Le mamme raccontano il Back To School

Il conto alla rovescia è terminato. I nostri bimbi hanno varcato il portone di scuola. Qualcuno ha ritrovato vecchi compagni e maestre, altri hanno cominciato un nuovo ciclo – alla scuola primaria o secondaria – e si sono affacciati trepidanti in questo nuovo mondo ma sicuramente quel che ha accomunato i nostri bambini e noi genitori è stata l’emozione, mista ad un po’ di ansia, e tante aspettative per un anno scolastico sicuramente diverso da quelli che l’hanno preceduto e che arriva dopo tanti mesi di assenza obbligata dai banchi.

Fiducia, fiducia e ancora fiducia è quella che abbiamo dovuto trasmettere a bambini e ragazzi: fiducia in loro stessi, in noi genitori e nella scuola che li avrebbe accolti. E ognuno lo ha fatto a modo proprio come ci hanno raccontato alcune mamme.

Marianna, mamma di Filippo: “Temevo che la sveglia sarebbe stata una tragedia da lirici greci ma, fortunatamente, la mia strategia ha dato buoni frutti. A partire da una settimana prima della data fissata per la riapertura delle scuole, ho cercato di far ritrovare a Filippo la sua routine per cui cena leggera ma nutriente e a letto presto dopo una fiaba e tante coccole. Il primo giorno di asilo, quando sono entrata in camera per svegliarlo, era già lì che sorrideva e al portone di ingresso della scuola io ho dovuto nascondere una lacrima e lui, invece, è andato via spedito”.

Vittoria, la piccola di mamma Giorgia non era altrettanto convinta che andare a scuola fosse la cosa giusta: “Vittoria quest’anno ha cominciato la scuola primaria ma era legatissima ai suoi compagni dell’asilo e alla maestra Emma e, quindi, stamattina proprio non voleva saperne di ritornare in classe. Era ben consapevole che si sarebbe trovata in compagnia di perfetti estranei. E i capricci sono cominciati dalla colazione. No al latte, no ai biscotti, no alla torta ma io non volevo lasciarla andare a scuola senza aver fatto la prima colazione. Per fortuna, mi sono ricordata di avere in frigorifero una Kinder Fetta al Latte. E’ stato un colpo di genio. Vittoria adora la sua cremosa farcitura al latte fresco e la morbidezza delle due fette di pan di spagna e così lei ha potuto mangiare qualcosa che le piace e si è sentita compresa nei suoi pensieri. Ed io sono stata più tranquilla per due motivi. Sapevo di averle dato un degno sostituto della sua tazza di latte e miele e soprattutto sono riuscita a strapparle un sorriso. Arrivati fuori scuola, la sua nuova maestra l'ha accolta a braccia aperte ed io mi sono sentita più leggera”.

Daria e Nicolò avevano anche loro una bella gatta da pelare, anche in questa casa c’era un nuovo inizio. Questa volta alle scuole medie: “Le scuole medie segnano una fase delicata e di passaggio per un ragazzino. A 11 anni non ti senti più il bambino delle elementari ma neanche un adulto e io ho capito che Nicolò era piuttosto inquieto e allora ho provato a tranquillizzarlo costruendo con lui una routine che possa accompagnarlo in questo lungo anno. La sera prima ha preparato lo zaino nuovo, scelto i vestiti da indossare – dopo 8 anni di grembiule – e chiacchierato con me e il padre chiedendoci del nostro primo giorno di medie. Sentire che avevamo avuto le sue stesse ansie e che siamo sopravvissuti, lo ha reso più sereno e la mattina fatidica, mentre mi facevo da parte, l’ho visto battere ‘il cinque’ al suo migliore amico e allontanarsi con lui. Quando è rientrato a casa, si dava arie già da grande esperto di scuola media”.

Anna, invece, per i suoi due gemelli di 3 anni – Simone e Matteo – confidava in un inizio scuola dell’infanzia a cuor un po’ più leggero ma “Ma ho capito che le preoccupazioni erano soprattutto le mie: avrò fatto bene a metterli in due classi separate? Si abitueranno velocemente alla mia assenza e soprattutto a quella del fratello? Quando sono andata a riprenderli, qualche lacrima c’era stata – come mi ha detto la maestra di ognuno di loro – ma anche la curiosità e la gioia di confrontarsi e condividere giocattoli e giochi con qualcuno che non fosse il fratello. Simone e Matteo si sono abbracciati e hanno insegnato l’uno all’altro i giochi fatti. Credo che la scuola potrà solo arricchire il loro rapporto speciale di fratelli gemelli”. 

Contenere Lorenzo, invece, per Raffaella è stata davvero un’impresa. Lui a scuola voleva proprio andarci: la terza è una classe importante, diceva, si comincia a studiare la storia, la geografia, le scienze e poi c’era tanto da raccontare ai compagni di quella estate in montagna tra vette altissime, passeggiate e scorpacciate di frutti rossi in malga “Farlo addormentare la sera prima – racconta Raffaella – è stato davvero complicato e non è mancato anche un risveglio notturno. Nonostante gli avessimo proibito dal tardo pomeriggio di usare giochi elettronici o computer. Troppa agitazione, troppa emozione. Troppo tempo trascorso dall’ultima volta sui banchi di scuola con amici e maestre. Credo che la mattina seguente, se avesse potuto, avrebbe guidato lui la macchina. Quando è uscito da scuola era felice ed io con lui ma mi ha anche detto che tutto sommato avrebbe potuto fare anche a meno delle nuove materie. Ed io ho pensato che sarà davvero un lungo anno”.

E se Lorenzo non ha dormito, in casa di mamma Mariangela è lei che è stata insonne mentre Francesco dormiva come sempre: “Francesco è anticipatario, cioè compie gli anni a febbraio e scegliere se fargli frequentare la prima elementare o optare per un altro anno di scuola dell’infanzia non è stato semplice. Ma le preoccupazioni erano mie. Il mattino del primo giorno di scuola, Francesco era fiero di indossare il grembiule blu dei bimbi grandi (come dice lui), di avere lo zaino del suo super eroe preferito e i suoi nuovi occhiali con la montatura rossa che aveva scelto personalmente. Quel che mi ha più colpito, però, è che era sì felice di ritrovare qualche compagno di scuola dell’asilo con cui condividerà anche il percorso della primaria, ma soprattutto desiderava conoscere dei nuovi amici. E a quel punto tutte le mie paure sono svanite”.

Insomma il rientro a scuola se ha portato nelle mamme qualche ansia e qualche preoccupazione in più, è stato anche accomunato dalla gioia, dall’emozione e da quell’incredibile desiderio di scoperta che appartiene solo ai bambini e in cui – come un miracolo – ci coinvolgono ad ogni nuovo anno di scuola. E allora che buona scuola sia cari bambini e ragazzi.