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Quando l'attesa si interrompe: il rispetto del lutto

L'Università di Padova ha organizzato un incontro sul dolore che si prova quando si perde un figlio durante l'attesa, un dolore ancora poco compreso dalla società

"Non c’è battito. L’attesa si è interrotta": parole terribili che nessuna mamma in attesa vorrebbe sentirsi dire. Un aborto spontaneo può infrangere il desiderio più bello di una donna, quello di diventare madre. Secondo le statistiche, circa il 15% delle gravidanze si interrompe nel primo trimestre. Si dice che i primi 3 mesi siano quelli più delicati. E infatti molte future mamme aspettano di aver superato i 3 mesi prima di dare la lieta notizia.



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Ma il dolore di un aborto spontaneo è un dolore di cui si parla ancora poco. Un dolore che è ancora poco compreso e considerato dalla società in cui viviamo, spaventata dall'idea della morte. E le mamme che si ritrovano, sfortunatamente, a confrontarsi con questo dolore, spesso sono "costrette" a viverlo da sole e ad imparare a conviverci.

E' per questo che l'Università di Padova, nell'ambito del corso di perfezionamento e aggiornamento per Educatore Prenatale e Neonatale organizzato dalla facoltà di Scienze della Formazione, ha deciso di organizzare un incontro dedicato proprio a questo tema. All'incontro è stata invitata Giorgia Cozza, autrice del libro Quando l’attesa si interrompe, che ne ha parlato con gli studenti, raccontando anche storie di mamme che hanno dovuto affrontare un aborto.



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Mamme che hanno raccontato il dolore provato "laddove ci si aspettava gioia". Mamme che hanno parlato del loro dolore lancinante ma allo stesso tempo quasi distante, come se non stesse capitando proprio a loro. Mamme che hanno detto di essersi quasi estraniate quando hanno ricevuto questa terribile notizia dal loro medico, di non riuscire a capire cosa il medico diceva e di non volerci credere.

Una realtà difficile da affrontare, ma di cui si deve parlare per aiutare tutte quelle mamme in attesa che, purtroppo, hanno visto infrangere tutti i propri sogni troppo presto. E Giorgia Cozza ha realizzato, per la presentazione, anche un video molto utile, nel quale ha raccolto una serie di spunti di riflessione su questo argomento. Un video "dedicato a tutte le donne che hanno perso un bimbo, ma anche alle persone che sono accanto a queste donne e vorrebbero aiutarle, e, magari, non sanno come fare".


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