogno lo so ma lasciatemi immaginare alla grande!) quando vostro figlio o figlia vi interrompe preso dall’impellente stimolo della pipì. Ecco, in questi casi, mettere un normale pannolino non è esattamente cosa agevole ma con Pampers Baby Dry Mutandino e Pampers Progressi Mutandino tutto si risolve in una faccenda rapidissima, si infilano dai piedini come le mutandine e si tirano su facilmente grazie alla fascia elastica e avvolgente a 360° (unica accortezza per evitare fuoriuscite laterali è quella di sistemare il bordino elastico che avvolge le gambette – come si fa ad ogni normale cambio). La vestibilità è ottima anche per bimbetti magri come la mia. Lo stesso faccio quando mia figlia esce da nido e deve fare il riposino pomeridiano (quando è troppo stanca e prevedo si addormenti in auto le infilo al volo il Mutandino a scuola) o la nanna serale; abbiamo definitivamente abbandonato il fasciatoio e il cambio in posizione supina e questo garantisce anche la voglia di autonomia dei bimbi che possono infilare e togliere da soli il loro pannolino-mutandina. Bianca Zoe al mattino o al risveglio pomeridiano corre in bagno per fare la pipì sul water e riesce a far tutto da sé (l’apertura a strappo laterale è a prova di bimbo). L’asciutto e la qualità sono quelli Pampers di cui, i due modelli, mantengono, rispettivamente, le caratteristiche peculiari. Baby Dry Mutandino garantisce il massimo confort grazie ad un rivestimento morbido come cotone e la massima sensazione di asciutto per la presenza di microgranuli superassorbenti. Progressi Mutandino impedisce qualsiasi perdita o fuoriuscita e mantiene la promessa di un asciutto superiore.

E il momento del cambio con Pampers Baby Dry Mutandino e Pampers Progressi Mutandino può diventare anche una divertente condivisione dei compiti e ruoli di una grande famiglia come la nostra, Niccolò e Edo, ogni sera, dopo aver lavato i denti e indossato il pigiama, fanno a gara a chi dovrà mettere il Mutandino alla sorellina!

“Se il cambio del pannolino è diventata un’impresa è arrivato il momento del MUTANDINO”. Grazie signor Pampers, non dimenticherò mai quello che ha fatto per me mamma della adorabile cocciutissima Bianca Zoe!