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Aborto: la Camera chiede piena applicazione alla legge 194

La Camera approva sette mozioni per ribadire il diritto di scelta della donna e la piena applicazione della legge 194. Ma gli obiettori restano il 70% dei medici

In tutta Italia va garantita l'applicazione della legge 194 (LEGGI).
E' quanto ribadisce con forza la Camera dei deputati che ha approvato sette mozioni che impegnano il Governo a difendere il diritto delle donne di abortire e chiede di intervenire per attivarsi per la sempre più capillare diffusione dell'aborto farmacologico, per promuovere un monitoraggio della situazione attuale e per ridare centralità e forza ai consultori familiari.


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Propositi giusti e necessari, dal momento che quasi il 70% dei ginecologici è obiettore di coscienza e in alcuni ospedali  la percentuale sfiora il 100%.
Secondo l'ultima relazione del Ministero della Salute, il maggior numero di ginecologi obiettori si trovano nelle regioni meridionali, con punte altissime, come quella del Molise (85%). Una situazione estremamente difficile che in certi casi impedisce alle donne di compiere una scelta che riguarda la propria vita e che rappresenta un diritto da consolidare e tutelare fermamente.


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Nicola Surico, presidente della Società italiana di ginecologia ed ostetricia (Sigo), ricorda che la situazione attuale è certamente da modificare: "ci sono alcuni ospedali che per poter assicurare le interruzioni volontarie di gravidanza devono chiamare personale da fuori. È una situazione intollerabile".

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Come risolvere la questione?
Si potrebbe, ad esempio, "riservare nei concorsi pubblici  un numero di posti per medici non obiettori di coscienza, ma senza stravolgere gli attuali criteri di assunzione per entrambe le categorie".

Iniziative che devono andare di pari passo con la promozione di una procreazione responsabile che rappresenta il modo più efficace per prevenire l'aborto. E in tal senso la mozione del che propone un potenziamento dei consultori familiari è interessante perchè sono proprio questi i luoghi preposti a svolgere un ruolo fondamentale nell'educazione sessuale, soprattutto tra le categorie più a rischio e cioè la popolazione di origine straniera e i giovani.

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